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 - Ayrton Senna
















A Montecarlo solo i più grandi della storia vincono.
 Il circuito più glamour del mondiale è da sempre scenario di grandi imprese e di grandi vittorie.
 Su questi fantastici 3 chilometri si sono inanellati, più che altrove, successi
a ripetizione e si sono premiati pluricampioni.



GP MONACO, 26.05.2013  - Il Principe Alberto II  e sua  moglie  Principessa  Charlene









14 aprile 1929, nasce il Gran Premio di Monaco


Anno di nascita 1929, parliamo del più celebre tra i Gran Premi dell’anno, ovvero quello di Monaco, la gara più attesa, anacronistica ed appassionante di tutta la stagione. L’avvenimento mondano dell’anno, dove si intrecciano un cosmo fatto di motori, super yacht, feste, eventi mondani, belle donne e tutto quanto offre quel piccolo lembo di costa a sud delle Francia.

La gara nasce per merito di Anthony Noghès, presidente e fondatore dell’Automobile Club di Monaco. Noghès si reca a Parigi per presentare la candidatura del proprio Club all’Association des Automobile-Clubs Reconnus, praticamente l’attuale Federazione Internazionale dell’Automobile. La candidatura di Noglès viene rifiutata: Montecarlo non ha nessun circuito e non si corre nessuna gara automobilistica nel territorio del Principato, ed allora scatta l’idea di organizzare appositamente una gara tra le strette strade della città per essere inseriti nel giro dei grandi Club automobilistici. Dall’idea all’organizzazione passano due anni, ed il 14 aprile 1929 il Principe Pierre de Polignac inaugura il circuito cittadino.

Al via del primo Grand Prix tra le strade monegasche ci sono 16 vetture. La vittoria va a Charles Frederick William Grover, detto più semplicemente “Williams”, al volante di una Bugatti 35B.
La media della gara è di 80 Km/h e da quel giorno di primavera nasce una gara che segnerà fino ai giorni nostri la storia della F.1. Ad Anthony Noghès va anche il merito di avere inventato la bandiera a scacchi per dare il segnale di fine gara.


1933 - 5° Gran Premio di Monaco


Il Gran Premio di Monaco 1936 è stata l'ottava edizione del Gran Premio di Monaco, valida come prima prova
del Campionato europeo di automobilismo 1936.






Rudolf Caracciola  Mercedes W25K vince sotto la pioggia il Gran Premio di Monaco del 1936.




Il
Campionato europeo di automobilismo 1937 è stata la V edizione del Campionato europeo di automobilismo. Con tre vittorie su cinque gare, Rudolf Caracciola si laureò per la seconda volta campione europeo guidando una Mercedes equipaggiata con un motore 5,6 litri. Dal momento che l’anno successivo la formula fu cambiata, imponendo dei motori più piccoli e meno potenti, le auto del 1937 risultarono le più potenti mai costruite fino all’arrivo dei motori turbo in Formula 1 a cavallo degli anni ’70 e ’80 del XX secolo.



Monaco "Hotel Beau Rivage" - Passaggio di Rudolf Caracciola e Manfred von Brauchitsch  su Mercedes Benz W125


Dopo la guerra il G.P. di Montecarlo è prontamente inserito nel neonato Campionato Mondiale di F.1 e la prima edizione titolata, disputata il 21 maggio del 1950, è vinta dalla Alfa Romeo 159 di Juan Manuel Fangio che precede la Ferrari 125 di Alberto Ascari
e la Maserati di Louis Chiron.

Il tracciato di Monaco è rimasto immutato nel tempo, a parte qualche piccola modifica di poca importanza.
È il più corto e lento dell’intero mondiale e si sono svolte alcune tra le corse più sorprendenti ed emozionanti. 

Alcuni piloti come Ayrton Senna e Graham Hill sono stati i migliori interpreti di questa anacronistica corsa che ha avuto anche dei drammi come quello di Lorenzo Bandini che ha perso la vita proprio a causa della fatica di questa corsa.









Gran Premio di Monaco 16 maggio 1948
Distanza 100 giri, totale 318 km
Podio
1 Nino Farina Maserati - 2 Luis Chiron  Talbot Lago - 3 Toulo de Graffenried Maserati

Gran Premio di Monaco



Qualifiche
Dopo due sessioni di qualifica, come da tradizione al giovedì e al sabato, dove Charles Pozzi, Yves Giraud-Cabantous, Pierre Levegh e Clemente Biondetti non partono, la griglia di partenza viene condizionata pesantemente dal grave incidente occorso all'argentino Alfredo Pián il quale, a causa di una macchia d'olio, va a sbattere contro la tribuna con la Maserati fratturandosi una caviglia, e non prenderà più parte a una gara di Formula 1. La sessione del sabato viene sospesa definitivamente e le posizioni vengono stabilizzate ai cinque migliori tempi ottenuti nella prima sessione di prove: dalla sesta in avanti i tempi della seconda sessione. Questo sistema penalizzerà soprattutto Luigi Villoresi che, pur avendo ottenuto il secondo tempo assoluto, partirà dalla terza fila in sesta posizione.


Qualifiche ufficiali:  1 Juan Manuel Fangio  1.50.2 - 2  Nino Farina 1'52.8 - 3 José Froilàn Gonzàlez 1'53.7






Gara

Al primo giro della gara si verifica un rovinoso incidente multiplo quando un'ondata improvvisa invade la curva del Tabaccaio. Fangio, già in testa, riesce a evitarla e Nino Farina in quel momento in seconda posizione, si scontra con la Maserati di González che prende fuoco. L'argentino riesce in breve tempo a uscire dalla vettura con qualche ustione, e altri piloti, tentando di evitare le due vetture, effettuano collisioni tra loro. Luigi Fagioli, in quinta posizione, sterza bruscamente, andando in testacoda e viene urtato dal sopraggiungente Louis Rosier. Nella carambola si ritirano complessivamente dieci piloti (tra un parco partenti di 19). Soltanto Fangio riesce a evitarla restando in testa alla gara. Luigi Villoresi viene attardato in maniera irreparabile al secondo giro dalla pista ostruita dalle vetture incidentate. Escono subito di scena due grandi protagonisti del Gran Premio di Gran Bretagna, Farina e Fagioli, mentre Villoresi tenta una rimonta portandosi, al 55º giro, a 32 secondi da Fangio, prima di arrendersi al 63º giro per problemi alla trasmissione. Prima, al 36º giro, si era ritirato anche Philippe Etançelin per una perdita d'olio.
Alla fine Juan Manuel Fangio, dopo avere doppiato tutti, e senza grandi problemi, riesce a conquistare la sua prima vittoria in Formula 1, raggiunge Farina in testa alla classifica con 9 punti e ottiene il primo “Grand Chelem” della storia: pole position, fastest lap, vittoria della gara condotta sempre in testa. Con la media oraria di 98,701 km/h, è il Gran Premio più lento di sempre. La Ferrari 125 non si è dimostrata all'altezza delle Alfa Romeo, e già Enzo Ferrari comincia a pensare ad una vettura tutta nuova, con motore aspirato.

1  Juan Manuel Fangio Alfa Romeo 318.000 km 3:13'18.7
2  Alberto Ascari Ferrari 314.820 km + 1 Giro
3  Louis Chiron Maserati 311.640 km + 2 Giri



Gran Premio di Monaco 1955

 È l'edizione passata alla storia per il volo in acqua di Ascari.

Monaco, 1955. Le Lancia D50 di Ascari (26), Eugenio Castellotti (30 in gara..
in prova col 27?)
 - Luigi Villoresi (28) - Louis Chiron (32).


Prima della partenza si sprecano i sorrisi.
Tutto pare andare per il meglio. La macchina è veloce e affidabile, lo dimostra lo stesso tempo in prova al pari di Fangio con la Mercedes, e le due vittorie fuori campionato.
Partenza, schiacciato a "sandwich" tra le frecce d'argento

 Dopo una partenza bruciante, Fangio, scattato dalla pole position, è costretto al ritiro, mentre si trova in testa, per la rottura di un ponte. La prima piazza è ceduta al compagno di squadra, Stirling Moss, sempre su Mercedes, passato alla storia come l'"eterno secondo": pilota dal talento straordinario, mai in grado di portare a casa un alloro iridato.
Anche la Mercedes dell'inglese, tuttavia, è costretta al ritiro per un problema al motore. Ascari, su Lancia, si trova, così, in testa alla gara. È a questo punto che una delle immagini più vivide, fra i ricordi degli appassionati, prende forma: il milanese, alla chicane del porto, perde il controllo della vettura - forse per un problema al freno anteriore destro, forse per la presenza di olio perso proprio dalla vettura di Moss - e finisce clamorosamente in mare. 


GP Montecarlo 22 maggio 1955, il recupero dell'auto di Ascari

Come lui stesso ebbe modo di spiegare, trovatosi a scegliere tra sbattere contro un muretto di sabbia, colpire una piccola quanto affollata tribuna o terminare la propria corsa in acqua, egli decise proprio per quest'ultima opzione.
 Ascari riuscì ad uscire dalla vettura senza particolari difficoltà - data anche l'assenza, all'epoca, delle cinture di sicurezza -
e a cavarsela praticamente senza alcuna conseguenza. La gara venne poi vinta dal francese Trintignant (detto, il "pilota gentile",
 per i modi particolarmente docili con cui riusciva a condurre le proprie vetture), al primo successo in F. 1, su Ferrari.



Luigi Musso. Ferrari Dino 246 F1. Monaco 1958


Monaco 1958 Gazométre
La 246 di Musso precede quella di Hawthorn, poi Schell su BRM e Von Trips ancora con la 246


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Gasometro 1958

F1 GP Monaco (1958-59): il bis di Trintignant e l’unico acuto di “Black Jack” Brabham

Montecarlo '58 - Box Ferrari

 Il GP del 1958 è il primo senza Juan Manuel Fangio. All’evento, con una Connaught B, prende parte anche un giovane Bernie Ecclestone, ma non riuscirà a qualificarsi; questo rimarrà il suo unico tentativo. Le prove vengono dominate da Tony Brooks (Vanwall), capace di rifilare dal secondo a salire di distacco agli avversari, in primis la BRM di Behra, le Cooper di Brabham, Salvadori e Trintignant, e la Ferrari di Hawthorn. La partenza vede Behra bruciare il poleman, mentre Moss, partito 8°, è già 4° alla fine del primo giro, divenendo 3° dopo aver passato Brabham nel corso della seconda tornata. Hawthorn, al contrario, parte male ma risale prontamente, tanto da issarsi sul podio virtuale al giro 8, superando lo stesso Moss; altri 12 giri e il ferrarista passa anche Brooks, il quale si ferma al giro 23 (motore). La leadership di Behra termina al 28° passaggio, a causa della rottura dei freni. Hawthorn passa al comando, ma Moss ingaggia con lui un duello, che finisce al giro 39, con il ritiro del pilota Vanwall (motore). Anche il ferrarista, però, non è fortunato, ritirandosi a sua volta (giro 48, pompa della benzina). In testa, così, si ritrova Trintignant, che precede le Ferrari di Musso, Collins e von Trips. Quest’ultimo si ritira al giro 92 (motore). Sotto la bandiera scacchi festeggia il francese, che va a precedere Musso e Collins.


GP Monaco 1958.
 In primo piano, la Cooper 20 di Maurice Trintignant, vincitore della gara


Stirling Moss (Cooper) conquista la pole nel 1959, battendo di 4 decimi il ferrarista Behra e di mezzo secondo Brabham (Cooper); seconda fila per le altre Ferrari di Brooks e Phil Hill. La partenza migliore è quella di Behra, che si mette dietro Moss e Brabham. Nel corso del secondo giro, una collisione elimina Halford (Lotus), von Trips (Porsche) e Allison (Ferrari). Behra mantiene la vetta con un margine minimo sulle Cooper fino al giro 22, quando viene passato da Moss; una tornata dopo anche Brabham scavalca il ferrarista, che poco dopo si ritira (giro 25, motore). Dietro le due Cooper, la lotta per il gradino più basso del podio è più accesa e vede prevalere Brooks, dopo aver superato la BRM di Schell (giro 46). Il colpo di scena arriva all’82.esima tornata, quando Moss è costretto a fermarsi, con la trasmissione ko. Il suo ritiro concede sul piatto d’argento a Brabham la chance per la sua prima vittoria, che puntualmente arriva, davanti a Brooks e Trintignant. E’ anche la prima vittoria per la Cooper ufficiale, visto che le due precedenti erano state colte dal team Rob Walker.


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Monaco '59 - P.Hill




Monaco 1959 - Vincitore J.Brabham - Cooper Climax T51

Il Gran Premio di Monaco 1959 fu la prima gara della stagione 1959 del Campionato mondiale di Formula 1, disputata il 10 maggio sul Circuitodi Montecarlo. La corsa vide la prima vittoria in carriera di Jack Brabham su una Cooper-Climax. Secondo classificato il debuttante in Ferrari Tony Brooks e terzo il francese Maurice Trintignant su Cooper-Climax. Primo team non casa automobilistica a vincere il mondiale di F.1, porta un'innovazione sorprendente con il motore (coventry-climax) spostato alle spalle del pilota, mentre fino ad allora le auto da corsa avevano il motore anteriore. Questo tecnicismo permise di produrre un'auto maneggevole e leggera con la quale Jack Brabham vinse il suo primo titolo mondiale..



Gran Premio di Monaco 1960 - Joakim Bonnier


Gran Premio di Monaco 1961 si è svolto domenica 8 aprile 1961 sul circuito di Monte Carlo. La gara è stata vinta da Stirling Moss su Cooper seguito dai due piloti della Ferrari Richie Ginther e Phil Hill.




1960: Stirling Moss (Lotus)

1961: Stirling Moss (lotus)

1962: Bruce McLaren (Cooper)

1963: Graham Hill (BRM)

1964: Graham Hill (BRM)

1965: Graham Hill (BRM)

1966: Jackie Stewart (BRM)

1967: Denny Hulme (Brabham)

1968: Graham Hill (Lotus) 1969: Graham Hill (Lotus)



Monaco - Bruce McLaren

1970: Jochen Rindt (Lotus)

1971: Jackie Stewart (Tyrrell)

1972: Jean Pierre Beltoise (BRM)

1973: Jackie Stewart (Tyrrell)

1974: Ronnie Peterson (Lotus)

1975: Niki Lauda (Ferrari)

1976: Niki Lauda (Ferrari)

1977: Jody Scheckter (Wolf)

1978: Patrick Depailler (Tyrrell) 1979: Jody Scheckter (Ferrari)

Monaco '77 -  Curve  Loews  Portier




1980: Carlos Reutemann (Williams)

1981: Gilles Villeneuve (Ferrari)

1982: Riccardo Patrese (Brabham)

1983: Keke Rosberg (Williams)

1984: Alain Prost (McLaren)

1985: Alain Prost (McLaren)

1986: Alain Prost (McLaren)

1987: Ayrton Senna (Lotus)

1988: Alain Prost (McLaren) 1989: Aryton Senna (McLaren)



Montecarlo '92

1990: Ayrton Senna (McLaren)

1991: Ayrton Senna (McLaren)

1992: Ayrton Senna (McLaren)

1993: Aryton Senna (McLaren)

1994: Michael Schumacher (Benetton)

1995: Michael Schumacher (Benetton)

1996: Olivier Panis (Ligier)

1997: Michael Schumacher (Ferrari)

1998: Mika Hakkinen (McLaren)

1999: Michael Schumacher (Ferrari)

2000: David Coulthard (McLaren)


Gran Premio di Monaco 2003 - La gara fu vinta da Juan Pablo Montoya su Williams - BMW,
 davanti a Kimi Räikkönen su McLaren - Mercedes e a Michael Schumacher su Ferrari.


