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 - Ayrton Senna















Immerso nella contea del
Northamptonshire, questo tracciato è la sede storica della massima serie
 e,assieme al circuito di
Monza,ha sempre occupato una posto nel campionato mondiale.



13 maggio 1950, a Silverstone la prima gara di Formula 1


Il 13 maggio del 1950 si disputava in Gran Bretagna il primo Gran Premio della Formula 1. 65 anni fa infatti nasceva il primo vero Campionato del Mondo Piloti, dato che fino a quel momento la Formula Grand Prix e le diverse gare automobilistiche davano maggior spazio alle scuderie e quindi al Mondiale Costruttori.

La FIA decise di creare così un Mondiale Piloti in risposta al Campionato Mondiale di Motociclismo istituito nel 1949: il calendario prevedeva 6 Gran Premi europei ai quali si aggiunse la 500 Miglia di Indianapolis, la quale però negli anni ebbe sempre un regolamento proprio e differente dal resto delle gare. La prima stagione del Mondiale di Formula 1 fu dominata dall’Alfa Romeo, che vinse tutte le gare con la Alfetta 158, costruita da Enzo Ferrari prima della guerra.

La stagione cominciò sul circuito britannico di Silverstone – ad oggi sempre presente nel calendario del Mondiale insieme al Gp d’Italia – il 13 maggio 1950 e la gara fu vinta dall’italiano Nino Farina davanti al connazionale Luigi Fagioli e al britannico Reg Parnell, tutti e tre piloti dell’Alfa Romeo.




Il primo inglese a vincere la gara di casa è Sir Stirling
Moss seguito da Fangio e Kling che completa il podio Mercedes-Benz.
 Il record del gradino più alto fu in mano allo scozzese Jim
Clark che qui vinse per ben 5 volte, record poi eguagliato da Alain Prost trent’anni dopo.
 Per ben tre anni di fila dal
1963 al 1965 il GP di Silverstone è affare inglese: lo stesso Clark è dominatore assoluto
 con
Hill e Surtees che si alternano in seconda e terza posizione.



Tutta la F1 inglese ha come sede la zona a ovest di Londra.

Williams, McLaren, Jordan, Benetton e Arrows risiedono in questo piccolo angolo di campagna inglese.
Silverstone, è ribattezzato dagli inglesi la "casa dell'automobilismo sportivo mondiale".






 Gran Bretagna (Silverstone)
Giri: 52
Lunghezza: 5891 m.


SILVERSTONE - 13 MAGGIO 1950
 PRIMO GRAN PREMIO - F1


 Questa prima gara valida per il Campionato Mondiale vede la presenza sulle tribune del Re Giorgio VI, la Regina Elisabetta,
 la principessa Margaret, Earl Mountbatten e Lady Mountbatten.

La scuderia Alfa Romeo si presentò nel circuito con quattro Alfetta guidate da Nino Farina, Juan Manuel Fangio, Luigi Fagioli e, 
in segno di omaggio alla nazione ospitante, Reg Parnell;
le vetture si piazzarono ai primi quattro posti nelle qualifiche, occupando per intero la prima fila dello schieramento.

L'altra casa automobilistica italiana presente fu la Maserati, che schierò sei vetture portate in gara da tre scuderie diverse: la Scuderia Ambrosiana con David Murray e David Hampshire, l'Officina Alfieri Maserati con Louis Chiron di passaporto monegasco e Joe Fry, per finire con la Enrico Platé dove si distinguevano due piloti dotati di titoli nobiliari, Toulo de Graffenried e Prince Bira; quest'ultimo occupò il quinto posto nella griglia di partenza. Dei 22 iscritti Felice Bonetto della Scuderia Milano sarà l'unico che non riuscirà a qualificarsi.

