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Once upon a time in the west
Victory - Andre Rieu & BOND







Michelle Yeoh, moglie di Jean Todt

Jean Todt è stato amministratore delegato della Ferrari SpA e direttore generale
 della Scuderia Ferrari.






Campioni del Mondo F1

Link: Wikipedia

Si è dimesso da a.d. il 18 marzo 2008, ma ha mantenuto la carica di consigliere di amministrazione sino al 17 marzo 2009.
 Il 23 ottobre 2009 è stato eletto presidente
della FIA dal
Consiglio Mondiale.

Niki Lauda con la moglie Birgit Wetzinger

GP SINGAPORE, 25.09.2011- Gara, Marco Tronchetti Provera (ITA), Pirelli's President e sua moglie Afef Jnifen (TUN)

Jean Todt - Copilota di rally dal 1966 al 1981



 2016: Nico Rosberg, Campione e Stop.



è nato a Wiesbaden (Germania), il 27 giugno 1985
Vice-Campione del Mondo nelle stagioni 2014 e 2015, nel 2016 è riuscito a conquistare il titolo di Campione del Mondo sconfiggendo l'avversario di sempre, Lewis Hamilton il Campione uscente. Nico Rosberg è stato anche il primo vincitore della GP2 Series. Il suo numero di gara è il 6, numero con il quale il padre Keke Rosberg si laureò Campione del Mondo nel 1982. Rosberg corre con licenza tedesca,nazionalità della madre, ma ha corso anche con quella finlandese, detenendo anche la cittadinanza del Paese scandinavo. Oltre al tedesco, parla fluentemente inglese, italiano, francese e spagnolo.
Nico è il secondo "figlio d'arte" a vincere il titolo mondiale dopo Damon Hill figlio del grande Graham. Anche Jacques Villeneuve, figlio di Gilles, vinse il titolo ma il padre purtroppo no. Nico debutta in F.1 nel 2006 Fu ingaggiato come pilota titolare dalla Williams, che nel frattempo aveva perso l'appoggio della BMW. Al debutto assoluto, nel Gran Premio del Bahrain, Rosberg chiuse in settima posizione, compiendo diversi sorpassi dopo essere scivolato in fondo al gruppo per un contatto subito dopo il via. In questa occasione Rosberg fece segnare anche il giro più veloce in gara, diventando, allora, il pilota più giovane nella storia della Formula 1 a raggiungere questo traguardo. La svolta della carriera avviene nel 2010 quando passa alla Mercedes, che aveva deciso di schierare una propria scuderia ufficiale e aveva acquisito a questo scopo il team Campione del Mondo 2009, la Brawn GP. Al suo fianco fu ingaggiato il sette volte Campione del Mondo Michael Schumacher, ritornato in Formula 1 dopo tre anni di inattività.
La vettura si rivelò meno competitiva del previsto, non permettendo ai piloti di lottare per la vittoria, ma Rosberg risultò nel complesso più competitivo del compagno di squadra, vincendo il confronto col 7 volte Campione del Mondo. Chiude la stagione con 142 punti mentre il compagno, con 72 punti. Confermato alla Mercedes anche per il 2011, La vettura si dimostrò poco competitiva e sia Rosberg che Schumi poco possono fare.
Chiude la stagione ancora ma con solo 89 punti mentre il compagno, con 76 punti.
Anche nel 2012 la Mercedes non riuscì a produrre una vettura al livello delle aspettative e Rosberg chiuse le prime due gare della stagione fuori dalla zona punti, nonostante si fosse piazzato tra i primi dieci in qualifica. La situazione cambiò improvvisamente nel Gran Premio di Cina, nel quale Rosberg ottiene la sua prima vittoria in carriera dopo essere scattato dalla pole position. L'impresa giunge inaspettata perchè tutti si aspettavano che fosse Schumacher a riportare alla vittoria la Freccia d'argento. Il pilota tedesco entrò in zona punti anche nelle successive cinque gare, tornando sul podio nel Gran Premio di Monaco, concluso in seconda posizione. Il seguito della stagione non produrrà gli stessi risultati. Chiude la stagione con 93 punti mentre Schumi, all'ultima stagione, 13° con 49 punti.