2001: Michael Schumacher (Ferrari) 2002: David Coulthard (McLaren) 2003: Juan Pablo Montoya (Williams) 2004: Jarno Trulli (Renault) 2005: Kimi Raikkonen (McLaren)
2006: Fernando Alonso (Renault) 2007: Fernando Alonso (McLaren) 2008: Lewis Hamilton (McLaren) 2009: Jenson Button (Brawn) 2010: Mark Webber (Red Bull)
2011: Sebastian Vettel (Red Bull) 2012: Mark Webber (Red Bull) 2013: Nico Rosberg (Mercedes) 2014: Nico Rosberg (Mercedes)  2015: Nico Rosberg
(Mercedes)


Si J'etais Une Cigarette

1936 - Si tu reviens  - Rina Ketty

 Maria Candido - Buenas Noches Mi Amor


Monaco si trasforma in circuito di Formula 1






Once upon a time in the west




Le Curve
Ogni curva del circuito di Monaco ha la sua storia , bella o brutta che sia


Questa curva, dedicata alla patrona di Montecarlo, si affronta arrivando dal rettilineo di partenza a quasi 280 orari. In soli 100 metri la velocità si riduce quasi di due terzi raggiungendo nel punto più lento i 110 km/h. .
A questa variante ci si arriva dopo l’omonimo salitone a circa 270 orari, mentre il cambio di direzione si esegue ad una velocità di poco superiore ai 150.
In questa curva lo spazio di frenata dovrebbe allungarsi leggermente, senza però mettere in crisi i freni che, grazie al miglioramento dell’aerodinamica, dovrebbero rimanere più
freddi – relativamente – a parità d
i tempo in cui vengono utilizzati


Dopo la curva Massenet, inizia la prima parte guidata del circuito, che comprende anche la famosa curva del Casinò. In questo punto le auto non subiscono sollecitazioni anche se si nota come la continua ricerca sui materiali permetta ai freni di rimanere molto al di sotto delle temperature degli anni precedenti, pur a fronte di uno spazio di frenata ridotto e ad un maggior carico imposto dal pilota al pedale del freno.
Un altro piccolo strappo porta a questa curva stretta che impone di ridurre la velocità da 220 a circa 80 orari. La pressione sul pedale e la forza decelerante salgono a valori abbastanza impegnativi, ma i dischi non raggiungono ancora temperature limite. Rimane comunque uno dei tratti più impegnativi del tracciato per l’alternanza di forti frenate e grandi accelerazioni
Questa curva lentissima può anche essere indicata come curva del Grand Hotel (o Vecchia Stazione) ed è una delle curve più strette del mondiale. Le velocità sono bassissime, così come il livello di stress dell’impianto frenante. In compenso, trovarsi davanti un pilota più lento in questo punto vuol dire portarselo dietro fin sotto il tunnel, solo alla fine del quale si può tentare un sorpasso.
Una curva poco impegnativa, ma che prelude all’apnea solare del tunnel. Come nella curva precedente la macchina è poco sollecitata e quello che conta è la precisione della traiettoria in uscita per affrontare al meglio la lunga accelerazione del tunnel. Impegnativo, soprattutto il cambio di luce non appena si entra nel tunnel, nonostante l’illuminazione a giorno di questo tratto.
Sotto il tunnel si tocca la velocità più alta di tutto il tracciato (oltre 290 orari), mentre appena ritornati alla luce è necessario pestare con forza sul pedale per ridurre la velocità fino a circa 70 km/h nel punto più lento della nuova chicane.
Ancora gas a tavoletta fino a questa mitica curva sinistrorsa, in realtà una veloce variante che lancia le monoposto alla successiva esse delle Piscine. Anche questa variante è un veloce destra-sinistra in cui la velocità di approccio viene dimezzata nel punto più lento. La decelerazione è piuttosto impegnativa (3,4 G) e i carichi laterali sono enormi. La visibilitàè scarsa, perché ai lati della pista i guard rail impediscono la visuale sulla traiettoria da seguire.
Questa lenta destrorsa condivide con la Loewe il primato della curva meno veloce del mondiale. Fino a qualche anno fa i piloti dovevano staccare le mani dal volante per poterlo ruotare completamente, mentre oggi riescono a fare questo tornantino solo arrivando ad incrociare le braccia. L’accelerazione dalla curva delle Piscine è breve, quindi i valori di decelerazione e carico sul pedale sono su valori accettabili. Questa curva, dedicata al magnate del tabacco che ha organizzato le prime edizione del rally e del GP
 di Montecarlo, non è particolarmente impegnativa, salvo per il fato che in uscita è necessario sfruttare al massimo l’accelerazione che immette nel rettilineo d’arrivo. Viste le velocità ridotte in gioco, la staccata che precede la curva Noghes è un buon punto dove provare a sorpassare, perché in uscita la traiettoria è stretta e obbligata ed è quasi impossibile venire superati.


Riprese del film "Grand Prix" al GP di Monaco 1966



Bruce McLaren Tunnell  Monaco 1969




 1974 Monaco Mirabeau GP Formula1 -  Ronnie Peterson  e Jacky Ickx - Lotus 72E 

             
Il circuito di Monaco è forse il più conosciuto nel mondo dei Gran Premi.
 É anche il più famoso al mondo, ed ha lasciato immagini memorabili nella mente degli appassionati.


Il circuito passa per le strade dei miliardari che abitano nel Principato, ma nonostante questo fascino, non è certo il circuito favorito di piloti e scuderie. Anche se molti piloti risiedono proprio a Montecarlo, il circuito può essere un grattacapo per loro, a causa della configurazione stretta, non solo della pit lane. Dopo la curva di partenza i piloti devono ingranare rapidamente la seconda marcia per affrontare la curva St. Devote, prima di salire per Beau Rivage. In questa parte irregolare i piloti mettono la marcia più alta, prima di girare a sinistra per Massanet e a destra nel Casino, sulla strada verso la curva Mirabeu.
 La pista continua verso la curva a 180º del Grand Hotel Haipin (prima Loew's), dove la velocità scende alle 40 miglia orarie. In questa curva i piloti devono, inoltre, bloccare al massimo il volante. Superata questa parte del tracciato, i piloti accelerano per giungere al tramo più rapido del circuito. Le macchine si avvinano pericolosamente al bordo pista prima di entrare al famoso tunnel di Monaco, raggiungendo 270 Km/h. Poi si frena nella chicane lenta, la Nouvelle Chicane, con una sequenza sinistra destra sinistra. É molto interessante osservare come alcuni piloti sbagliano nell'approccio a queste parti del circuito, frenando troppo tardi e attraversando la chicane per poi comunque tornare in pista. Superata la chicane Nouvelle, i piloti accelerano nella parte che passa ai bordi del porto e prendono la prima curva Tabac, per poi passare davanti al complesso delle Piscine. Di seguito arrivano alla curva Rascasse, a destra c'è la pit-lane, per poi continuare verso la curva della partenza. In questo circuito, le macchine sono sempre messe a punto affinchè possano sopportare il massimo di carica aerodinamica e possano affrontare le curve chiuse. Per questo motivo le macchine non raggiungono mai la massima potenza.
 A causa delle strade strette della pista cittadina, è primordiale ottenere un buon piazzamento nella griglia di partenza, se si vuole giungere al podio. Tuttavia, il numero di giri e il numero di curve sono una grande esigenza per le macchine , specialmente per la scatola dei cambi. Allo stesso tempo, è necessaria la massima concentrazione dei piloti; il minimo errore può far uscire la macchina fuori pista.

I maghi di Monaco

Per il momento il record di vittorie,appartiene ad Ayrton Senna. Il brasiliano è infatti il primatista con ben Ayrton Senna è il vero re della pista di Montecarlosei successi: nell'87 con la Lotus e con una cinquina che va dall'89 al '93 con la McLaren.
Nel '94, "Magic" fu l'illustre assente: nella gara precedente aveva infatti perso la vita contro quel maledetto muretto del Tamburello a Imola. Quello di Senna con Montecarlo era un rapporto speciale, che aveva finito quasi col surclassare quello che aveva avuto Graham Hill, vincitore dal '63 al '65 con la BRM e nel '68 e '70 con la Lotus.
I successi del baffuto inglese sulla pista monegasca erano una vera leggenda nell'ambiente, tanto che tutti gli riconoscevano un indubbio valore aggiunto su quella pista. Un tracciato che in quegli anni era fasciato più che dai guard rail, da marciapiedi che non perdonavano la minima sbavatura.
Tempi in cui i cambi non solo erano manuali, ma anche tanto duri da martoriare le mani: non era difficile alla fine di quel Gran Premio che pretendeva tantissime cambiate, vedere piloti con le mani piagate. In tante cambiate, capitava di sbagliarne una, così come la particolare conformazione del circuito poteva mandare in tilt dopo un certo numero di giri.
Fino alla tragedia di Bandini, quella corsa si disputava su 100 tornate: un vero tormento, e la stessa fine del pilota italiano è verosimilmente addebitabile proprio alla stanchezza, che all'82° giro gli fece affrontare la chicane in 5° marcia anziché in 3°.
A quell'epoca appartiene anche un altro superasso del volante: Jim Clark. Curiosamente, lo scozzese non riuscì mai a conquistare il Principato. E veniamo a Michael Schumacher. Come detto, il paniere del tedesco contiene cinque vittorie: due con la Benetton nel biennio iridato '94-'95, e tre con la Ferrari nel '97,'99 e nel '01. Ma anche questi tre primattori di Montecarlo hanno le loro edizioni nere.Graham Hill taglia il traguardo vittorioso nell'edizione '66 del GP di Monaco
Quella di Graham Hill, ad esempio, fu l'ultima della sua carriera, in quel 1975 che lo vide restare fuori dalla griglia proprio sul "suo tracciato" con la Embassy Lola del team da lui allestito. Un'esclusione che lo ferì talmente da indurlo a ritirarsi anzitempo rispetto al programmato addio a fine anno, delegando al giovanissimo Tony Brise le ambizioni della squadra.
Poi arrivò novembre e con esso la tragedia che li uccise entrambi. Per Senna l'anno nero fu l'88, con l'incidente all'entrata del tunnel che vanificò una vittoria ormai certa. Michael Schumacher visse il suo anno-no nel '96: al suo primo anno in Ferrari, urtò al primo giro il guard rail al Portier, dopo essere partito dalla pole position.



    Montecarlo, Gran Premi indimenticabili


Come lui stesso ebbe modo di spiegare, trovatosi a scegliere tra sbattere contro un muretto di sabbia, colpire una piccola quanto affollata tribuna
 o terminare la propria corsa in acqua, egli decise proprio per quest'ultima opzione.
 Ascari riuscì ad uscire dalla vettura senza particolari difficoltà - data anche l'assenza, all'epoca, delle cinture di sicurezza -
e a cavarsela praticamente senza alcuna conseguenza. La gara venne poi vinta dal francese Trintignant (detto, il "pilota gentile",
 per i modi particolarmente docili con cui riusciva a condurre le proprie vetture), al primo successo in F. 1, su Ferrari.


14 maggio 1961

È ancora una volta Stirling Moss a tingere della propria presenza, un'altra delle edizioni più rinomate del Gran Premio monegasco. L'inglese prese parte a questa gara a bordo di una Lotus-Climax, equipaggiata con i nuovi motori di 1,5 litri - come imposto dal regolamento a partire proprio da quella gara. Trovatosi in testa dopo circa un quarto di gara, Moss riuscì ad amministrare con le unghie e con i denti un vantaggio di dieci secondi, dal ritorno dei due americani Phill Hill e Richie Ginther, entrambi su Ferrari, nonostante questi ultimi potessero godere di un vantaggio di ben 156 cv di potenza, grazie ai motori montati dalle loto vetture. Nel corso di un'intervista dopo la gara, Moss ebbe modo di affermare: «Ho guidato a tutto gas praticamente dal terzo giro fino al centesimo. Non so se avrei potuto essere ancora più veloce, ma di sicuro sarebbe stato di molto poco. Ero davvero sempre al limite.».

23 maggio 1982
 È probabilmente l'edizione più famosa in assoluto e la più ricca di colpi di scena, fra quelle che vi presentiamo. A vincerla, il nostro Riccardo Patrese, padovano, classe '54, in F. 1 dal 1977 al 1993 ed a lungo detentore del record di maggior numero di presenze in un campionato del mondo. In quell'anno Riccardo si presenta a Montecarlo a bordo di una Brabham, che gli garantisce un secondo posto in griglia, a fianco della Renault turbo di René Arnoux. Il primo colpo di scena al quindicesimo giro: dopo una partenza fulminea, il francese si gira alle piscine, senza più riuscire a ripartire.

 Il suo compagno di squadra, Alain Prost, passa così al comando. Vengono percorsi altri sessantacinque giri, con un gruppo di testa fondamentalmente compatto e con qualche fisiologico ritiro - tanto frequente tra le strette strade del principato.
. Al settantesimo giro, inizia a piovere. Da questo momento in poi, tutto diventa un gran casino: al settantaquattresimo giro, a tre tornate dalla conclusione, Prost sbatte, in uscita dalla chicane del porto, cedendo la testa della gara a Patrese, il quale, a sua volta, nel corso del giro settantacinque, si gira al tornante del Lowes, spegnendo il motore. Pironi, a bordo dell'unica Ferrari in pista (quella mancante è l'auto di Villeneuve, morto nel corso del Gran Premio del Belgio, precedente alla gara monegasca) passa al comando. Nel corso del settantaseiesimo giro, tuttavia, anch'egli è costretto al ritiro dopo essere rimasto senza benzina all'interno del tunnel. Stessa sorte, pochi attimi dopo, spetta ad Andrea De Cesaris, su Alfa Romeo, che lo seguiva in seconda posizione. Derek Daly, staccato di un giro, passa al comando. L'irlandese, a bordo di una Williams, tocca le barriere alla Rascasse, praticamente nello stesso momento in cui De Cesaris termina la benzina - vi ricordo che siamo sempre nel corso dell'ultimo giro - mentre, nel trambusto generale, Patrese riparte. La sua auto era in una posizione pericolosa: i commissari la spingono ed il padovano, con il favore della discesa, riesce a rimetterla in moto. È lui a tagliare il traguardo per primo, del tutto ignaro di aver conseguito, in tal modo, la sua prima vittoria in F. 1.