La Ferrari, invece, preferì non prendere parte alla corsa con Enzo Ferrari che si lamentò con la stampa del limitato ingaggio offertogli dagli organizzatori. Le vetture inglesi erano le tre ERA e le due ALTA. I cinque francesi presenti invece gareggiarono con la Talbot-Lago (con le migliori due vetture che occuparono la seconda fila di partenza) e con due scuderie non manifatturiere. Parecchi corsero come privati e Leslie Johnson si presentò col nome di una scuderia, la Taso Mathieson per la prima e ultima volta.


Silverstone 1950 - Alfa Romeo 158

Alfa Romeo 158 - Nino Farina a Silverstone 1950 


Il Gran Premio di Gran Bretagna del 1950 è la quinta gara complessiva di quell'annata, dopo il Gran Premio di Pau
e il Gran Premio di Sanremo, entrambe vinte da Juan Manuel Fangio.

Il  Circuito di Silverstone nella classica configurazione del 1948, e inoltre designato anche come Gran Premio d'Europa per il 1950.

La scuderia Alfa Romeo si presentò nel circuito con quattro Alfetta guidate da Nino Farina, Juan Manuel Fangio, Luigi Fagioli e, in segno di omaggio alla nazione ospitante, Reg Parnell; le vetture si piazzarono ai primi quattro posti nelle qualifiche, occupando per intero la prima fila dello schieramento.

L'altra casa automobilistica italiana presente fu la Maserati, che schierò sei vetture portate in gara da tre scuderie diverse: la Scuderia Ambrosiana con David Murray e David Hampshire, l'Officina Alfieri Maserati con Louis Chiron di passaporto monegasco e Joe Fry, per finire con la Enrico Platé dove si distinguevano due piloti dotati di titoli nobiliari, Toulo de Graffenried e Prince Bira; quest'ultimo occupò il quinto posto nella griglia di partenza. Dei 22 iscritti Felice Bonetto della Scuderia Milano sarà l'unico che non riuscirà a qualificarsi.

La Ferrari, invece, preferì non prendere parte alla corsa con Enzo Ferrari che si lamentò con la stampa del limitato ingaggio offertogli dagli organizzatori. Le vetture inglesi erano le tre ERA e le due ALTA. I cinque francesi presenti invece gareggiarono con la Talbot-Lago (con le migliori due vetture che occuparono la seconda fila di partenza)e con due scuderie non manifatturiere. Parecchi corsero come privati e Leslie Johnson si presentò col nome di una scuderia, la Taso Mathieson per la prima e ultima volta.





Il weekend del Gran Premio d'Inghilterra si svolge alla metà di luglio 1951. I piloti schierati dalla Ferrari sono Ascari, Villoresi e Gonzalez. Nel Libro delle Corse del 1951 si legge che durante il "Primo Allenamento", corrispondente alle attuali prove libere del venerdì, in questo caso il 12 luglio 1951, il miglior tempo della giornata era stato segnato da Froilan Gonzalez, che aveva girato in 1.43:4, seguito da Fangio e Farina su Alfa Romeo. Le prove del sabato avevano invece visto lo scavalcamento dell'Alfa sulla Ferrari, con il miglior tempo fatto segnare da Juan Manuel Fangio. La griglia di partenza vedeva in prima fila Ascari (Ferrari), Farina (Alfa R.), Fangio (Alfa R.) e Gonzalez (Ferrari), in seconda Bonetto (Alfa R.), Sanesi (Alfa R.) e Villoresi (Ferrari).