Nuova svolta si ha nel 2013 quando in Mercedes arriva Lewis Hamilton, Campione 2008 e amico d'infanzia di Nico. Amici quando bastava il kart, la loro amicizia e una pizza nel cartone vicino alla Play. Poi la vita ha fatto il suo mestiere. I due ragazzini sono cresciuti. Ron Dennis, il tirannico ex capo di McLaren, si è accorto del giovane Lewis; il vecchio Keke ha presentato suo figlio a quelli del programma Bmw. Erano entrambi velocissimi e il resto è venuto quasi da sé: e in un attimo si sono ritrovati distanti. Ma la vita è così, probabilmente si ritroveranno più avanti.
La vettura è più competitiva quell'anno e molti pensavano che Lewis si sarebbe "mangiato" Nico ma non fu così e anche se alla fine arrivò dietro al compagno in classifica, vinse due gare prima che Lewis vincesse la prima, e unica quell'anno, in Mercedes.
Nel 2014 la Mercedes diventa la scuderia di riferimento, con la nuova F1 W05 che risultò nettamente più competitiva delle monoposto rivali già dalle prime gare. Alla fine su 19 gare ne vincerà 16, 18 pole e 12 giri veloci.
Nico ne vinse 5, 11 pole, 5 giri veloci. Il resto va a Lewis che si laurea Campione del Mondo. Anche nel 2015 la Mercedes si dimostrò la monoposto più competitiva. Alla fine su 19 gare ne vincerà 16, 18 pole e 13 giri veloci. Nico ne vinse 6, 7 pole, 5 giri veloci. Il resto va a Lewis che rimane in testa al mondiale dalla prima all'ultima gara e si laurea, per la terza volta, Campione del Mondo. Nico sembra completamente sopraffatto dal talento di Hamilton ma vince le ultime tre gare della stagione che gli danno fiducia per la stagione successiva.Infatti Rosberg iniziò il campionato 2016 con una serie di ben quattro vittorie consecutive. Approfittando della scarsa confidenza del compagno con nuovo metodo di partenza, che porterà Lewis a sbagliarne almeno quattro nel corso della stagione, e di alcuni problemi meccanici di troppo. La serie si interromperà al G.P. di Spagna quando i due compagni di squadra si toccano uscendo di pista e scatenando polemiche all'interno del team. La stagione si decide all'ultima gara che vede Hamilton vincere ma non è sufficiente. Nico Rosberg è, meritatamente, il nuovo Campione del Mondo. Alla fine su 21 gare la Mercedes ne vincerà 19, 20 pole e 9 giri veloci; un dominio assoluto. Nico ne vinse 9, 8 pole, 6 giri veloci. Il resto va a Lewis che stavolta però deve accontentarsi del ruolo di vice.
Nico Rosberg arriva al titolo dopo ben 11 stagioni in F.1 e 206 G.P. disputati. Solo Mansel si laureò Campione dopo più anni di presenze: 13 ma i G.P. furono meno "solo" 181.Nico Rosberg ha dimostrato che la perseveranza la dedizione al proprio lavoro, possono sopperire al maggior talento di cui dispone Lewis Hamilton. Ci sono stati tanti figli di campioni del passato, Jack Brabham, Graham Hill, Gilles Villeneuve, Mario Andretti, Jackie Stewart, Niki Lauda, Alain Prost, Nelson Piquet, che hanno provato a seguire le orme del genitore ma solo Damon Hill e Jaques Villeneuve hanno vinto il titolo mondiale. Ma sono sempre ricordati come "i figli di…." Nico Rosberg no, lui si è sempre dimostrato un pilota velocissimo e ha sempre surclassato i compagni di team tranne Hamilton nel 2014 e 2015 quindi, sarà Keke ad essere ricordato come "il padre di Nico".
Cinque
giorni dopo, in occasione della consegna del trofeo per il titolo, Nico annuncia il ritiro dalle competizioni. Obiettivo raggiunto, papà eguagliato e Lewis Hamilton battuto, non trova più le motivazioni per continuare e sacrificare la famiglia.I numeri di Nico Rosberg alla fine del 2016 sono: 206 G.P. 23 vittorie 30 pole position 20 giri veloci, 34 podi e 30 prime file.