15 maggio 1988


La quarantaseiesima edizione del Gran Premio di Monaco, vinta da Alain Prost, su McLaren - Honda
, dopo il ritiro del compagno di squadra, Ayrton Senna (contro i guard-rail al Portier, al sessantasettesimo giro, mentre conduceva), è soprattutto ricordata per la straordinaria pole position conquistata dal brasiliano e, in particolare, per le dichiarazioni che egli rilasciò in seguito, in merito a quella performance. Senna, infatti, fece segnare un tempo di circa un secondo e mezzo più veloce di quello del proprio compagno di squadra, lasciando letteralmente basiti gli altri piloti e gli addetti ai lavori. Come ebbe modo di raccontare, in seguito, quel giro fu il culmine di una vera e propria esperienza extra corporea: egli si rese conto, infatti, di aver guidato per una serie di giri senza essere pienamente cosciente. Nella sua mente, il tracciato aveva assunto le sembianze di un tunnel attraverso il quale egli si trovava a spingere al massimo la propria vettura. Senna era in trance agonistica e visse quella che in psicologia è chiamata "esperienza ottimale" o "flow", rendendosi protagonista di uno degli episodi più affascinanti dell'intera storia del Circus iridato.
19 maggio 1996
Siamo sul genere Patrese '82: partono in ventidue e tagliano il traguardo in quattro (anche se la classifica premierà pure i finlandesi Salo e Hakkinen, comunque classificati). A vincere, inaspettatamente, è il francese Olivier Panis, su Ligier, al primo ed unico successo in carriera.
La gara, partita con asfalto umido dopo le abbondanti piogge cadute domenica mattina, cessate soltanto pochi attimi prima del via, vede una vera e propria ecatombe di piloti, con l'alternanza di tre diversi leader

 Dopo quaranta giri al comando, fu Damon Hill (che quell'anno si sarebbe laureato campione del mondo) il primo a dire addio alla vittoria, tradito dalla rottura del motore della propria Williams motorizzata Renault. La testa della corsa fu così ceduta a Jean Alesi, all'epoca a bordo di una Benetton, che precedeva proprio il francese della Ligier, dopo che questi aveva sopravanzato Eddie Irvine, con una decisa manovra al tornante del Lowes, costringendolo fuori pista.
Anche l'ex ferrarista, tuttavia, fu costretto al ritiro dalla rottura di una sospensione. Il comando passò così all'outsider della scuderia francese, mentre ulteriori ritiri continuarono a falcidiare la classifica della gara.

. Quella di Monaco '96 fu l'ultima vittoria della Ligier (ad oltre quindici anni di distanza dai successi di Laffite, targati 1981), conquistata proprio nell'ultimo anno prima del ritiro dalle competizioni, dopo quasi trent'anni di presenze nel mondiale F. 1. Nota a margine: lo scozzese David Coulthard, secondo al traguardo, corse l'intero Gran Premio con un casco prestatogli da?Schumacher! Il suo non era "preparato" per la pioggia e continuava ad appannarsi nel corso del warm up. Il tedesco si rese così disponibile a prestargli uno dei suoi, evidentemente della stessa taglia.


1987: Ayrton Senna sulla Lotus Honda durante il Gran Premio di Montecarlo che vincerà



Beuttler davanti a Beltoise  - Monaco '72, salita di Beau Rivage



Gp Monaco 1965, Graham Hill su BRM





Gran Premio di Monaco 1964


122º GP del Mondiale di Formula 1 - Gara 1 di 10 del Campionato 1964
Monte Carlo Circuito (1955-1971) 3180 m

Il Gran Premio di Monaco 1964 fu la prima gara della stagione 1964 del Campionato mondiale di Formula 1, 
disputata il 10 maggio sul Circuito di Monte Carlo.

La corsa vide la vittoria di Graham Hill su BRM, seguito dal compagno di squadra Richie Ginther e dal britannico 
Peter Arundell su Lotus-Coventry Climax.

A livello di piloti Innes Ireland, non prese parte alla gara per un incidente durante le prove libere; venne perciò ripescato Jo Siffert, con la Lotus 24

Durante le qualifiche del sabato Jim Clark si aggiudicò la sua terza pole position consecutiva nel Gran Premio di Monaco, seguito da Jack Brabham e Graham Hill, con un ritardo di mezzo secondo. Quarto tempo per la Ferrari 158 di John Surtees. Quinta piazzola per Dan Gurney con la Brabham. Solo settimo tempo per Lorenzo Bandini.

Al via, non ci furono sorprese, a parte il sorpasso di Gurney su Surtees. Il pilota americano della Brabham, nelle tornate successive riuscì anche a supera Hill e Jack Brabham, che a sua volta, scivolò al 4º posto. Al passaggio numero 16 arrivò il secondo ritiro della gara, dopo il problema a Trevor Taylor per un a perdita di benzina sulla sua BRM; ad alzare bandiera bianca fu Surtees, per un problema alla scatola del cambio.

Le posizioni si congelarono per 15 giri, finché non arrivò l’ennesimo ritiro d’eccellenza: Jack Brabham dovette abbandonare la gara per un guasto all’impianto d’alimentazione. Ma le sorprese non mancarono: Clark dopo 36 tornate in testa, dovette fare i conti con il motore, iniziando a perdere potenza e lasciando a Gurney e Hill, l’onere di combattere per conquistare la testa della gara.

Al 53º giro, il pilota inglese della BRM, conquistò la leadership del GP, mentre Gurney, finì per dare forfait a seguito della rottura del cambio, intanto Clark, dopo aver ceduto diverse posizioni dovette ritirarsi, quando ormai, mancavano 3 giri alla fine delle ostilità.

Sotto la bandiera a scacchi passarono le due BRM, di Graham Hill e Richie Ginther, regalando così al team inglese la seconda doppietta di fila a Monaco. Terzo gradino del podio per Peter Arundell con la Lotus 25. Punti anche per Jim Clark, che comunque si classificò quarto, davanti a Jo Bonnier su Cooper e Mike Hailwood.





Sainte Devote '80
Montecarlo 81 -  Bernie Ecclestone con Chris Pook
Jochen Rindt, Tabac 66 G.P. Monaco 1968. Beltoise su Matra-Matra V12


Monaco 1966.


Monaco 1972 - Andrea De Adamich
Siffert  nel '68


Ayrton Senna festeggia la vittoria del Gran Premio di Monaco, a Montecarlo, il 12 maggio 1990.



Gran Premio di Monaco, 1968: Denny Hulme esce dal tunnel
in una McLaren M7A.

Keke Rosberg - Monaco 1982

Monaco '65
....la sfida eterna a Monaco
1968 Pedro Rodriguez. Monaco GP





Monaco 1968 -  Mirabeau bas
Gurney e Bianchi su Eagle, Oliver su Lotus.


Monaco ’72: 

Beltoise sotto il diluvio

A Montecarlo, gara vinta da Jean Pierre Beltoise, Fittipaldi ottiene il terzo posto per poi andare a vincere il GP del Belgio dopo un brevissimo duello con la Ferrari di Clay Regazzoni; al secondo posto si posiziona la Tyrrell di Cevert e al terzo la McLaren di Hulme.

Il GP di Francia, invece, è vinto da Stewart, mentre Fittipaldi è secondo. E' proprio durante il GP di Francia che emerge lo stile di guida di Fittipaldi, fatto di gare impostate sulla tattica con sorpassi mai azzardati e gesti misurati. Il brasiliano si trova, così, in testa alla classifica piloti staccato di 13 punti da Stewart, 15 da Hulme e 18 da Ickx.



Innes Ireland, Lotus 24 - BRM. Gran Premio di Monaco, 1964.

La corsa vide la vittoria di Graham Hill su BRM, seguito dal compagno di squadra Richie Ginther e dal britannico Peter Arundell su Lotus-Coventry Climax.


GP Monaco 1988, la lezione del Professor Prost


monaco1988  Montecarlo è la corsa più affascinante e intrigante della storia, ricca di pagine memorabili, dove si sono consumati grandi battaglie e grandi gare di resistenza, fisica e psicologica. E per celebrare degnamente questo evento, l’anteprima storica prende spunto dal duello per antonomasia, dalla sfida che rappresenta la quintessenza stessa della Formula 1, ovverosia quello tra Alain Prost e Ayrton Senna. Il Professore e Magic si sono sfidati direttamente una sola volta a Montecarlo e questa sfida la si potrebbe intitolare così: la lezione del Professor Prost. Siamo nel 1988.

Senna, è risaputo, ha un rapporto speciale e privilegiato con il circuito monegasco, tanto che già 4 anni prima ha sfiorato la vittoria prima che il direttore di corsa Jacky Ickx interrompesse la gara per troppa acqua in pista, regalando così la vittoria, nemmeno a farlo apposta, proprio a Prost. Ma quello che accade nel 1988 è una via di mezzo tra l’incredibile, il surreale e il fantastico. I due sono compagni di squadra alla McLaren, una squadra fatta per dominare la corsa iridata di quell’anno, e infatti così sarà, visto che vinceranno tutte le gare del calendario tranne una. Merito della incredibile e imprendibile Mp4/4, con cui entrambi si daranno battaglia a viso aperto, con gli avversari costretti a inseguire, o meglio a guardarli con il binocolo dopo pochi giri, tale era la superiorità del mostro creato da Gordon Murray.

monaco1988B Si affrontano, così, il campione affermato Prost e l’outsider di lusso Senna, il cui arrivo viene favorito dalla Honda, e che il clima tra i due fosse tutt’altro che amichevole lo si capisce sin da subito. Ebbene, a Montecarlo il primo atto di questo colossal teatrale va in scena nel corso delle qualifiche, quando i due si sfidano sul filo dei centesimi di secondo, fino a quando… qualcosa di inspiegabile, assurdo e quasi surreale avvolge la mente di Senna. Una forza esterna che invade la sua intimità portandolo in trance agonistica. E lui va, quasi come se non fosse lui a correre ma qualcun altro al posto suo. Il risultato lascia tutti senza fiato: mentre tutti giravano in 1’26” e il solo Prost era arrivato a 1’25″4, Senna fa gridare all’impresa, stampando un 1’23″996 che nessuno sa da dove sia uscito. Tutti iniziano a cercare i motivi di un’impresa tanto incredibile quanto surreale e lui risponde,. appunto, con l’entrata in uno stato di trance agonistica, anche se qualcuno stenterà a credergli, adombrando la tesi che sulla sua McLaren ci fossero aiuti esterni.

Fatto sta che questa gara per Senna sembra solo da dominare, percorrendo 78 giri in apnea imparandosi a memoria tuta la sequenza delle curve del Principato: Santa Devota – Massenet – Casinò – Mirabeau – Portier – Tunnel – Nouvelle Chicane – Tabaccaio – Porto – Piscine – Rascasse – Anthony Noguess. Facile come una poesia, facile come una preghiera, magari proprio a Santa Devota, la patrona di Montecarlo. 78 volte la stessa cantilena, sfiorando i guard-rail e cercando di scavare una voragine tra sè e il rivale Prost. Il quale al via sembra accusare il colpo, visto che viene superato dalla Ferrari di Berger, cosa che fa il gioco del brasiliano, che si invola, guadagnando un secondo al giro sul francese. Ma Professori non si diventa per caso e Prost sa bene, avendo vinto sul Principato già 3 volte, che non si deve mai strafare e aspettare il momento opportuno per attaccare. E quel momento arriva molto tardi, quando ormai 2 terzi di gara se ne sono già andati, e cioè il giro 54, quando supera la Ferrari numero 28. Senna ormai è lontanissimo, a quasi un minuto, ma per il brasiliano forse questo è il segnale che qualcosa sta cambiando e allora decide di fare di più. 4 giri più tardi stampa il giro più veloce della gara, in 1’26″321, che gli sarebbe valso la terza piazza in qualifica, e decide di spingere ancora, per togliersi dalla testa il compagno-rivale e infliggergli una mazzata morale. Ma il colpo di scena arriva a sorpresa al giro 66, quando ormai mancavano poco meno di 50 chilometri al traguardo. Senna va incredibilmente a sbattere alla curva del Portier; la causa? Un banale calo di concentrazione, una cosa stranissima per un pilota che fino al giorno prima si considerava perfetto e che invece il giorno dopo ritorna con i piedi per terra. Ecco che la batosta che Senna voleva infliggere al rivale sii rovescia e diventa una lezione durissima che il Professore infligge all’ambizioso compagno di squadra, simboleggiata da quel pugno alzato al cielo nel momento in cui taglia la bandiera a scacchi. Dietro di lui arrivano le due Ferrari di Berger e Alboreto, la Arrows di Warwick, la Tyrrell di Palmer e la Williams di Patrese. Ma sarà una lezione che Senna imparerà molto presto, visto che già l’anno successivo le prime due posizioni saranno invertite e Senna inizierà la sua striscia vincente sul circuito del Principato. Ma questa è un’altra storia.



1981 - Villeneuve a Montecarlo
Ci sono piloti la cui fortuna sta più nelle sconfitte che nelle vittorie.
Gente che ricordiamo per la "maledizione" che si frapponeva fra loro e il successo.
Può essere il caso di Mansell, famoso più per i mondiali che ha perso che per quello che ha vinto. Famoso in senso buono, però. Il presente è dei vincenti, il futuro di quelli che colpiscono l'immaginazione con un gesto, una caduta, un errore clamoroso ma dettato da generosità, coraggio, follia. Gilles Villeneuve è stato un altro driver che ha viaggiato all'estremo confine tra l'insensatezza e la genialità. Per questo è un pilota che non dimenticheremo mai, nemmeno tra mille anni. Recentemente stavo rivedendo un vecchio filmato di "Sfide". Spesso ho sentito dire che Gilles è morto in un tentativo di giro veloce. Non è così. Forghieri lo ha spiegato bene: era un giro di rientro. Ma come, così veloce? Sì, perchè come ha detto Forghieri, Villeneuve andava forte anche nei giri di rallentamento.
Vogliamo ricordare Gilles con una sua vittoria, una delle più belle e delle più significative della storia del Cavallino. Monaco 1981. Di tutti i posti dove puoi vincere con un turbo, il più improbabile è Montecarlo.
La Ferrari non vince da 601 giorni, un'eternità.
Al 2o° giro, Jones sorpassa Gilles, che, in crisi di freni, sta tentando di risparmiarli sfruttando il freno motore e il cambio. Nello sviluppo della corsa Jones sembra avere la vittoria in pugno: ma la pompa del suo motore entra in crisi. Jones si ferma per un pit stop, perde tempo ma è comunque ancora primo.
A questo punto, Gilles si avvicina, ma Montecarlo non è posto per fare sorpassi.
Invece ... il canadese si inventa un sorpasso incredibile a Santa Devota. Gilles passa al comando e vince. Al suo arrivo, i meccanici sono in festa, piangono. Forghieri li riporta alla realtà: "Ne abbiamo vinte della altre."