Il Gran Premio d'Inghilterra, disputato il 14 luglio, prevedeva 90 giri e il tracciato misurava 4,649 km, per un totale di 418.421 km. Alla partenza prendeva la testa Bonetto; alla fine del primo giro è ancora in testa, seguito da Gonzalez, Farina, Ascari, Fangio e Villoresi. Al secondo giro Gonzalez assume il comando davanti a Bonetto e manteneva la testa fino alla 9a tornata. Al 10° giro era in testa Fangio e Gonzalez è secondo, e questa situazione permaneva fino al 20esimo giro. Nel corso del 40esimo giro invece le posizioni erano Gonzalez, Fangio, Farina, Ascari, Villoresi. Al 50esimo giro Gonzalez si trovava ancora in testa e amministrava un vantaggio di 1.14 su Fangio, seguito da Ascari, Farina e Villoresi, quinto. Villoresi si ritirava al 57° giro; al 60° Gonzalez si fermava per il rifornimento di carburante (tempo di sosta: 15 secondi), e rientra davanti a Fangio, indietro di 56 secondi. Il vantaggio su Fangio si allungava a circa 1.20:000 e porta alla conclusione con l'ordine di arrivo: Gonzalez, Fangio, Villoresi, Bonetto.

La vittoria della Ferrari in F1 segnava simbolicamente il sorpasso della squadra corse di Maranello nei confronti della grande rivale, l'Alfa Romeo, dove Enzo Ferrari aveva lavorato per vent'anni. Enzo Ferrari ricevette la notizia per telefono con molto ritardo, mentre si trovava solo nel suo ufficio; il giorno dopo un telegramma del presidente di Alfa Romeo inorgogliva ancor di più Ferrari per quella vittoria tanto agognata.




Alberto Ascari vince - Circuito di Silverstone - 1953

 La stagione 1953 del Ca Lampionato mondiale FIA è stata, nella storia della categoria, la 4a ad assegnare il Campionato Piloti.
 È iniziata il 18 gennaio ed è terminata il 13 settembre, dopo 9 gare
. Il titolo mondiale piloti è andato per la seconda volta all'italiano Alberto Ascari.


NEL 1953 SI RIPETE ANCORA LO STESSO TEMA DELL'ANNO PRECEDENTE E ASCARI DOMINA, QUESTA VOLTA PERÒ VIENE CONTRASTATO LEGGERMENTE DAI SUOI COMPAGNI DI SQUADRA HAWTHORN E FARINA CHE VINCONO UNA GARA A TESTA.

 

IL RIENTRANTE FANGIO SEPPUR SU UNA RECALCITRANTE MASERATI, RIESCE A VINCERE IL G.P. D'ITALIA, ULTIMA PROVA DEL CAMPIONATO DI QUELL'ANNO, LA QUALE INSIEME AD INDIANAPOLIS COSTITUIRANNO LE UNICHE DUE SCONFITTE DELLA FERRARI 500, UNA VETTURA CHE NON VENNE PIÙ EGUAGLIATA NEI RISULTATI OTTENUTI PER OLTRE 30 ANNI. LA STESSA FERRARI NON RIUSCIRÀ PIÙ A RIPETERE QUESTI PRODIGIOSI RISULTATI NELL'ARCO DELLA SUA STORIA.

AD INDIANAPOLIS SI REGISTRANO PURTROPPO I PRIMI DUE INCIDENTI MORTALI: CHET MILLER DURANTE LE PROVE DI QUALIFICAZIONE, CARL SCARBOROUGH DURANTE LA CORSA.

 

ASCARI È IL PRIMO PILOTA A VINCERE IL SECONDO TITOLO MONDIALE (TRA L'ALTRO ANCHE DI SEGUITO). 

INOLTRE EGLI È ANCHE IL PRIMO PILOTA CHE VINCE IL TITOLO STANDO IN TESTA ALLA CLASSIFICA DALL'INIZIO ALLA FINE. 

 



Il Gran Premio di Gran Bretagna 1956 fu la sesta gara della stagione 1956 del Campionato mondiale di Formula 1, disputata il 14 luglio sul Circuito di Silverstone.

La corsa vide la vittoria di Juan Manuel Fangio su Ferrari, seguito dalla coppia Alfonso de Portago-Peter Collins e da Jean Behra.