L'ASCESA DI SCHUMACHER E DELLA FERRARI (2000 - 2004)

Jean Todt  -  Michael Schumacher  -  Luca di Montezemolo

La stagione 2000 vide le griglie di partenza di Formula 1 tornare alla normalità, con la Jordan uscita rapidamente fuori dai giochi, e la Williams, guardando in prospettiva di una nuova collaborazione con la BMW iniziò a riaffermarsi. La lotta nella parte anteriore, tuttavia, era svolta principalmente tra Häkkinen e Schumacher, entrambi due volte campioni, guidavano vetture regolate molto attentamente nelle prestazioni. La Ferrari era in costante miglioramento dai primi anni ’90, uno dei punti più bassi prima dell’arrivo di Jean Todt e nel 2000 Schumacher prevalse, diventando tre volte campione alla pari con Senna, e riportando il titolo piloti alla Ferrari per la prima volta dopo 21 anni dai tempi di Jody Scheckter nel 1979. La stagione 2001 vide la Ferrari dominare nettamente sul resto della concorrenza, e Schumacher vinse il campionato al Gran Premio di Ungheria e lo portò come secondo vincitore più rapido di sempre, alla pari di Nigel Mansell.
La stagione 2002 si tinse di rosso. Entrambe le Ferrari finirono tutte le gare, vincendone 15 su 17. Michael Schumacher prese più punti del secondo e terzo classificato messi insieme. In questa stagione, vinse il titolo già alla metà di luglio nel Gran Premio di Francia battendo quel record eguagliato nell’annata precedente.

Mentre la Ferrari celebrava il suo dominio, lo sport era ancora tribolato dai problemi. Due scuderie private – la Prost Grand Prix e la Arrrows – chiusero i battenti per fallimento, l’ultima nel corso della stagione. La Benetton rischiò di seguire la loro sorte, fino a quando la scuderia venne acquistata dalla Renault, che rientrò in Formula 1 portandosi dietro il direttore tecnico del team italo–britannico, Flavio Briatore. Intanto alla Minardi si stava facendo le ossa un giovane pilota asturiano di belle speranze, Fernando Alonso. Eventuali altri problemi di disturbo erano nell’unica scuderia in apparenza solida, la Ferrari. Mentre la Formula 1 non era sconosciuta alle squadre che monopolizzavano i podi del vincitore, le azioni della Ferrari durante il 2002 fecero arrabbiare molti avversari, e in particolare sui finali contestati del Gran Premio d’Austria e in quello degli Stati Uniti. Per molti osservatori era sembrato che lo spirito sportivo non avesse più spazio in Formula 1, quello che rendeva possibile il detto della “vittoria a tutti i costi” troppo lontano. Queste valutazioni e la presenza notevolmente declinante dei team ma anche degli spettatori sui circuiti nell’ultima parte del 2002, fu un serio problema per uno sport che era il più costoso – e, cosa importante, il più lucrativo grazie all’avvento delle multinazionali – del mondo in quel tempo.
 

Nella stagione 2003, nonostante regolamenti cambiati pesantemente per impedire che quanto accaduto nel 2002 succedesse di nuovo, Schumacher vinse il campionato ancora una volta.

 Guidando una vettura, la F2003-GA forse tra le più raffinate mai costruite dalla casa di Maranello e dedicata a Gianni Agnelli, ma anche piuttosto complicata, ebbe una lotta strettissima con il finlandese Kimi Räikkönen e il colombiano Juan Pablo Montoya, ma Schumacher prevalse di un solo punto nel Gran Premio del Giappone a Suzuka.

Il 2003 era sembrato un balsamo perfetto per rinfrescare le memorie della stagione precedente, con 8 corse vinte da piloti diversi (incluse le prime vittorie di Fernando Alonso, passato alla Renault, Kimi Räikkönen e il romano Giancarlo Fisichella, che riporta un pilota italiano sul podio più alto della Formula 1 dopo parecchi anni) e cinque team differenti, inclusa la stessa Renault (per la prima volta in 20 anni) e la Jordan, che afferrò una vittoria fortunata nel selvaggio e incredibile Gran Premio del Brasile.

 Nella stagione 2004 la Ferrari e Schumacher ritornano a dominare interamente il campionato, vincendo entrambi i titoli con facilità. Una nuova corsa nel Bahrein fece il suo debutto in Aprile e un’altra nuova gara in Cina venne messa in calendario a Settembre. Inizialmente si pensò all’introduzione di queste nuove corse a scapito dei prestigiosi Gran Premi europei come quello britannico e italiano, che rischiavano la rimozione dal campionato, ma alla fine risultò preferibile aumentare a 18 il numero di gare stagionali. Secondo Ecclestone, lo spostamento serviva a incrementare l’estensione globale della serie, nonostante le rigide restrizioni applicate in diversi paesi europei (in primis il Belgio) sulla pubblicità al tabacco da fumo ed altrove poteva rappresentare un fattore. Questo movimento vide la percentuale di gare di Formula 1 svolte fuori dai tradizionali confini europei salivano attorno al 50% – significante che il Campionato del Mondo, visitante quattro dei sei continenti, preservava il suo nome.