Prost - Arnoux  (incidente di Arnoux alle Piscine)
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Una volta il Gran Premio di Monaco era per l’automobilismo quello che è il Royal Ascot per l’ippica: uno degli appuntamenti imperdibili per la mondanità internazionale. Oggi è diventato un evento in cui prevale l’ostentazione della ricchezza, spesso pacchiana, ed il fascino è tutto affidato al coraggio ai 22 piloti che si buttano a capofitto in un vorticoso toboga di 3 chilometri. Ma come diceva Michael Schumacher, «il rischio a Monaco è altissimo, ma una volta all’anno ne vale la pena.Quello monegasco fu il secondo circuito della storia ad essere percorso dalle monoposto di Formula 1 nel 1950 (21 maggio), dopo Silverstone, ma aveva già ospitato delle corse dal 1929. Resta uno degli ultimi « circuiti di uomini » dove il talento del pilota può ancora fare la differenza (Ayrton Senna lo vinse sei volte, di cui cinque di seguito fra il 1989 ed il 1993).

Il tracciato, che è restato quasi identico dal 1950, è lungo 3.340 metri. Passata la linea di partenza, ci si ritrova di fronte alla prima curva a Santa Devota, luogo di vari scontri alla partenza.La pista sale fino al sinistro-destro molto stretto del Casino, discesa fino alla curva a destra del Mirabeau. Continua fino alla curva la più lenta del campionato, la Virage Fairmont, ex Virage Loews). La sezione Portier conduce al mare, dove la pista passa sotto un tunnel per uscire alla « chicane » vicino al porto. Viene poi la curva a sinistra del Bureau de Tabac, la sezione della Piscina, poi la curva a destra della Rascasse, seguita dalla curva Anthony Noghes, poi infine la linea dei box.




Il pilota è sceso indenne dalla vettura anche se è parso riportare dolori al collo.


I tre chilometri di pista sono parte integrante delle vie del Principato di Monaco, la città-Stato situata in Costa Azzurra a sud della Francia. Grande metà di turismo e dei più ricchi del pianeta, è agevolmente raggiungibile con i mezzi di trasporto. 

Lunghezza 3,337 Km - Numero di giri 78  Totale 260,520 Km


  Il riflesso della Ferrari  sul casco di un pompiere in servizio
 sul circuito cittadino di Montecar
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Santa Devota – Nel 1980 Derek Daly decolla con la Tyrrell e mette fuori gioco Prost, Jarier e Giacomelli; nel 1984 si scontrano le due Renault di Warwick e Tambay che viene ricoverato con fratture alle gambe; l’anno dopo c’è l’incidente tra Piquet e Patrese, con strascico polemico.

Massenet – Nel 2002 Mika Salo stampa la Toyota sul guard-rail. Raccontò: “Non sentivo più i freni. Era l’unico modo che avevo per rallentare la macchina”.

Loews – Nel 1982, Patrese è al comando quando va in testacoda sul bagnato a due giri alla fine. Lo passano Pironi e De Cesaris che però si fermano senza benzina. Nel frattempo Patrese sfrutta la discesa verso il Portier per rimettere in moto la macchina. E va a vincere.

Portier – Nel 1988, Ayrton Senna si schianta con la McLaren mentre è in testa con un margine di tutta sicurezza su Alain Prost. Secondo Ron Dennis ha perso la concentrazione. Ayrton non torna ai box, se ne va direttamente nel suo appartamento.

Chicane del porto – Nel 1955 Alberto Ascari perde il controllo della Lancia, sfonda le barriere e finisce a mare; dieci anni dopo lo stesso incidente capita a Paul Hawkins con la Lotus. Qui nel 1967 Lorenzo Bandini ebbe l’incidente fatale.

Curva del Tabaccaio – Nel 1950 un’onda anomala allaga la pista al primo giro e determina un maxi incidente. Ne esce indenne Juan Manuel Fangio perché rallenta quando si accorge che il pubblico guarda altrove anziché nella direzione delle macchine.

La Rascasse – Nel 2006 in qualifica Michael Schumacher è virtualmente in pole, si ferma in traiettoria e blocca la pista. Gli altri non possono migliorare il tempo sul giro. Secondo i commissari il parcheggio di Schumi è volontario: gli vengono cancellati i tempi e deve partire dal fondo dello schieramento.



Gran Premio Formula 1 di Monaco alla presenza 

della Famiglia Grimaldi

25 maggio 2014
Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto di Monaco
e la Principessa Charlene di Monaco hanno seguito la 72° edizione
del Gran Premio di Formula 1 del Circuito di Monaco
lI Gran Premio di Monaco di Formula 1 si è chiuso con una nuova doppietta Mercedes. A salire sul gradino più alto del podio è stato Nico Rosberg, che ha preceduto al traguardo il compagno di squadra Lewis Hamilton. Terzo posto alla bandiera a scacchi per Daniel Ricciardo, giunto con la sua Red Bull davanti alla Ferrari di Fernando Alonso, mentre l’altra “rossa”, condotta da Kimi Raikkonen, è finita nelle retrovie, per diverse circostanze sfortunate.








Raffaela Bassi (BRA), moglie di Felipe Massa (BRA) GP MONACO, 26.05.2013

Tre curve, tre trappole 

Dalla Sainte Devote alla Casino – La distanza che separa la linea di partenza dalla curva Sainte Devote è di soli 140 m – la staccata antecedente la prima curva più breve di tutto il mondiale, percorsa in appena quattro secondi dal pilota in pole position. Un lasso di tempo troppo breve per attivare il Kers, al quale tuttavia possono far ricorso i piloti delle file posteriori. Dopo aver decelerato fino a raggiungere i 105 km/h all’altezza della Sainte Devote, i piloti danno velocemente gas per affrontare il tratto in salita del Beau Rivage e arrivare alla curva Casino. Il circuito sale di oltre 30 m in 10 secondi, pertanto le mappe del motore vengono tarate in modo da lavorare con rapporti al cambio accorciati, per massimizzare l’accelerazione e toccare il limite massimo dei giri in cima alla salita. In questo tratto è possibile utilizzare il Kers, ma la pendenza ripida ne riduce l’efficacia. In effetti, qui i sorpassi sono riservati ai piloti che attuano la migliore strategia di accelerazione all’uscita dalla Sainte Devote, quindi in questa curva le mappe di pedali e coppia sono particolarmente importanti.

Grand Hotel Hairpin – Dalla curva Mirabeau, il circuito scende repentinamente verso il tornantino del Grand Hotel Hairpin. Il salto e una curva di circa 180° ne fanno la curva più stretta dell’intero mondiale. Quando le vetture percorrono la curva a gomito, il motore è alla velocità e ai regimi più bassi di qualsiasi altro circuito del calendario: solo 44 km/h a circa 7.000 giri/min. Le mappe dei pedali e della coppia devono essere adeguatamente tarate e il pilota potrebbe perfino essere costretto a intervenire sulla frizione per evitare un’eccessiva spinta del motore, che potrebbe esitare in un repentino aumento del regime e provocare una collisione con la monoposto davanti o contro il muro. In questo punto, una mappatura corretta può far guadagnare o perdere istanti preziosi.

Dal tunnel alla chicane – Oltre al breve rettilineo dei box, il tunnel è l’unico tratto in cui le auto possono raggiungere la massima velocità. Il motore deve possedere una buona accelerazione per consentire al pilota di raggiungere la massima velocità rapidamente, visto che il rettilineo tra la curva Portier e la chicane è di soli 670 m, ovvero attorno agli otto-nove secondi. Appena prima della zona di frenata per la chicane, le monoposto toccano i 290 km/h per cui – in teoria – si potrebbe attivare il Kers, ma solo per difendere la propria posizione più che per tentare un sorpasso, visto che la traiettoria di uscita è molto sporca. Data la scarsità di momenti in cui il motore può aspirare aria fresca, questa possibilità di “respirare” è importante. Tuttavia, esiste anche il rovescio della medaglia: data la natura chiusa del tunnel, infatti, l’aria convogliata all’interno del motore attraverso l’airbox ha una temperatura estremamente elevata ed è piena di polvere e pezzi di gomma che non possono essere spazzati via a causa della presenza della volta e delle pareti del tunnel.



  
LA PIU' LENTA E LA PIU' VELOCE La particolarità del circuito risiede anche nella varietà del tracciato, che nei suoi 3.340 metri di sviluppo riunisce insieme la curva più veloce e quella più lenta di tutto il mondiale, rispettivamente la curva del Tunnel (che si affronta in pieno a oltre 270 orari) e il tornante del Loewe (che si affronta a meno di 60 all’ora).

MONOPOSTO DIVERSE Dal punto di vista tecnico, le auto che corrono a Montecarlo hanno un’altezza da terra maggiore – circa 5/7mm in più, per non spanciare sulle asperità – sospensioni e barre antirollio più morbide per copiare meglio l’asfalto, e puntoni delle sospensioni rinforzati, in previsione di qualche carezza involontaria data ad un guard rail…

DIAMETRO RIDOTTO L’aerodinamica a Montecarlo è fondamentale soprattutto nelle staccate, per tenere stabile l’auto, mentre in curva diventa più importante il grip meccanico, dato che la maggior parte è da affrontare a velocità ridotta. Per quanto riguarda i freni, la quasi totalità delle auto monta una pompa di diametro ridotto, per poter avere la massima sensibilità, pur a fronte di uno sforzo maggiore per la gamba sinistra del pilota.
Mai come a Montecarlo, inoltre, conta avere un ridotto diametro di sterzata, perché le curve del Loewe e la Rascasse sono le più strette del mondiale e richiedono un angolo di sterzo quasi doppio rispetto a quello necessario, per esempio, a Barcellona.
Formula One Monaco 1961 - at Monte Carlo Highlig
CAMBIATE FURIOSE Dopo freni e sterzo, l’elemento più stressato a Montecarlo è il cambio, che deve resistere a ben 53 passaggi di marcia per ogni giro, che significano oltre 4.150 cambiate se si moltiplicano per i 78 giri previsti per la gara. Analizzando i dati di telemetria, messi a disposizione da Brembo, è poi possibile notare come, nella maggior parte delle curve, le Formula 1 2008 passeranno più tempo rispetto allo scorso anno con i freni azionati.

PIU' LENTE IN MEZZO Si tratta di un 3% in più stimato (rispetto ad una media del 21%) nell’arco di un giro, ma sufficiente per ridurre le velocità nel punto più lento di molte curve. Le maggiori differenze si vedranno alla Nouvelle Chicane dopo il Tunnel (circa 70 km/h, contro gli 85 del 2007) e alla curva Anthony Noghes (solo 78km/h, contro 105 dello scorso anno) che immette sul rettifilo d’arrivo e che ben evidenzia quanto quest’anno le auto faticheranno a scaricare a terra gli oltre 800 cavalli di cui dispongono. La riduzione dell’elettronica di bordo – introdotta con il regolamento 2008 - porterà quindi i piloti ad affrontare le curve a velocità minore, così come ad uscirne meno rapidamente, come si deduce confrontando le velocità d’approccio previste nelle singole curve e nel punto più lento di ogni curva.



1991: Ayrton Senna sulla McLaren Honda durante il Gran Premio di Monaco in cui arriverà primo.



Una bionda prende il sole su un terrazzo di Montecarlo e intanto osserva
 sfrecciare la Ferrari di Massa


I sorpassi più belli della storia di Monaco

.
Nel 1998 Michael Schumacher attaccò Alex Wurz all’ingresso del Mirabeau. I due ebbero un contatto e il ferrarista riuscì poi a completare il sorpasso sotto al tunnel. Manovra aggressiva che costò carissimo ad entrambi per dei problemi alle sospensioni. Sorpasso aggressivo ma adrenalinico. I due stavano battagliando per la seconda posizione.
Tra i sorpassi più belli a Monaco c’è sicuramente quello fatto da Raikkonen a Webber nel 2006.
Al secondo giro del Gran Premio il finlandese, a sorpresa, attaccò l’australiano al St Devote. Raikkonen sfiorò le barriere ma riuscì a passare e completò un sorpasso spettacolare.
Il sorpasso del 2014 di Hulkenberg su Magnussen è stato apprezzato da moltissimi addetti ai lavori. Magnussen è leggermente largo al Murabeau e dietro il pilota della Force India, come un falco, sfrutta l’incertezza per infilarlo. Manovra perfetta e posizione guadagnata.
Spettacolare fu il duello tra Mansell e Prost nel 1991.
Il Ferrarista cercò di mantenere la posizione ma fu attaccato con grande maestria alla chicane. Il pilota della Williams passò senza causare nessun contatto nè danno.



 
Gran Premio di Monaco 1972, vinto da Jean-Pierre Beltoise Dopo tre giorni di riprese, non ce la faccio proprio più.....



Il classico ''trenino'' che si forma nei primi giri del Gp di Monaco









Ayrton Senna festeggia la vittoria del Gran Premio di Monaco, a Montecarlo, il 7 maggio 1989

I maghi di Monaco

Ayrton Senna è il vero re della pista di MontecarloPer il momento il record di vittorie,appartiene ad Ayrton Senna. Il brasiliano è infatti il primatista con ben sei successi: nell'87 con la Lotus e con una cinquina che va dall'89 al '93 con la McLaren.
Nel '94, "Magic" fu l'illustre assente: nella gara precedente aveva infatti perso la vita contro quel maledetto muretto del Tamburello a Imola. Quello di Senna con Montecarlo era un rapporto speciale, che aveva finito quasi col surclassare quello che aveva avuto Graham Hill, vincitore dal '63 al '65 con la BRM e nel '68 e '70 con la Lotus.
I successi del baffuto inglese sulla pista monegasca erano una vera leggenda nell'ambiente, tanto che tutti gli riconoscevano un indubbio valore aggiunto su quella pista. Un tracciato che in quegli anni era fasciato più che dai guard rail, da marciapiedi che non perdonavano la minima sbavatura.
Tempi in cui i cambi non solo erano manuali, ma anche tanto duri da martoriare le mani: non era difficile alla fine di quel Gran Premio che pretendeva tantissime cambiate, vedere piloti con le mani piagate. In tante cambiate, capitava di sbagliarne una, così come la particolare conformazione del circuito poteva mandare in tilt dopo un certo numero di giri.
Fino alla tragedia di Bandini, quella corsa si disputava su 100 tornate: un vero tormento, e la stessa fine del pilota italiano è verosimilmente addebitabile proprio alla stanchezza, che all'82° giro gli fece affrontare la chicane in 5° marcia anziché in 3°.
A quell'epoca appartiene anche un altro superasso del volante: Jim Clark. Curiosamente, lo scozzese non riuscì mai a conquistare il Principato. E veniamo a Michael Schumacher. Come detto, il paniere del tedesco contiene cinque vittorie: due con la Benetton nel biennio iridato '94-'95, e tre con la Ferrari nel '97,'99 e nel '01. Ma anche questi tre primattori di Montecarlo hanno le loro edizioni nere.Graham Hill taglia il traguardo vittorioso nell'edizione '66 del GP di Monaco
Quella di Graham Hill, ad esempio, fu l'ultima della sua carriera, in quel 1975 che lo vide restare fuori dalla griglia proprio sul "suo tracciato" con la Embassy Lola del team da lui allestito. Un'esclusione che lo ferì talmente da indurlo a ritirarsi anzitempo rispetto al programmato addio a fine anno, delegando al giovanissimo Tony Brise le ambizioni della squadra.
Poi arrivò novembre e con esso la tragedia che li uccise entrambi. Per Senna l'anno nero fu l'88, con l'incidente all'entrata del tunnel che vanificò una vittoria ormai certa. Michael Schumacher visse il suo anno-no nel '96: al suo primo anno in Ferrari, urtò al primo giro il guard rail al Portier, dopo essere partito dalla pole position.