Gran Bretagna 1956 - Insegnante con i propri alunni  in visita al paddock di Silverstone

Storia del circuito


Silverstone è uno di quei circuiti su cui sono state scritte importanti pagine di storia della F1. È curioso ricordare che il territorio su cui sorge il tracciato era la sede di un aeroporto militare da dove gli Split-Fire inglesi decollavano per svolgere le missioni di guerra durante il secondo conflitto mondiale. La pista di Northampton fu inaugurata nel 1948 ed ha ospitato la prima storica gara ufficiale di F1 il 13 maggio 1950.
Si può affermare, senza retorica, che la nascita di Silverstone è strettamente legata a quella della F1 e il circuito ha avuto il grande onore di tenere a battesimo il campionato mondiale che si disputa ininterrottamente da 58 anni. Durante questo lungo periodo, lo sport automobilistico è cresciuto subendo radicali cambiamenti e anche il circuito britannico non è stato esente da variazioni evolvendosi nella direzione indicata dal tempo.

Complessivamente la pista ha totalizzato 40 partecipazioni nell'albo d'oro dei gp ma la configurazione della stessa ha subito rilevanti interventi strutturali dal 1950 ad oggi. In quella storica "prima volta", il circuito misurava 4,710 km e, fino al 1990, le sue caratteristiche principali sono rimaste pressochè invariate. Silverstone era una delle piste più veloci del mondiale e si toccavano medie sul giro impressionanti. I primi ritocchi risalgono al 1975, anno in cui venne aggiunta una chicane per un guadagno totale di 9 metri di estensione. Successivamente, nel 1987, Silverstone subì un'altra lieve modifica e si raggiunse una lunghezza pari a 4,778 km. Le caratteristiche che rendevano famoso quel circuito erano i curvoni ad alta velocità e i lunghi rettilinei in cui i motori davano libero sfogo ai loro cavalli. Questa configurazione caratterizzò la F1 fino al 1990.

All'epoca Silverstone era, addirittura, la pista più veloce dell'intero campionato. Anche un tempio della velocità per antonomasia come Monza ne usciva ridimensionato dal confronto diretto. Pensate che Nigel Mansell con la Ferrari 641/2 ottenne la pole nel '90 facendo registrare 255,099 km/h di media!. Quella, tuttavia, fu l'ultima occasione in cui Silverstone apparve nella sua veste abituale. A partire dal '91, infatti, il tracciato subì una mezza rivoluzione. I rettilinei e le curve da pelo scomparvero in larga parte, la lunghezza passò a 5,226 km e non è esagerato affermare che la Silverstone di oggi è tutta un'altra cosa rispetto al passato. Di sicuro gli interventi hanno incrementato il livello di sicurezza della pista ma lo spettacolo ha ricevuto una mazzata notevole.
Ogni settore del vecchio impianto si è rifatto il look. Il primo intervento ha riguardato la curva Copse, considerevolmente rallentata grazie ad una riduzione dell'angolo di ampiezza.

Nel successivo rettilineo sono state introdotte due veloci curve denominate "Maggots" che, unite al veloce cambio di direzione Becketts-Chapel, danno vita ad un gruppo di curve "massacranti" per la stabilità delle vetture e la concentrazione del pilota. Superato l'"Hangar Straight", il lungo rettilineo teatro di indimenticabili battaglie senza quartiere, le monoposto si fiondano verso la "Stowe", mitica curva, "ammorbidita" rispetto al passato ma ugualmente insidiosa ed emozionante, soprattutto in fase di uscita. Ciò che resta del tracciato da ora in avanti è quello che ha subito le maggiori modifiche. La nuova chicane della curva Club uccide la naturale rapidità di questa famosa piega mentre la esse "Abbey" ha spezzato brutalmente la regolare percorrenza del vecchio rettilineo.
Un tempo, poi, c'era il "Farm Straight", che si raccordava alla velocissima "Woodcote" fino al traguardo. Questo tratto, adesso, è divenuto il "Complex", un tormentato insieme di curve lentissime dove la più alta marcia utilizzata è la seconda. Dal 1991 ad oggi questa configurazione non ha visto mutare le proprie caratteristiche essenziali ma sono state ugualmente compiute alcune variazioni con l'obiettivo di ottenere un rapporto sicurezza-spettacolo più elevato possibile. Nel '94 la lunghezza della pista ha raggiunto 5,057 km, nel '96 5,072 e nel '97, grazie all'introduzione del tornante Luffield che ha rimpiazzato le doppie curve precedenti, si sono toccati i 5,141 km.