Nonostante il dominio Ferrari (che vinse 15 delle 18 corse), la battaglia nelle retrovie era molto più interessante del 2002, poiché le centrali elettriche di McLaren e Williams si tirarono fuori da un orrendo inizio con le nuove vetture più radicali nel progetto. Come previsto da tempo, la Renault fu assai rapida nel capitalizzare le sfortune dei due vecchi team britannici, ma la reale sorpresa era rappresentata dalla British American Racing, capitanata da Jenson Button. Nonostante non avesse mai vinto una gara, Button otteneva piazzamenti regolari sul podio, sul secondo o terzo gradino, e con il compagno di squadra giapponese Takuma Sato riesce a cucire un secondo posto nel Campionato Costruttori, lasciando terza la Renault con il pescarese Jarno Trulli che ottenne una consolante vittoria a Monaco. Montoya e Räikkönen potevano sperare in vittorie solitarie per i loro team, finendo al quarto o al quinto posto nei risultati.

La decisione della Ford di uscire dalla Formula 1 come fornitore di motori alla fine della stagione 2004 espose alla vulnerabilità totale qualche piccola scuderia. Non soltanto la loro squadra Jaguar venne venduta alla compagnia austriaca di bevande energetiche Red Bull, ma le poche scuderie indipendenti ancora presenti, che usavano tradizionalmente i motori Ford, hanno trovato i rifornimenti di motori in uno stato precario.




- 2000 -

APRILE
Scalfaro è Succeduto alla presidenza della Repubblica italiana, dall'onorevole Carlo Azeglio Ciampi

GIUGNO
Muore lo statista non che direttore della Banca d'Italia: Cuccia

OTTOBRE
L'imbarcazione a vela Luna Rossa illumina le notti di milioni di italiani aggiudicandosi la Louis Vitton Cup


Hakkinen contro Schumacher: il mitico sorpasso 

di Spa-Francorchamps




L’anno è il 2000 e la pista è Spa-Francorchamps. Il duello è tra la Ferrari di Michael Schumacher, in testa fino a pochi giri dalla fine, e Mika Hakkinen, su Mclaren, in gran recupero sul tedesco.
 I metri che li dividono sono sempre meno e la sequenza Eau-Rouge Redillon, rettilineo del Kemmel il “luogo del delitto”.

 Un sorpasso entrato nella storia dei motori quello del finnico, con il doppiato Ricardo Zonta, su Bar Honda, a godersi lo spettacolo nel confronto tra due colossi della F1.
 Riviviamo le emozioni di una manovra tanto coraggiosa quanto geniale di Hakkinen.



  2000 - Schumacher fa i complimenti ad Hakkinen. Sorpasso strepitoso nel finale

Gran Premio d'Italia 2000 - Schumacher eguaglia il record di Senna


Schumacher mantiene la testa della gara al via
Michael Schumacher riuscì a conservare la sua prima posizione al via con un'ottima partenza, mentre il suo compagno di box Rubens Barrichello, vanificò il buon risultato delle qualifiche scivolando dietro le due Mclaren e Jarno Trulli a causa dello slittamento dei suoi pneumatici. Al centro del gruppo un incidente tra Salo, Diniz e Irvine pose subito fuorigara il pilota nordirlandese, costretto a parcheggiare la sua Jaguar a causa dei danni riportati sulla sua vettura. Le due Sauber fortunatamente riuscirono a proseguire la gara.


Il terribile incidente che causò la morte
di Ghislimberti
Nel corso del primo giro l'irruente attacco di Rubens Barrichello nei confronti di Trulli alla variante della Roggia sfociò in una collisione multipla causata da una frenata tardiva di Frentzen. Nell'incidente vennero coinvolte anche la Mclaren di Coulthard e la Arrows dello spagnolo De la Rosa, che a sua volta andò a toccare le ruote posteriori della BAR di Zonta, decollando e capottandosi più volte in aria fino a planare sulla Jaguar di Johnny Herbert. Le conseguenze per i piloti non furono gravi, ma una delle ruote della Jordan di Frentzen finì contro un commissario di gara, Paolo Ghislimberti, il quale morì poco dopo a causa dei traumi subiti al torace. Il tempestivo trasporto in ospedale e i tentativi di massaggio cardiaco si rivelarono purtroppo inutili.