1955. Alberto Ascari con la Lancia arriva lungo alla chicane, sfonda la barriera di travi di legno
e sacchi di sabbia e finisce in mare.

 

Ascari Monaco 1955

E’ un annuncio di morte. Ascari tre giorni dopo perirà in un incidente sul circuito di Monza.

Prima dell’arrivo dei mezzi di soccorso raggiunge
 a nuoto la riva.



Lorenzo Bandini
LOUIS ARMSTRONG ~ When You`re Smilin`~



LA GARA, L’INCIDENTE - Quella domenica mattina era piovuto, ma poi la pista si era asciugata. Lorenzo era in prima fila sulla Ferrari n° 18 col secondo tempo dietro Jack Brabham. Voleva e doveva vincere. Scattò benissimo portandosi in testa ma slittando sull’olio motore perso proprio dal pole-man si ritrovò dietro Hulme e Stewart. Rincorsa spasmodica per riprenderi. L’ostruzione del doppiato Graham Hill. Secondo posto raggiunto. L’incidente all’82° giro (ne erano previsti ben 100). Cosa successe? Al box c’erano il DS Franco Lini, Mauro Forghieri, il meccanico Borsari. La moglie Margherita ricorda ancor oggi di averlo visto, a seguito di una segnalazione dal muretto, staccare le mani dal volante e come in segno di impotenza e di resa. Verrà appurato che arrivò alla chicane in quinta marcia, rispetto alla prevista terza. Era sicuramente spossato dalle vicende della interminabile gara.






Alonso Ferrari - 2011







Kmi Raikkonen si appresta ad affrontare la lenta chicane subito dopo l'uscita del tunnel

ll circuito di Monaco ha subito qualche trasformazione dalla sua creazione :
1973, la strada della piscina che a permesso d’installare gli stand sul molo,
1976, due nuove « chicane » sono installate rispettivamente a Santa Devota ed all’uscita della curva
a gomito della Rascasse, 1986, l’allargamento del Quai des Etats-Unis permette la creazione di una nuova « chicane, 1997, il primo « S » della piscina è ridisegnato e porta d’ora in poi il nome di curva « Louis Chiron ».
2003, la prima fase di sistemazione del circuito a riguardato solo la parte sud del porto. 5000 metri quadri di terreno sono stati presi sul mare.
Il circuito fra la piscina e la Rascasse è stato spostato di 10 metri dal luogo iniziale e completamente ridisegnato. Collocazione di una « chicane » all’uscita della 2nda curva della piscina, 2004, la realizzazione dei lavori riguardano il raddoppio della larghezza della zona degli stand al livello del Boulevard Albert 1er, con la creazione di un’edificio sulla vecchia pista fra la piscina e La Rascasse. Dei nuovi stand rappresentanti una superficie di 250 metri quadri saranno messi alla disposizione di ogni scuderia.



Montecarlo 2011




Nicola Todt (FRA), Manager di Felipe Massa, Jean Todt (FRA), President FIA
e sua moglie Michelle Yeoh












Ritiro per Valtteri Bottas: motore
Il Gran Premio di Monaco 2014 è stata la sesta prova della stagione 2014 del campionato mondiale di Formula 1. La gara, disputatasi domenica 25 maggio 2014 sul circuito di Montecarlo a Monaco, è stata vinta da Nico Rosberg su Mercedes, al quinto successo nel mondiale; Rosberg ha preceduto sul traguardo il suo compagno di squadra, Lewis Hamilton, e Daniel Ricciardo su Red Bull Racing-Renault.




Ayrton Senna sul podio di Montecarlo nel 1987, la prima delle sue 6 vittorie nel principato

TOP 5
1 SENNA Ayrton 6 1987, 1989, 1990, 1991, 1992, 1993
2 HILL Graham 5 1963, 1964, 1965, 1968, 1969
SCHUMACHER Michael 1994, 1995, 1997, 1999, 2001
3 PROST Alain 4 1984, 1985, 1986, 1988
4 MOSS Stirling 3 1956, 1960, 1961
STEWART Jacky 1966, 1971, 1973
5 ALONSO Fernando 2 2006, 2007
COULTHARD David 2000, 2002
FANGIO Juan Manuel 1950, 1957
LAUDA Niki 1975, 1976
SCHECKTER Jody 1977, 1979
TRINTIGNANT Maurice 1955, 1958


Per il momento il record di vittorie,appartiene ad Ayrton Senna.
Il brasiliano è infatti il primatista con ben sei successi: nell'87 con la Lotus e con una cinquina che va dall'89 al '93 con la McLaren



Sbagliare una traiettoria a Montecarlo può voler dire compromettere la gara più che su qualunque altro circuito, imponendo ai piloti
di adottare una tecnica
di guida particolare, in cui acceleratore e freno vengono usati in alcuni casi anche contemporaneamente
per poter mantenere
la macchina in linea.


Alonso - Button  - GP Monaco 2011


                                   3 giugno 1984, una data storica per gli amanti della Formula 1.


 Il mondo del motor sport vede la nascita di due nuove stelle, Ayrton Senna e Stefan Bellof.

Quel giorno il principato si sveglia sotto un vero e proprio diluvio e nel corso del warm up il miglior tempo venne fatto segnare da Niki Lauda, al volante della McLaren, mentre quel promettente giovane brasiliano dallo scintillante casco giallo si inserì subito tra i primi al volante della modesta Toleman.

Prima della partenza i piloti chiesero – ed ottennero – che il tratto stradale sotto il tunnel venisse bagnato dalle autobotti, al fine di evitare notevoli differenze di grip e conseguenti pericoli in uscita dallo stesso.

Alla partenza Alain Prost, autore della pole position, scattò fulmineo al volante della sua McLaren seguito come un’ombra da Nigel Mansell, mentre dietro le due Renault si scontrano tra loro coinvolgendo nella carambola anche i due alfieri italiani De Angelis e Patrese. Da quel groviglio di vetture rimase ferito il francese Patrick Tambay, il quale riportò una frattura al perone. Un altro italiano, De Cesaris, nonostante l’ottimo potenziale espresso su pista bagnata nel warm up fu costretto al ritiro nel corso del primo giro.

Intanto, in testa al gruppo si scatenò il leone Mansell. L’inglese, dopo aver superato Prost, si avvantaggiò sul francese guidando come un dannato, ma al quindicesimo giro l’indole focosa di Nigel prese il sopravvento, e  nella salita che porta al Casinò, la sua Lotus – dopo essere andata in acquaplaning – urtò le barriere e ruppe una sospensione.

Si riportò al comando Prost, seguito da un attento Lauda, mentre il pubblico si esaltava per lo spettacolo offerto nelle retrovie da i due giovani più promettenti di quell’annata, Senna e Bellof.

Ayrton, partito tredicesimo, grazie ad un feeling innato su pista bagnata superò gente ben più blasonata del calibro di Rosberg, Arnoux e Lauda, portandosi, al ventesimo giro, a soli trenta secondi dal capofila Prost. Anche Bellof impartì lezioni di guida a tutti, seguendo Senna nei torrenti d’acqua che solcavano le vie del principato.

Gran Premio di Monaco 1984

1 Alain Prost McLaren-TAG Porsche 31 1:01:07.740
2 Ayrton Senna Toleman-Hart 31 + 7.446
3  René Arnoux Ferrari 31 + 29.077

Senna sente odore di vittoria. A trenta giri dalla fine il distacco dal francese della McLaren era di soli dieci secondi e la pioggia non accennava a diminuire. Prost, intuendo il pericolo, fece segno dall’abitacolo che le condizioni stavano diventando seriamente proibitive e l’allora direttore di gara Jacky Ickx sventolò la bandiera rossa ponendo fine alla gara.

Le polemiche furono furiose. Ickx era all’epoca pilota ufficiale della Porsche nell’Endurance,e la Mclaren di Prost montava motori Porsche. Un solo giro in più e la Toleman di Ayrton avrebbe superato la vettura del rivale francese. Tuttavia, ai box i meccanici del brasiliano festeggiarono, non solo per l’inaspettato secondo posto ottenuto grazie ad una guida sopraffina, ma anche perché, al rientro della vettura si accorsero che Senna aveva danneggiato leggermente una sospensione e sarebbe stata probabilmente dura finire la gara visto che mancavano ancora 47 giri.

Anche Bellof rimase beffato dall’interruzione anticipata della corsa, visto che i suoi tempi sul giro erano decisamente più bassi di quelli dello stesso Senna. Tuttavia, dopo poco, la scuderia Tyrrell per la quale correva l’indimenticato talento tedesco, fu squalificata per irregolarità tecniche, facendo svanire nel nulla quel terzo posto conquistato in pista.

Il 3 giugno 1984 Alain Prost era certamente un pilota soddisfatto per essere riuscito a vincere sul circuito più ostico del mondiale, ma non poteva certo immaginare che quel giorno sarebbe nata una rivalità destinata diventare storica.




 

Il Gran Premio di Monaco 1956 fu la seconda gara della stagione 1956 del Campionato mondiale di Formula 1, disputata il 13 maggio sul Circuito di Montecarlo.
La manifestazione fu vinta da Stirling Moss su Maserati, seguito da Peter Collins e Juan Manuel Fangio, che condivisero una Ferrari D50 durante la corsa. 
Terzo classificato Jean Behra su Maserati

 1970 Monaco GP, Amon  Brabham, Ickx, Beltoise, Hulme.



Henri Pescarolo (Matra) e Pedro Rodriguez (BRM) - Monaco 1970.



Formula 1 e terza gara del campionato di Formula 1 del 1971, si è disputato il 23 maggio sul circuito di Montecarlo ed è stato vinto da Jackie Stewart su Tyrrell-Ford Cosworth.

Le qualifiche si sono svolte sul bagnato, con Andretti particolarmente sfortunato in quanto la sua auto si fermò in pistae non fu in grado di qualificarsi nonostante fosse al secondo del mondiale di F1. Jackie Stewart ottenne una splendida pole position con più di un secondo davanti a Jacky Ickx e in gara, sfruttò il vantaggio seguito da Jo Siffert, autore di una splendida partenza, Ickx, Pedro Rodríguez, Ronnie Peterson e Denny Hulme. Chris Amon restò fermo sulla griglia e Graham Hill - alla ricerca di un 6 ° vittoria a Monaco - commise un raro errore, colpendo il muro alla curva del Tabaccaio al 2 ° giro. Stewart aumentò il suo vantaggio su Siffert e Ickx, arrivando a vincere per la seconda volta il Gran Premio monegasco dopo quella del 1966. Peterson fu autore di una splendida gara, con i suoi tentativi coraggiosi di prendere il 4 ° posto a Rodríguez. Hulme si unì alla battaglia. Alla fine il messicano sempre sotto pressione, fu passato sia da Peterson e Hulme.



Monaco 1967 - Lorenzo Bandini con l'Ing. Forghieri  




Qualifiche
  Jack Brabham Brabham-Repco Brabham Racing Organisation 1:27.6
  Lorenzo Bandini Ferrari Scuderia Ferrari SpA SEFAC 1:28.3
  John Surtees Honda Honda Racing 1:28.4



La gara è stata vinta da Denny Hulme (prima vittoria in carriera del pilota neozelandese) davanti a Graham Hill e Chris Amon, 
ma l'evento è stato funestato dall'incidente mortale di Lorenzo Bandini.

Da segnalare l'esordio di alcune nuove vetture e motori. Su tutti la Eagle T1G con motore V12 Weslake.
La McLaren ha definitivamente abbandonato il motore Ford di derivazione Indianapolis, ripiegando sul BRM 8 cilindri
con cilindrata di soli 2.1 litri, in attesa di un motore a 12 cilindri, sempre BRM.


Gran Premio di Monaco 1972

Il Gran Premio di Monaco 1972, XXX Grand Prix Automobile de Monaco di Formula 1 e quarta gara del campionato di Formula 1 del 1972,
si è disputato il 14 maggio sul
circuito di Montecarlo ed è stato vinto da Jean-Pierre Beltoise su BRM.


 La gara si svolse in condizioni di pista bagnata. Al via il più lesto fu Beltoise, che prese il comando della corsa per non lasciarlo più. Dietro di lui seguivano Regazzoni, Fittipaldi, Ickx, Amon e Stewart. Le posizioni si stabilizzarono fino al quinto giro, quando il belga della Ferrari si portò al secondo posto superando chi lo precedeva; il distacco con Beltoise ammontava, però, già a 12". Ickx cercò quindi di riavvicinarsi al battistrada, recuperando circa cinque secondi, prima di incontrare i primi doppiaggi che lo riportarono al distacco iniziale. Dietro di lui, Amon scivolò all'ottavo posto, mentre Stewart cominciò a rimontare liberandosi prima di Fittipaldi poi di Gethin e infine di Regazzoni, fino a raggiungere Ickx senza riuscire però a passarlo. Nei giri seguenti si riaccese il duello tra lo scozzese e lo svizzero della Ferrari che si riprese la terza piazza, prima di uscire dalla competizione per un incidente al cinquantaduesimo giro.
A questo punto la situazione vedeva Beltoise in testa, dopodiché Ickx, Stewart, Fittipaldi, Redman e Amon. A pochi giri dal termine Stewart andò lungo alla curva del Gasometro, toccando un guard rail e rischiando il ritiro. Dovette quindi cedere la posizione a Fittipaldi e procedere con prudenza fino al termine. Si impose quindi Beltoise che vinse la sua prima gara in carriera.





Dopo avere introdotto il telaio monscocca con la Lotus 25 motorizzata Climax, per la prima volta viene introdotto
 un telaio monoscocca con motore portante (un Ford Cosworth DFV)

Monaco GP 1969: Hill - Beltoise - Ickx




Gran Premio di Monaco 1983


Il Gran Premio di Monaco 1983 è stata la quinta prova della stagione 1983 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 15 maggio 1983 sul Circuito di Montecarlo. La gara è stata vinta dal finlandese Keke Rosberg su Williams-Ford Cosworth; per il vincitore si trattò del secondo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il brasiliano Nelson Piquet su Brabham-BMW e il francese Alain Prost su Renault.

Fu la centocinquantatreesima, e ultima, vittoria per una vettura spinta dal motore Ford Cosworth DFV.



Il 22 maggio 1966 si tenne la 24esima edizione del Gran Premio di F1 del Principato di Monaco, il primo della 17esima stagione. Per la massima formula competitiva automobilistica iniziava un nuovo periodo. Due i fatti principali:
il ritorno a motori di grande cilindrata e il debutto della McLaren come marchio costruttore.