Nonostante le numerose modifiche di questi anni, Silverstone rimane comunque una pista da alta velocità e, a conferma di ciò, nel 2004 la Mclaren di Raikkonen toccò 236 km/h di media in prova.





  • 6a vittoria per Jack BRABHAM - 1o podio per John SURTEES - 1o migliore giro per Graham HILL

Gran Premio di Gran Bretagna 
 16 luglio 1960 - circuito di Silverstone.

La gara è stata vinta da Jack Brabham seguito dai due piloti della Lotus John Surtees e Innes Ireland.




  • 3a e ultima vittoria per Peter COLLINS - 1o podio per Roy SALVADORI - 9o e ultimo podio per Peter COLLINS

1975 Silverstone - Tony Brise (Embassy Racing), chiacchera con Graham Hill nuovo proprietario del team

L'Embassy Hill è stata un costruttore britannico di Formula 1. Scuderia fondata dal bicampione del mondo Graham Hill si iscrisse per la prima volta al campionato 1973 con il nome Embassy Racing utilizzando una Shadow e, l'anno successivo una Lola derivata dalla formula 5000, facendo segnare anche un punto nel Gran Premio di Svezia (punto assegnato al costruttore Lola).

Nella stagione 1975 fece debuttare una vettura di sua costruzione, anche se derivata da il modello Lola T370, al Gran premio del Sud Africa con Rolf Stommelen che chiuse settimo. Il debutto ufficiale della Embassy Racing with Graham Hill con una propria vettura, denominata GH1, si ebbe nel successivo Gran Premio di Spagna dove gareggiarono per il team François Migault e Rolf Stommelen. Proprio quando il pilota tedesco era in testa al Gran Premio, la perdita dell'alettone provocò la sua uscita di pista con l'uccisione di quattro spettatori. Nel Gran premio di Montecarlo proprio Graham Hill tentò di qualificarsi, ma senza fortuna. Questo gli fece prendere la decisione di ritirarsi dall'attività di pilota, per concentrarsi sulla gestione della squadra.

Sostituito Stommelen con Tony Brise (pupillo di Hill), la scuderia riuscì ad ottenere i suoi primi punti iridati al Gran Premio di Svezia proprio con Brise che arrivò sesto. Successivamente, il futuro campione del mondo Alan Jones, conquistò un ottimo quinto posto nel Gran Premio di Germania disputato al Nürburgring. L'incidente aereo in cui morì Graham Hill, assieme al pilota Tony Brise, determinò la chiusura della scuderia.




In 67 edizioni, il Gran Premio di Gran Bretagna è stato ospitato nella sua storia da tre diverse sedi. Comanda chiaramente Silverstone, con 50 edizioni ospitate, seguita da Brands Hatch, con 12, e da Aintree, con 5. I piloti più vincenti nella storia di questo evento sono Jim Clark ed Alain Prost, entrambi con 5 successi;ma lo 'Scozzese Volante' fa meglio nel complesso, assommando anche 5 pole position, 5 podi totali e 2 giri record, contro una pole, 2 giri record e 7 podi totali del francese.



Il dominio inglese e il record di Jim Clark

Se la prima edizione del Gran Premio di Gran Bretagna è stata un vero e proprio trionfo italiano, quelle successive hanno visto i sudditi
 di sua Maestà prendersi la rivincita con gli interessi: dal 1962 al 1967, infatti, sul gradino più alto del podio sono saliti solo piloti britannici. Nel 1962, nella gara corsa sulla pista di Aintree fu Jim Clark a trionfare. L'anno dopo cambiò la pista, ma non il protagonista con l'inglese a ribadire la superiorità sua e dei connazionali Surtees e Hill. Jim Clark vinse anche le edizioni del 1963 e del 1964 trionfando poi anche in quella del 1967 e diventando così il pilota più vincente nella storia del Gp di Gran Bretagna.