La direzione gara decise di non interrompere il Gran Premio, mandando in pista la Safety Car per dar modo ai commissari di togliere i detriti rimasti in pista. Durante il periodo dietro la vettura di sicurezza, Michael Schumacher compattò il gruppo frenando con decisione: Jenson Button si accorse all'ultimo secondo di una di queste frenate, e nel tentativo di evitare la Benetton di Fisichella, finì fuori pista dovendosi ritirare per i danni riportati sulla sua Williams.

Ottima gara per la Benetton di Wurz,
saldamente in zona punti
Dopo 10 giri percorsi a ritmo blando, la gara ripartì con Schumacher davanti ad Hakkinen, Villeneuve, suo fratello Ralf, Fisichella, Wurz e Verstappen. Senza molti problemi il tedesco della Ferrari riuscì ad allungare sui suoi avversari, permettendosi il lusso di gestire al meglio il proprio passo. Nel frattempo Villeneuve fu costretto alla resa a causa della rottura del cambio della sua BAR, lasciando spazio alle vetture di Verstappen e Zonta, che diedero una scossa alla gara cercando in tutti i modi di recuperare posizioni.

Ralf Schumacher tuttavia ebbe la meglio nella lotta per il gradino più basso del podio, controllando la rimonta di Verstappen e di Fisichella, il quale scivolò fuori dalla zona punti a causa di un problema alla frizione durante il pit stop che gli fce perdere un giro. La strategia di due soste azzardata da Ricardo Zonta, portò l'unica BAR superstite al sesto posto della classifica finale, dietro la Benetton dell'austriaco Wurz.

Schumacher e la Ferrari posero così l'ennesimo sigillo stagionale, trionfando sul circuito di Monza e riducendo il loro distacco in classifica nei confronti di Hakkinen e della Mclaren. Fu una gara molto importante per il tedesco, che conquistò la sua 41° vittoria in carriera, raggiungendo lo stesso numero di successi raccolti dal brasiliano Ayrton Senna. Un'emozione indescrivibile, immortalata dal pianto liberatorio del Kaiser durante le consuete interviste del dopo-gara: alla domanda su quanto l'aver raggiunto Senna importasse per lui, il Campione tedesco non riuscì a trattenere le lacrime, dando prova di tutta la sua umanità

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Ordine d'arrivo

1. Michael Schumacher (Ferrari): 1:27:31.638
2. Mika Hakkinen (Mclaren): +3,810
3. Ralf Schumacher (Williams): +52,432
4. Jos Verstappen (Arrows): +59,938
5. Alexander Wurz (Benetton): +1:07.426
6. Ricardo Zonta (BAR): +1:09.293

Schumacher esulta per la vittoria La commozione del Kaiser nel dopogara


2001:L'ultima di Hakkinen.