Il Gran Premio di Monaco 1966  fu la prima prova del mondiale 1966 e vide la vittoria di Jackie Stewart su BRM, seguito da Lorenzo Bandini e da Graham Hill.


Le vetture con Motore BRM e Climax utilizzavano ancora i motori V8 della stagione precedente con cilindrata elevata da 1,5 litri a 2 litri o addirittura, come nel caso di Hulme, il vetusto 4 cilindri 2500 anni cinquanta. Bandini invece si schierò, a differenza di Surtees, con la Ferrari 246 con motore V6 2400 cm³.

In questa gara esordì anche la McLaren, un nuovo team guidato dal suo fondatore Bruce McLaren. L'esordio fu sfortunato a causa dei problemi di sviluppo di un motore Ford tipo 406 di derivazione di serie, già sviluppato per Indianapolis con cilindrata ridotta a 2995 cm³ dai 4200 originari. Il progetto si rivelò fallimentare sia per la potenza (meno di 300  CV) sia per l'affidabilità.






1970 - La gara si svolse in un clima soleggiato con pista asciutta, nonostante avesse piovuto nei giorni precedenti.
Il Gran Premio di Monaco 1970, XXVIII Grand Prix Automobile de Monaco di Formula 1 e terza gara del campionato di Formula 1 del 1970,
 si è disputato il 10 maggio sul
circuito di Montecarlo ed è stato vinto da Jochen Rindt su Lotus-Ford Cosworth.


Il Gran Premio di Monaco 1965 fu la seconda gara della stagione 1965 del Campionato mondiale di Formula 1, disputata il 30 maggio sul Circuito di Montecarlo.La corsa vide la vittoria di Graham Hill su BRM, seguito da Lorenzo Bandini su Ferrari e Jackie Stewart su BRM.Al 79º giro il pilota australiano Paul Hawkins uscì di pista alla chicane finendo nelle acque nel porto. Fortunatamente ne uscì illeso.

Bandini e Surtees  - 1965 Monaco GP


Ronnie Peterson e Johnny Servoz-Gavin  durante il Gran Premio di Monaco del 1970.


Il Gran Premio di Monaco 1964 fu la prima gara della stagione 1964 del Campionato mondiale di Formula 1, disputata il 10 maggio sul Circuito di Monte Carlo.La corsa vide la vittoria di Graham Hill su BRM, seguito dal compagno di squadra Richie Ginther e dal britannico Peter Arundell su Lotus-Coventry Climax.

Jack Brabham, Brabham BT7, Monaco GP 1964


Passaggio di  Dan Gurney - BRM Jo Bonnier - Stirling Moss 

Il
Gran Premio di Monaco 1960 si è svolto domenica 29 maggio 1960 sul circuito di Montecarlo. La gara è stata vinta da Stirling Moss su Lotus
seguito da Bruce McLaren su Cooper e da Phil Hill su Ferrari. Fu la prima vittoria in Formula 1 per l'auto costruita da Colin Chapman.

Nella storia della Formula 1 è il pilota che ha vinto il maggior numero di gran premi senza aver mai vinto il titolo mondiale. Terminò con il secondo posto
in classifica finale nei campionati 1955, 1956, 1957 e 1958. Proprio a causa di questo suo curioso destino viene considerato l’eterno secondo,
il re senza corona, ma anche il più grande pilota a non aver mai vinto il mondiale.

È l'ultimo pilota ancora in vita ad aver preso parte al mondiale di Formula 1 del 1951. Inoltre, seguendo la cronologia dei vari Gran Premi,
dopo la morte di Robert Manzon, avvenuta il 19 gennaio 2015, è diventato il pilota più anziano tra quelli ancora in vita ad aver partecipato
ad una gara valevole per il campionato di Formula 1, avendo esordito nel Gran Premio di Svizzera del 1951. Ciò, però, non fa di lui il decano 
dei piloti di Formula 1, siccome tale titolo spetta a Kenneth McAlpine, pilota che, tuttavia, ha esordito solo nel 1952.




L a McLaren incidentata di Heikki Kovalainen "parcheggiata"
nel porto turistico di Montecarlo


Panoramica curva Lowe


1963 - ...il famoso tornante  del mondiale... Ronnie Peterson - Lotus 72E - 1974 Monaco GP


Monaco GP 1964 - Jack Brabham, Brabham BT7



Anche l'alta moda è protagonista nelle stradine del Principato. Qui Hamilton sfreccia davanti al negozio di Gucci



Il Gran Premio di Monaco 2018 è stata la sesta prova della stagione 2018 del campionato mondiale di Formula 1. La gara, corsa domenica 27 maggio sul circuito di Monte Carlo a Monaco, è stata vinta dall'australiano Daniel Ricciardo su Red Bull Racing-TAG Heuer, al settimo successo nel mondiale; Ricciardo ha preceduto all'arrivo il tedesco Sebastian Vettel su Ferrari e il britannico Lewis Hamilton su Mercedes.



Il Gran Premio di Monaco 1975 è stata la quinta prova della stagione 1975 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 11 maggio 1975 sul Circuito di Montecarlo. La gara è stata vinta dall'austriaco Niki Lauda su Ferrari; per il vincitore si trattò del terzo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo i brasiliani Emerson Fittipaldi su McLaren-Ford Cosworth e Carlos Pace su Brabham-Ford Cosworth.



Il Gran Premio di Monaco 1976 è stata la sesta prova della stagione 1976 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 30 maggio 1976 sul Circuito di Montecarlo. La gara è stata vinta dall'austriaco Niki Lauda su Ferrari; per il vincitore si trattò dell'undicesimo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo il sudafricano Jody Scheckter e il francese Patrick Depailler entrambi su Tyrrell-Ford Cosworth.

Gran Premio di Monaco 1976


Nella prima giornata di prove fu Niki Lauda a far segnare il tempo migliore in 1'30"38, di 4 secondi più alto di quanto fatto segnare l'anno precedente, ciò a causa delle modifiche apportate al tracciato. Il ferrarista precedette i due piloti della Tyrrell Jody Scheckter e Patrick Depailler. Il francese però non poté partecipare alla seconda ora di prove per un guasto al cambio. La conformazione del tracciato preoccupava i tecnici della casa inglese per le grandi sollecitazioni che provocava al sistema della trasmissione. L'altro ferrarista, Clay Regazzoni, chiuse col quarto tempo e fu involontario protagonista di un incidente, quando venne spinto contro le barriere da Gunnar Nilsson su Lotus. Altro incidente anche per Vittorio Brambilla della March. La Copersucar di Emerson Fittipaldi fu danneggiata da un principio d'incendio ai box.


Tunnel Monaco 1964 GP Monaco 1971
 Mario Andretti all'ingresso del tunnel


1968 Monaco GP-Jean Pierre Beltoise su Matra



Gilles Villeneuve festeggia la vittoria nell'edizione 1981




Lorenzo Bandini, nel GP di Monaco 1967


Il 1973 rappresenta l’ultimo anno in Formula 1 per Jackie Stewart. Il due volte iridato, infatti, decide già ad inizio anno di volersi ritirare al termine della stagione. Grazie alle Tyrrell 005 e alle 006 in seguito, riuscirà a conquistare il suo terzo titolo mondiale completando anche la sua stagione più fruttuosa: 5 vittorie, 8 podi, 1 solo ritiro e 71 punti iridati. Purtroppo, però, la stagione è funestata dalla morte in pista del compagno di squadra e amico di Stewart, François Cevert, durante le qualifiche del GP degli Stati Uniti. Proprio a causa di questa tragedia, Jackie decide di non prendere parte alla gara di Watkins Glen, rinunciando di conseguenza al suo 100° GP in Formula 1. La morte di Cevert segnò a tal punto Stewart, memore anche del suo terribile incidente nel ’66, da spingerlo a fare davvero molto, nel corso degli anni, per la sicurezza delle vetture e l’adeguamento delle strutture.

Graham Hill - Monaco - 1968
Nato nel 1929 ad Hampstead, un sobborgo di Londra, appassionato di corse e motori entra in Lotus come meccanico. Inizia la sua carriera di pilota con le vetture di Colin Chapman, ma poi corre per sette anni alla BRM e torna alla Lotus nel 1967 al fianco di Jim Clark.Dopo il primo titolo mondiale del 1962, ritorna campione del mondo nel 1968, alla guida della Lotus 49. Jim Clark muore ad inizio stagione sul tracciato di Hockenheim, tocca a Graham Hill, suo scudiero, prendere in mano le redini della squadra e concretizzare le potenzialità della monoposto britannica e del DFV Cosworth. La grande esperienza del pilota britannico ha la meglio su tutti gli avversari ed a fine anno conquista nuovamente l’ambito titolo.


Jarno Trulli si è sempre trovato a proprio agio sul circuito cittadino di Monteca



1955 - Monaco Grand Prix - Chiron Lancia D50 - Moss Mercedes W196  





Il Gran Premio di Monaco 1955 fu la seconda gara della stagione 1955 del Campionato mondiale di Formula 1, disputata il 22 maggio sul Circuito di Monaco.Stirling Moss, dopo aver firmato per la Mercedes per la prossima stagione, viene sostituito alla Maserati da Jean Behra.Il pilota monegasco Louis Chiron grazie alla presenza in questo Gran Premio diventa il pilota più anziano ad aver preso parte ad un Gran Premio di Formula 1, record ancora imbattuto nel 2016.



Durante il weekend di gara  Montecarlo  è invasa dagli yach

  





Si J'etais Une Cigarette

1936 - Si tu reviens - Rina Ketty

 Maria Candido-Buenas Noches Mi Amor







Se non ci fosse Monaco che F.1 sarebbe!
 La corsa che diventa un azzardo!

Gl’incidenti sulle strade del Principato che si trasformano in circuito ne hanno fatto la storia ammantata di miti e leggende. Incidenti banali, carambole, ammucchiate, spettacolari, grotteschi. Ma anche mortali. L’ideatore di questa corsa nata nel 1929, Anthony Noghes, presidente dell’Automobile Club di Monaco che lo volle per fare entrare il Principato nella nascente Federazione internazionale dell’auto quando disegnò il primo tracciato inevitabilmente ci mise dentro strade strettissime delimitate da marciapiedi, pavimentazione di vario tipo, avvallamenti, tombini e binari del tram.

 Da allora ad oggi lo scenario urbano di Montecarlo, la capitale del Principato, è cambiato, sono cambiate le sue strade ma il tracciato originale rimane quello ed anche se sotto certi aspetti in quanto a sicurezza è migliorato nessuno si sente di definirlo veramente un circuito adatto a bolidi che in un tratto, all’uscita del tunnel, riescono a toccare anche i 290 chilometri all’ora.
Gp Monaco, il Casinò Royale dell’azzardo
sin dall’anno di nascita 1929
Incidenti tantissimi.
Alcuni rimangono nella storia ed alcuni anche nella memoria senza bisogno di andare a consultare gli annali di questo “Casinò Royale” che è il Gran Premio di Monaco.
La storia ricorda quelli del monegasco Louis Chiron che conosceva quelle strettoie come le sue tasche eppure nel 1932 al comando della corsa fece la “barba” ai sacchi di sabbia che disegnavano una curva di quel tanto che la sua Bugatti andò in testa-coda, venne sbalzato fuori dalla macchina, non si fece un graffio ma perse la corsa. Nel 1934, sempre Chiron alla curva della Stazione per salutare la folla assiepata sui marciapiedi che gridava già alla sua vittoria, a 3 giri dalla conclusione si fece scappare di mano il volante e venne superato da Guy Moll che vinse.
Circuito mitico per eccellenza, tutti i piloti hanno sognato di vincere sul tracciato di Monaco che è il più lento ed il più difficile del Campionato del Mondo di Formula 1. Cio si merita perchè il minimo errore nelle strade del principato è fatale, le macchine non si adeguano ai contatti con le protezioni che delimitano questo circuito, queste non sono permanenti e dunque installate per l’occasione nella città .
Le qualificazioni sono sempre determinanti, i sorpassi in corsa essendo quasi impossibili. Tuttavia, gli abandoni restano elevati, una condotta regolare puo assicurare un posto nei punti.






Gran Premio di Monaco di Formula1

 
E' il 14 aprile 1929 alle 13.30 sotto la presidenza onoraria del Principe Luigi II che il G.P. di Monaco ha visto la luce, grazie soprattuto al presidente della Formula 1 dell'epoca Anthony Noghes che diede prova di grande volontà per riuscire ad organizzare un avvenimento di questo calibro nel più piccolo Stato del mondo dopo il Vaticano. La sua idea, fortemente appoggiata dal principe Luigi II è diventata realtà anche grazie al sostegno del pilota monegasco Louis Chiron. Al primo Gran Premio parteciparono 16 concorrenti che dovevano compiere 100 giri del tracciato; quell'anno la velocità oraria media era di 80 km/h. Oggi il G.P. di Monaco è una delle gare più conosciute al mondo e dal 1950 fa parte del Mondiale di Formmula 1. Dopo numerose modifiche al tracciato iniziale oggi il circuito misura 3.367 km e i giri da percorrere sono stati ridotti a 78. La parte più veloce del tracciato è quella del tunnel sotto l'Hotel Fairmont in cui vengono raggiunti i 300 km/h.



1996 Monaco Grand Prix Music Video
1929
Gran Premio di Monaco
 di Formula1

1950
Dieci monoposto vengono
distrutte da un incidente appena dopo la partenza

Principato di Monaco, 22 maggio 1955 Ascari vola in acqua, "ripescato" da un sommozzatore.
 1970
Jack Brabham sbaglia l'ultima curva e regala la vittoria a Jochen Rindt
 1966
Sorprendente vittoria di Olivier Panis su Ligier
Derek Daly Monaco 1980 F1 - 1994 FIA Review - 04 Monaco
1967
La tragica morte di Lorenzo Bandini funesta l'edizione di quell'anno
del Gran Premio di Monaco
 1980
Derek Daly decolla subito dopo la partenza coinvolgendo quattro auto all'entrata della
Sainte Devote
 1984
La pioggia interrompe la rimonta del debuttante Ayrton Senna su Alain Prost , che vince.
Ayrton Senna  - 1987
coglie la prima vittoria in carriera
1999
Michael Schumacher coglie la prima vittoria in carriera a Montecarlo





 Formula 1 nel Tempo.....

Circuiti Storici

Link: MONZA Link; MONACO Link: NURBURGRING Link: SPA-FRANCORCHAMPS Link: SILVERSONE

Il circuito di Monte Carlo è il tracciato cittadino sulle strade del Principato di Monaco su cui si svolge l'annuale Gran Premio di Monaco di Formula 1
e le gare di contorno come la
Formula 3, la Formula 3000, la Formula 2 e la GP3 Series.



Gran Premio di Monaco  - 1950

domenica 21 maggio 1950
100 giri x 3.180 km - 318.000 km

                                                                                        Gran Premio di Monaco 1950

Il Gran Premio di Monaco del 1950 fu il secondo round del Campionato Mondiale Piloti della stagione 1950 di Formula 1 e la sesta gara complessiva di quell'annata, disputata il 21 maggio sul Circuito di Montecarlo soltanto a una settimana di distanza dalla precedent e.