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Jim Clark, durante il vittorioso Gran Premio di Gran Bretagna 1967.
Lo scozzese ha ottenuto 5 pole e 5 vittorie nella gara di casa




Prost, il francese che divenne Re d'Inghilterra

Se è Jim Clark il pilota inglese più vincente sulla pista, il pilota di Sua Maestà deve condividere il record con un altro collega che risponde al nome di Alain Prost. Il francese, infatti, è riuscito a tagliare per primo il traguardo in 5 edizioni del Gran Premio di Gran Bretagna anche se l'impresa più memorabile è quella del 1990. Prosta aveva già 3 successi all'attivo, ottenuti nel ’83-’85-‘89, e si presenta al via al volante della Ferrari, ma senza avere i favori del pronostico; nonostante due vittorie consecutive in testa alla classifica c'è Ayrton Senna che guida con 3 punti di vantaggio sul rivale. Nelle prime fasi della corsa il duello è tra Mansell e Senna ma il brasiliano va largo nell'erba alla prima curva e deve rientrare ai box lasciando strada proprio all'inglese che però non riesce a frenare la rimonta del pilota del Cavallino che va a vincere prendendosi la testa del mondiale.

 L'ultima vittoria, quella del record, arriverà poi nel 1993 al volante della Williams.

Al via Hill parte meglio del compagno di squadra e si porta al comando; scatta ancora meglio Senna, che dal quarto posto sulla griglia di partenza balza in seconda posizione. Dietro ai quattro, all'ingresso della Copse ci sono Brundle, Patrese, Herbert e Alesi che guadagna cinque posizioni con l'unico lampo Ferrari del weekend. Mentre Hill allunga indisturbato, inizia una fase molto spettacolare in cui Senna, pur sensibilmente più lento, prova a chiudere la porta agli attacchi di Prost; la battaglia tra i due culmina con il sorpasso del francese alla staccata della stowe nel corso del settimo passaggio. Pur senza il conforto di un vantaggio di motore, la stessa manovra riesce anche a Schumacher tre giri più tardi. Dopo 11 tornate Hill comanda con 8" su Prost e 15" su Schumacher. I cambi gomme non mutano la sostanza ma Prost riesce a rosicchiare qualcosa e poi a tornare a contatto sfruttando qualche indecisione di Hill in fase di doppiaggio. Al giro 37 la safety car entra in pista per un incidente di Badoer alla curva Woodcote. Dopo la ripartenza Hill prova ad allungare ottenendo il giro più veloce al giro 41 ma deve abbandonare solo una tornata dopo per rottura del motore, dicendo addio alle speranze di vincere il primo gp proprio davanti al pubblico amico; Prost passa così al comando davanti a Schumacher, Senna, Brundle e Patrese. Se si eccettua il ritiro di Brundle a sei giri dalla fine, l'ordine rimane invariato fino all'ultima tornata, quando Senna, come già accaduto due anni prima, rimane senza benzina e si ferma lungo il tracciato; il brasiliano viene comunque classificato quinto, alle spalle di Prost, Schumacher, Patrese e Herbert e davanti a Warwick, che porta il primo punto della stagione alla Footwork.

1. Alain Prost - 2. Michael Scumacher - 3. Riccardo Patrese


Gran Premio di Gran Bretagna 1965  quinta gara della stagione 1965 del Campionato mondiale di Formula 1,
 disputata il 10 luglio sul Circuito di Silverstone.

  Vince Jim Clark su Lotus-Climax, seguito da Graham Hill su BRM e da John Surtees su Ferrari.



1969 Silverstone - Team Lotus al lavoro lavorano su una delle Lotus 49B