Il 30 Settembre 2001 Mika Hakkinen ha messo a segno la ventesima e ultima vittoria della sua brillate carriera; ad Indianapolis, a bordo di una Mclaren MP4-16 ha battuto tutti, sbucando quasi dal nulla: nessuno avrebbe scommesso su questo risultato, le caratteristiche del circuito sembravano favorevoli alla Ferrari e alla Williams BMW, in casa McLaren non si pensava quindi che quello di Indianapolis sarebbe stato un pomeriggio da ricordare; oltretutto il "Finlandese Volante" aveva annunciato alcuni giorni prima che avrebbe preso un anno di pausa ...
Non si trattava un appuntamento atteso da Mika con ansia: quando a Monza ha avuto l'incidente alla Lesmo (durante le qualifiche) ha iniziato a pensare se fosse il caso di non correre le ultime gare, quasi il botto di Monza fosse un campanello d'allarme; gli dispiaceva inoltre che non ci sarebbe stato con lui il suo ingegnere di pista, Mark Slade, rimasto in Inghilterra per stare accanto alla compagna in attesa. L'avrebbe sostituito Mark Williams, una persona molto competente ma non sarebbe stata comunque la stessa cosa ... oltretutto l'atmosfera che avrebbero trovato ad Indianapolis, dopo quello che era accaduto a New York ... si può affermare che non si trattava del GP a cui Mika e gli altri piloti avrebbero voluto partecipare ...
Questa di Indianapolis era l'ultima gara di Jo Ramirez, coordinatore del team McLaren, quindi nel paddock l'atmosfera era quasi da "ultimo giorno di scuola"; era uno splendido pomeriggio, dove quelli che non sarebbero andati in Giappone facevano a gara per avere una foto assieme a Mika.
Il Venerdì, dopo le libere Mika ha avuto buone e cattive notizie: era il più veloce, la macchina era ben bilanciata ma aveva grossi problemi di blistering sulle Bridgestone posteriori, la mescola più dura sembrava la meno stabile; insieme ai suoi ingegneri ha osservato i dati della telemetria e ha optato per la mescola più morbida, anche una volta individuati i punti del circuito dove avrebbe potuto risparmiare i pneumatici dosando al meglio l'accelleratore o convivendo con un po' più di sottosterzo.
Il Sabato in qualifica è quasi riuscito a dare la zampata vincente, e si è ritrovato in prima fila a 0"2 da Michael Shumacher, che era invece sulle Bridgestone dure; il fatto di partire davanti lo rendeva ovviamente molto felice.
Il giorno dopo il warm-up si è svolto regolarmente sino a quando il BMW di Montoya non ha inondato la pista d'olio ... la sessione è stata interrotta per 10'; quando è ripartito ha lasciato sulla sua destra una fila di monoposto ferme, convinto che dovessero provare una partenza, ma così non ha visto il semaforo rosso. La macchina era perfetta, eveva più carburante del compagno di squadra, ma comunque si sentiva molto veloce; poi, senza nessuna avvisaglia, all'ingresso di una curva gli anteriori si sono bloccati: ha cercato di riprendere il controllo, senza riuscirci, e la macchina ha sbattuto contro le barriere di protezione.
Così si è ritrovato ai box assieme ai suoi meccanici: il telaio è risultato perfetto, nonostante l'incidente, così la monoposto è stata riassemblata in fretta dai suoi ragazzi; poco dopo ha avuto comuncazione della penalità inflittagli dai commissari, che non stettero a sentire le sue spiegazioni: era uscito dalla pit lane con il rosso, avrebbe quindi preso il via con il suo secondo miglior tempo, ovvero dalla quarta piazza.


     


Si arriva così al via: dopo una partenza regolare si è concentrato per percorrere il primi giri come stabilito: dosava l'accelleratore, senza strafare in modo da risparmiare più a lungo possibile i pneumatici posteriori. Ferrari e Williams intanto erano sempre in vista, non stavano prendendo il largo.
Ralf Shumacher si è fermato presto per il pitstop, Barrichello poco dopo; Montoya, che aveva appena superato Shumacher, ha parcheggiato la monoposto lungo il rettilineo nel 38° giro.
Michael è rientrato, lasciando a Mika il comando; aveva ancora carburante per alcuni giri e i pneumatici ancora perfetti: ha letteralmente volato prima del pitstop, sfruttando al massimo le Bridgestone, accuratamente preservate nella prima parte di gara, guadagnando così un margine sufficiente su Michael Shumacher.
A questo punto Rubens era di nuovo al comando, ma doveva effettuare una nuova sosta; una volta effettuata è rientrato a 5" da Mika mentre Michael, terzo, sembrava innoquo: forse la scelta delle Bridgestone più dure si stava rivelando un errore ...
Mika ha guidato con la massima cautela possibile, cercando di non commettere errori, mentre il vantaggio su Rubens si riduceva a 2"; si aspettava dei giri piuttosto tirati, conscio della necessità di concentrarsi al massimo, ma ad un certo punto Rubens è sparito dai suoi specchietti.
Dai box è stato avvertito via radio che Rubens si era ritirato per un problema al motore, ed è stato invitato a rallentare, consiglio che lui ha puntualmente seguito ...
Dopo aver tagliato il traguardo Michael l'ha affiancato e l'ha applaudito; lui ha portato le mani al cielo: quel che si dice una condotta di gara perfetta ...





Campioni del Mondo Anni 2000

SCHUMACHER  - ALONSO -  RAIKKONEN - HAMILTON -  BUTTON

 CAMPIONATO  MONDIALE COSTRUTTORI Italia
Ferrari
F1-2000

2000 - Schumacher ottiene il suo terzo titolo

Ferrari F1-2000