La gara vede una pronta rivincita del pilota argentino Juan Manuel Fangio (sua prima vittoria in Formula 1), che la domina in un fine settimana contrassegnato dall'incidente durante le prove del sabato ad Alfredo Pián, che si frattura una caviglia e fa sospendere la sessione, e durante la gara l'improvvisa ondata del primo giro alla curva del Tabaccaio che elimina in un colpo solo una decina di concorrenti. È la gara dove fanno il loro debutto le Ferrari (che, grazie ad Ascari, si aggiudicherà il primo podio) e dove gareggia il primo pilota statunitense in Formula 1, Harry Schell, che guida per la prima volta in un Gran Premio una Cooper a motore posteriore.

Partecipanti

Le scuderie italiane si presentano con l'Alfa Romeo, dominatrice della corsa precedente, che schiera tre vetture (Farina, Fangio e Fagioli) e la manufatturiera Maserati che fornisce scocca e motore alla scuderia di Achille Varzi per due promettenti piloti argentini, José Froilán González e Alfredo Pián, proveniente anche lui come Fangio dalle gare sudamericane di Formula Libre, quella Enrico Platé dei privatisti Prince Bira e Toulo de Graffenried, le Officine Alfieri Maserati con il monegasco Louis Chiron e Franco Rol, e infine la Scuderia Milano con Clemente Biondetti.

Arriva inoltre l'atteso debutto della Ferrari nella massima competizione. Per questa sua prima partecipazione, la casa modenese si affida a due piloti italiani: Alberto Ascari – figlio del compianto Antonio – Luigi Villoresi e ad un pilota francese di buona esperienza, Raymond Sommer. L'auto è la Ferrari 125 S, la prima monoposto realizzata da Enzo Ferrari, che aveva debuttato nel Gran Premio di Torino nel 1948 sul circuito del Parco del Valentino, ottenendo un lusinghiero terzo posto con alla guida lo stesso Sommer. Il motore è un 12 cilindri a V di 60°, di 1.500 cc, con cilindrata unitaria di 125cc (da cui il nome "Ferrari 125"), con compressore volumetrico Roots a doppio stadio, che, in questa versione aggiornata, sviluppa una potenza di 315 cavalli a 7.500 giri/minuto. L'Alfa Romeo 158, monta, invece, un motore 8 cilindri in linea, anch'esso di 1.500 cc, e ancora con un compressore volumetrico Roots a due stadi, ma sviluppa 350 cavalli a 8.600 giri/minuto. Entrambe le vetture pesano 700 kg, ed Enzo Ferrari pensa di compensare il più elevato rapporto tra peso e potenza della 125 (2,222 kg/CV, contro i 2 kg/CV della 158) con il suo più basso consumo, che dovrebbe portarla ad un minor numero di soste per i rifornimenti.

Le altre case automobilistiche presenti sono la britannica ERA con i privati Bob Gerard e Peter Whitehead, soprannominato il “pilota gentiluomo”, le francesi Talbot-Lago con, fra gli altri, il belga Johnny Claes e per la prima volta la Simca-Gordini con Robert Manzon e Maurice Trintignant, equipaggiata con gli pneumatici della casa belga Englebert anch'essa al debutto per tentare di contrastare il predominio delle Pirelli e delle Dunlop. Un'altra novità assoluta è rappresentata dal primo pilota statunitense – ma di stanza in Europa da lungo tempo –Harry Schell con la scuderia privata Horschell Racing Corporation che presenta la prima vettura a motore posteriore nella storia dell'automobilismo, la Cooper-JAP. Tutti sembrano destinati a fare da comparse al duello tra le tre vetture italiane.

 Gara

Dopo due sessioni di qualifica, come da tradizione al giovedì e al sabato, dove Charles Pozzi, Yves Giraud-Cabantous, Pierre Levegh e Clemente Biondetti non partono, la griglia di partenza viene condizionata pesantemente dal grave incidente occorso all'argentino Alfredo Pián il quale, a causa di una macchia d'olio, va a sbattere contro la tribuna con la Maserati fratturandosi una caviglia, e non prenderà più parte a una gara di Formula 1. La sessione del sabato viene sospesa definitivamente e le posizioni vengono stabilizzate ai cinque migliori tempi ottenuti nella prima sessione di prove: dalla sesta in avanti i tempi della seconda sessione. Questo sistema penalizzerà soprattutto Luigi Villoresi che, pur avendo ottenuto il secondo tempo assoluto, partirà dalla terza fila in sesta posizione.

Al primo giro della gara si verifica un rovinoso incidente multiplo quando un'ondata improvvisa invade la curva del Tabaccaio. Fangio, già in testa, riesce a evitarla e Nino Farina in quel momento in seconda posizione, si scontra con la Maserati di González che prende fuoco. L'argentino riesce in breve tempo a uscire dalla vettura con qualche ustione, e altri piloti, tentando di evitare le due vetture, effettuano collisioni tra loro. Luigi Fagioli, in quinta posizione, sterza bruscamente, andando in testacoda e viene urtato dal sopraggiungente Louis Rosier. Nella carambola si ritirano complessivamente dieci piloti (tra un parco partenti di 19). Soltanto Fangio riesce a evitarla restando in testa alla gara. Luigi Villoresi viene attardato in maniera irreparabile al secondo giro dalla pista ostruita dalle vetture incidentate. Escono subito di scena due grandi protagonisti del Gran Premio di Gran Bretagna, Farina e Fagioli, mentre Villoresi tenta una rimonta portandosi, al 55º giro, a 32 secondi da Fangio, prima di arrendersi al 63º giro per problemi alla trasmissione. Prima, al 36º giro, si era ritirato anche Philippe Étancelin per una perdita d'olio.

Alla fine Juan Manuel Fangio, dopo avere doppiato tutti, e senza grandi problemi, riesce a conquistare la sua prima vittoria in Formula 1, raggiunge Farina in testa alla classifica con 9 punti e ottiene il primo “Grand Chelem” della storia: pole position, fastest lap, vittoria della gara condotta sempre in testa. Con la media oraria di 98,701 km/h, è il Gran Premio più lento di sempre. La Ferrari 125 non si è dimostrata all'altezza delle Alfa Romeo, e già Enzo Ferrari comincia a pensare ad una vettura tutta nuova, con motore aspirato.

  • 1a vittoria per Juan Manuel FANGIO
  • 1a pole position per Juan Manuel FANGIO
  • 1o e unico podio per Louis CHIRON
  • 1o podio per Alberto ASCARI
  • 1o migliore giro per Juan Manuel FANGIO
  • 1o Gran Premio per Maurice TRINTIGNANT
  • 1o Gran Premio per Jose-Froilan GONZALEZ
  • 1o Gran Premio per Alberto ASCARI
  • 1o podio per Maserati
  • 1o podio per Ferrari
  • 1o Gran Premio per Ferrari
  • 1o Gran Premio per Cooper
  • 2a vittoria per Alfa Romeo
  • 1o podio per Ferrari


Gran Premio di Monaco  - 1951 - 1953 - 1954 Non disputatosi

Gran Premio di Monaco 1952 -  (Gara automobilistica non di campionato)


Gran Premio di Monaco  - 1955

domenica 22 maggio 1955
100 giri x 3.145 km - 314.500 km
Maurice Trintignant verso la vittoria a Monaco,1955

Gran Premio di Monaco 1955

 Il Gran Premio di Monaco 1955 fu la seconda gara della stagione del Campionato mondiale di Formula 1, disputata il 22 maggio sul Circuito di Monaco.Stirling Moss, dopo aver firmato per la Mercedes per la prossima stagione, viene sostituito alla Maserati da Jean Behra.Il pilota monegasco Louis Chiron grazie alla presenza in questo Gran Premio diventa il pilota più anziano ad aver preso parte ad un Gran Premio di Formula 1, record ancora imbattuto nel 2016.

 Qualifiche

 I risultati delle prove ufficiali sanciscono la superiorità di Juan Manuel Fangio, di Alberto Ascari e del giovane Stirling Moss su tutti gli altri. Fangio ed Ascari, addirittura, segnano il medesimo tempo, ma Moss, con la seconda Mercedes, è staccato di appena 1/10 di secondo. Bene anche Castellotti, che riesce a spiccare il quarto miglior tempo ed a piazzarsi così in seconda fila. Gli altri due alfieri della Lancia sono più staccati: Villoresi è settimo, Chiron è 19°, cioè penultimo. Le Ferrari non brillano (Maurice Trintignant, il miglior ferrarista, è in quarta fila con il nono tempo) mentre le Maserati appaiono relativamente più veloci (Jean Behra quinto, Roberto Mières sesto, Luigi Musso ottavo). La Gordini meglio piazzata, quella di Robert Manzon, è appena tredicesima, preceduta dalla Vanwall di Mike Hawthorn.

 Gara

 Ascari non è autore di una partenza azzeccata, ed al primo giro si ritrova in quarta posizione, preceduto da Fangio, dal compagno di squadra Castellotti e da Moss. Al 10º giro, dietro al leader Fangio, troviamo Moss, poi Ascari che ha appena superato Castellotti, e la Maserati di Behra. Quest'ultimo però rinviene fortissimo e ri-supera prima Castellotti e poi anche Ascari, portandosi al terzo posto alle spalle del duo Mercedes. Al 35º giro, Castellotti è costretto al box per far controllare una ruota ma anche per rabboccare il carburante. Al 40º giro la situazione è: 1° Fangio, 2° Moss (molto vicino al compagno di marca), 3° Behra a 43” e 4° Ascari a 50”, 5° il sorprendente Maurice Trintignant con la Ferrari (staccato però di 1'20” da Fangio), 6° Mières e 7° Villoresi. Al 42º giro, Behra si ferma lungamente al box per sistemare un raccordo della tubazione dell'olio e viene doppiato. Alla Maserati si pensa di far passare Behra alla guida della macchina di Cesare Perdisa (in miglior posizione), mentre al bolognese non resta che sistemarsi al volante della più attardata macchina di Behra. Poco prima di metà gara, il primo vero colpo di scena di questo Gran Premio: Fangio si ritira per la rottura del ponte. Passa così a condurre Moss, con 1'22” di vantaggio sulla D50 di Ascari. Tutti gli altri sono già stati doppiati: Trintignant è 3°, Mières è 4°.

Malgrado l'enorme vantaggio, Stirling Moss continua a tirare come un ossesso, forse per giungere a doppiare anche Ascari, che è l'ultimo concorrente a pieni giri. Ecco che quando mancano venti giri al termine Moss è fermato da un guasto di motore e Ascari si trova in testa; i numerosi italiani presenti si accingono a festeggiare il nuovo leader della corsa, quando il milanese, alla “chicane” del porto, finisce in mare.

Come riferito dallo stesso Ascari nelle ore successive, la causa del guaio sarebbe stata il bloccaggio del freno anteriore destro, che avrebbe innescato una sbandata verso l'esterno, incontrollabile: dovendo scegliere tra un muretto di sabbia, una piccola tribuna affollata e l'acqua, il pilota finisce per scegliere quest'ultima, considerandola il male minore. Una seconda ipotesi è quella della sbandata sull'olio lasciato sul tracciato dal motore in avaria della Mercedes di Stirling Moss, transitata poco prima. Alberto comunque sguscia dalla macchina inabissata e risale a galla raggiungendo il sommozzatore che già si è tuffato in suo soccorso. Anche se ricoverato precauzionalmente all'ospedale di Monte Carlo, il pilota è praticamente illeso.

Al comando del Gran Premio viene così a trovarsi il regolare Trintignant con la Ferrari. Il solo ulteriore momento entusiasmante della corsa è dato dall'inseguimento di Castellotti, che si porta a 15” dal nuovo leader e riduce poi il distacco fino a soli 11”. L'inseguimento però non ha successo, e nelle ultime tornate il lodigiano della Lancia è costretto a ridurre il ritmo, tanto che alla fine il distacco sale nuovamente a 20”. La corsa si conclude con la prima vittoria in Formula 1 di Maurice Trintignant (coltivatore di viti in quel di Nîmes e zio dell'attore Jean-Louis), con il posto d'onore di Castellotti con la D50, con la terza piazza della Maserati di Behra condotta anche dal giovane Cesare Perdisa

  • 1a vittoria per Maurice TRINTIGNANT
  • 1o podio per Cesare PERDISA
  • 1o podio per Eugenio CASTELLOTTI
  • 32o e ultimo Gran Premio per Alberto ASCARI
  • 1o e unico podio per Lancia
  • 20a vittoria per Ferrari



Gran Premio di Monaco  - 1956

domenica 13 maggio 1956
100 giri x 3.145 km - 314.500 km

Stirling Moss verso la vittoria a Monaco 1956.


Gran Premio di Monaco 1956

Il Gran Premio di Monaco 1956 fu la seconda gara della stagione 1956 del Campionato mondiale di Formula 1, disputata il 13 maggio sul Circuito di Montecarlo.
La manifestazione fu vinta da Stirling Moss su Maserati, seguito da Peter Collins e Juan Manuel Fangio, che condivisero una Ferrari D50 durante la corsa. Terzo classificato Jean Behra su Maserati

  • 20a pole position per Juan Manuel FANGIO
  • 1o podio per Peter COLLINS
4a vittoria per Maserati
  • 2a vittoria per Stirling MOSS



Gran Premio di Monaco  - 1957

domenica 19 maggio 1957
105 giri x 3.145 km - 330.225 km

 Gran Premio di Monaco 1957

Il Gran Premio di Monaco 1957 fu la seconda gara della stagione 1957 del Campionato mondiale di Formula 1, disputata il 19 maggio sul Circuito di Montecarlo.
La manifestazione vide la vittoria del campione del mondo in carica Juan Manuel Fangio su Maserati, seguito da Tony Brooks e da Masten Gregory.

  • 22a vittoria per Juan Manuel FANGIO
  • 1o podio per Masten GREGORY
  • 1o podio per Tony BROOKS
  • 7a vittoria per Maserati
  • 1o podio per Vanwall
  • 50o Gran Premio per Maserati
1o Gran Premio per Climax



Gran Premio di Monaco  - 1958

domenica 18 maggio 1958
100 giri x 3.145 km - 314.500 km

Gran Premio di Monaco 1958

Il Gran Premio di Monaco 1958 fu la seconda gara della stagione 1958 del Campionato mondiale di Formula 1, disputata il 18 maggio sul Circuito di Montecarlo.
La corsa vide la vittoria di Maurice Trintignant su una Cooper-Climax del Rob Walker Racing Team. Secondi e terzi classificati i ferraristi Luigi Musso e Peter Collins.

  • 2a e ultima vittoria per Maurice TRINTIGNANT
  • 1a pole position per Tony BROOKS
  • 7o e ultimo podio per Luigi MUSSO
  • 1o Gran Premio per Graham HILL
  • 2a vittoria per Cooper
  • 1o Gran Premio per Lotus
2a vittoria per Climax



Gran Premio di Monaco  - 1959

domenica 10 maggio 1959
100 giri x 3.145 km - 314.500 km



18 Jo Bonnier e 32 Maurice Trintignant  Monaco, 1959.

Il Gran Premio di Monaco 1959 fu la prima gara della stagione 1959 del Campionato mondiale di Formula 1, disputata il 10 maggio sul Circuito di Montecarlo.
La corsa vide la prima vittoria in carriera di Jack Brabham su una Cooper-Climax. Secondo classificato il debuttante in Ferrari Tony Brooks e terzo il francese Maurice Trintignant su Cooper-Climax.

  • 1a vittoria per Jack BRABHAM
  • 1o podio per Jack BRABHAM
  • 1o migliore giro per Jack BRABHAM
  • 1o Gran Premio per Bruce McLAREN
  • 50o Gran Premio per Maurice TRINTIGNANT
  • 3a vittoria per Cooper
  • 1a pole position per Cooper
  • 1o migliore giro per Cooper
  • 1a pole position per Climax
  • 1o migliore giro per Climax





Gran Premio di Monaco  - 1960

domenica 29 maggio 1960
100 giri x 3.145 km - 314.500 km

Il Gran Premio di Monaco 1960 si è svolto domenica 29 maggio 1960 sul circuito di Montecarlo. La gara è stata vinta da Stirling Moss
su Lotus seguito da Bruce McLaren su CooperPhil Hill su Ferrari. Fu la prima vittoria in Formula 1 per l'auto costruita da Colin Chapman.
  • 13a vittoria per Stirling MOSS
  • 1o Gran Premio per John SURTEES
  • 1o Gran Premio per Richie GINTHER
  • 1a vittoria per Lotus
  • 1a pole position per Lotus
  • 1o podio per Lotus
9a vittoria per Climax

 
Gran Premio di Monaco  - 1961

domenica 14 maggio 1961
100 giri x 3.145 km - 314.500 km

Il Gran Premio di Monaco 1961 si è svolto domenica 8 aprile 1961 sul circuito di Monte Carlo.




Wolfgang von Trips arrivò 4° al Gran Premiio di Monaco 1961


Moss: ultima pole in carriera e il giro più veloce in questo Gran Premio


La gara è stata vinta da Stirling Moss su Cooper seguito dalle Ferrari di Richie Ginther e Phil Hill.
  • 15a vittoria per Stirling MOSS
  • 16a e ultima pole position per Stirling MOSS
  • 1o migliore giro per Richie GINTHER
  • 19o e ultimo migliore giro per Stirling MOSS
3a vittoria per Lotus
  • 16a vittoria per Climax
  • 40o podio per Climax


Gran Premio di Monaco  - 1962

domenica 3 giugno 1962
100 giri x 3.145 km - 314.500 km

Graham Hill durante il Gran Premio di Monaco del 1962. Hill ha condotto 86 dei 100 giri
e si è classificato 6° a causa di un guasto al motore al 93° giro.

Gran Premio di Monaco 1962
La gara è stata vinta da Bruce McLaren su Cooper seguito dalle Ferrari di Phil Hill e Lorenzo Bandini
  • 15a vittoria per Stirling MOSS
  • 16a e ultima pole position per Stirling MOSS
  • 1o migliore giro per Richie GINTHER
  • 19o e ultimo migliore giro per Stirling MOSS
3a vittoria per Lotus
  • 16a vittoria per Climax
  • 40o podio per Climax


Gran Premio di Monaco  - 1963

domenica 26 maggio 1963
100 giri x 3.145 km - 314.500 km


 Gran Premio di Monaco 1963
 La gara fu vinta da Graham Hill alla guida di una BRM

 Gara

Al via i due piloti della BRM sorpassarono Clark, prendendo il comando della corsa, con Hill davanti a Ginther. Al quinto giro il pilota scozzese sopravanzò Ginther, superando poi anche Hill nel corso della diciottesima tornata e prendendo il largo.

I due piloti della BRM furono superati anche da Surtees, ma in seguito il pilota della Ferrari dovette rallentare per problemi alla pressione dell'olio, cedendo le posizioni conquistate. Al 78º passaggio Clark fu costretto al ritiro per la rottura del cambio. Hill, passato in testa, condusse fino al termine, vincendo davanti a Ginther, McLaren, Surtees, Maggs e Taylor.

5a vittoria per Graham HILL 6a vittoria per BRM
  • 60o podio per Climax


Gran Premio di Monaco  - 1964

domenica 10 maggio 1964
100 giri x 3.145 km - 314.500 km

 Gran Premio di Monaco 1964


La corsa vide la vittoria di Graham Hill su BRM, seguito dal compagno di squadra Richie Ginther 
e dal britannico Peter Arundellsu Lotus-Coventry Climax.

  • 7a vittoria per Graham HILL
  • 1o podio per Peter ARUNDELL
8a vittoria per BRM
  • 30a pole position per Climax
  • 25o podio per BRM


Gran Premio di Monaco  - 1965

domenica 30 maggio 1965
100 giri x 3.145 km - 314.500 km

Arrrivano tre Brabham  al Mirabeau: Anderson, Gardener e Siffert

Il Gran Premio di Monaco 1965  seconda gara della stagione del Campionato mondiale di Formula 1, disputata il 30 maggio sul Circuito di Montecarlo.La corsa vide la vittoria di Graham Hill su BRM, seguito da Lorenzo Bandini su Ferrari e Jackie Stewart su BRM. Al 79º giro il pilota australiano Paul Hawkins uscì di pista alla chicane finendo nelle acque nel porto. Fortunatamente ne uscì illeso.
  • 1o podio per Jackie STEWART
  • 1o Gran Premio per Denny HULME
10a vittoria per BRM 9a vittoria per Graham HILL


Gran Premio di Monaco  - 1966

domenica 22 maggio 1966
100 giri x 3.145 km - 314.500 km

Il Gran Premio di Monaco 1966 fu una gara di Formula 1, disputatasi il 22 maggio 1966 sul Circuito di Montecarlo. Fu la prima prova del mondiale 1966 e vide la vittoria di Jackie Stewart su BRM, seguito da Lorenzo Bandini e da Graham Hill.

Le vetture con Motore BRM e Climax utilizzavano ancora i motori V8 della stagione precedente con cilindrata elevata da 1,5 litri a 2 litri o addirittura, come nel caso di Hulme, il vetusto 4 cilindri 2500 anni cinquanta. Bandini invece si schierò, a differenza di Surtees, con la Ferrari 246 con motore V6 2400 cm³.

In questa gara esordì anche la McLaren, un nuovo team guidato dal suo fondatore Bruce McLaren. L'esordio fu sfortunato a causa dei problemi di sviluppo di un motore Ford tipo 406 di derivazione di serie, già sviluppato per Indianapolis con cilindrata ridotta a 2995 cm³ dai 4200 originari. Il progetto si rivelò fallimentare sia per la potenza (meno di 300  CV) sia per l'affidabilità.

  • 2a vittoria per Jackie STEWART
  • 1o migliore giro per Lorenzo BANDINI
  • 50o Gran Premio per John SURTEES
  • 30a pole position per Lotus
  • 1o Gran Premio per McLaren
  • 13a vittoria per BRM
  • 1o Gran Premio per Repco


Gran Premio di Monaco  - 1967

domenica 7 maggio 1967
100 giri x 3.145 km - 314.500 km

 Gran Premio di Monaco 1967 

 Gara

La gara è stata vinta da Denny Hulme (prima vittoria in carriera del pilota neozelandese) davanti a Graham Hill e Chris Amon, ma l'evento
è stato funestato dall'incidente mortale di Lorenzo Bandini. Da segnalare l'esordio di alcune nuove vetture e motori. Su tutti la Eagle T1G con motore V12 Weslake. La McLaren ha definitivamente abbandonato il motore Ford di derivazione Indianapolis, ripiegando sul BRM 8 cilindri con cilindrata di soli 2.1 litri, in attesa di un motore a 12 cilindri, sempre BRM. ..

  • 1a vittoria per Denny HULME
  • 10a pole position per Jack BRABHAM
  • 1o podio per Chris AMON
  • 42o e ultimo Gran Premio per Lorenzo BANDINI
  • 7a vittoria per Brabham
  • 40o podio per Lotus
  • 1o Gran Premio per Matra
  • 5a vittoria per Repco
  • 10o podio per Repco
  • 44o e ultimo migliore giro per Climax
  • 1o Gran Premio per Ford Cosworth


Gran Premio di Monaco  - 1968

domenica 26 maggio 1968
80 giri x 3.145 km - 251.600 km
Il Gran Premio di Monaco 1968 fu una gara di Formula 1, disputatasi il 26 maggio 1968 sul Circuito di Montecarlo. Fu la terza prova del mondiale 1968 e vide la vittoria di Graham Hill su Lotus-Ford, seguito da Richard Attwood e da Lucien Bianchi, per quest'ultimo unico podio in carriera.
  • 12a vittoria per Graham HILL
  • 1o e unico podio per Lucien BIANCHI
  • 1o e unico podio per Dick ATTWOOD
  • 1o e unico migliore giro per Dick ATTWOOD
  • 10o e ultimo Gran Premio per Ludovico SCARFIOTTI
  • 32a vittoria per Lotus
  • 50o podio per Lotus
  • 58o e ultimo podio per Cooper
  • 7a vittoria per Ford Cosworth
  • 1o Gran Premio per Matra


Gran Premio di Monaco  - 1969

domenica 18 maggio 1969
80 giri x 3.145 km - 251.600 km

 Gran Premio di Monaco 1969,
XXVII Grand Prix Automobile de Monaco di Formula 1 e terza gara del campionato di Formula 1 del 1969, si è disputato il 18 maggio sul circuito di Montecarlo ed è stato vinto da Graham Hill su Lotus-Ford Cosworth, ultima vittoria in carriera per il pilota britannico.

 Vigilia

.Gli alettoni vengono banditi dopo gli incidenti scatenati nella gara precedente, il Gran Premio di Spagna. Verranno poi reintrodotti, anche se con specifiche limitazioni, nel gran premio successivo. Tale variazione regolamentare viene stranamente imposta il venerdì (giorno di riposo) dopo che il giovedì si era già svolta la prima giornata di prove. Sarà l'unico caso di variazione del regolamento tecnico durante lo svolgimento di un Gran Premio.
  • 14a e ultima vittoria per Graham HILL
  • 1a pole position per Jackie STEWART
  • 1o podio per Piers COURAGE
  • 36o e ultimo podio per Graham HILL
  • 35a vittoria per Lotus
  • 1a pole position per Matra
  • 128o e ultimo Gran Premio per Cooper
  • 18a vittoria per Ford Cosworth
  • 108o e ultimo Gran Premio per Maserati





Gran Premio di Monaco  - 1970

domenica 10 maggio 1970
80 giri x 3.145 km - 251.600 km
 Gran Premio di Monaco 1970,
XXVIII Grand Prix Automobile de Monaco di Formula 1 e terza gara del campionato di Formula 1 del 1970, si è disputato il 10 maggio sul circuito di Montecarlo ed è stato vinto da Jochen Rindt su Lotus-Ford Cosworth.

 Qualifiche
Al termine delle qualifiche la prima fila era tutta appannaggio delle March, con quella della Tyrrell pilotata da Jackie Stewart in pole position, affiancata da Chris Amon. Al terzo posto la McLaren di Denny Hulme e al quarto la Brabham di Jack Brabham, mentre alle loro spalle era la Ferrari di Jacky Ickx e la prima delle Lotus era quella di Jochen Rindt in ottava posizione.

 Gara
La gara si svolse in un clima soleggiato con pista asciutta, nonostante avesse piovuto nei giorni precedenti. Al via Stewart prese il comando, con Amon, Brabham, Ickx e Jean-Pierre Beltoise alle sue spalle; al secondo giro Beltoise superò Ickx. Stewart prese vantaggio e la classifica rimase invariata fino al dodicesimo giro, quando Ickx fu costretto al ritiro dalla rottura di un semiasse. Al 22º giro Beltoise, che nel frattempo era salito al quarto posto, si ritirò per problemi alla trasmissione e nello stesso giro Brabham prese il secondo posto a discapito di Amon. Sembrava che Stewart potesse gestire il vantaggio per poi bissare il successo ottenuto nella gara precedente in Spagna, ma al 27º giro fu costretto al ritiro dal motore della sua March che cominciò a perdere colpi. Così Brabham prese il comando, seguito da Amon, Hulme e Rindt, che era risalito al quarto posto combattendo nelle retrovie, mentre il debuttante Peterson era al settimo posto e i commissari erano impegnati a ripulire l'olio lasciato in pista dal motore rotto della BRM di Jackie Oliver.Nel frattempo Hulme ebbe problemi con la trasmissione della sua McLaren, che non manteneva inserito il rapporto selezionato, perdendo posizioni a favore di Rindt e Henri Pescarolo; al 62º giro la sospensione di Amon si ruppe, costringendolo al ritiro e lasciando il secondo posto all'austriaco della Lotus a nove secondi di distacco da Brabham.
A questo punto Rindt forzò il ritmo e negli ultimi giri si ritrovò alle spalle dell'australiano, che però sembrava resistere agli attacchi dell'avversario, fin quando avvenne l'incredibile: Brabham lasciò la traiettoria ideale per poter evitare una vettura lenta mentre si avvicinava alla "Gazomètre" (la "curva del Gasometro"), l'ultima curva dell'ultimo giro, e così facendo finì sullo sporco e sbandò andando a sbattere contro le balle di paglia e cedendo la vittoria a Rindt, che fu salutata dal team manager della Lotus Colin Chapman con un gran salto di gioia. Brabham fece una rapida retromarcia e si rimise in gara, finendo al secondo posto, seguito da Pescarolo con la Matra, Hulme, Graham Hill (che era partito dall'ultimo posto in griglia) e da Pedro Rodríguez.

  • 2a vittoria per Jochen RINDT
  • 1o e unico podio per Henri PESCAROLO
  • 3o e ultimo migliore giro per Jochen RINDT
  • 1o Gran Premio per Ronnie PETERSON
  • 98o e ultimo Gran Premio per Bruce McLAREN
37a vittoria per Lotus
  • 29a vittoria per Ford Cosworth
  • 30o migliore giro per Ford Cosworth



Gran Premio di Monaco  - 1971

domenica 23 maggio 1971
80 giri x 3.145 km - 251.600 km
 Gran Premio di Monaco 1971,
XXIX Grand Prix Automobile de Monaco di Formula 1 e terza gara del campionato di Formula 1 del 1971, si è disputato il 23 maggio
sul circuito di Montecarlo ed è stato vinto da Jackie Stewart su Tyrrell-Ford Cosworth.

 Resoconto

Le qualifiche si sono svolte sul bagnato, con Andretti particolarmente sfortunato in quanto la sua auto si fermò in pistae non fu in grado di qualificarsi nonostante fosse al secondo del mondiale di F1. Jackie Stewart ottenne una splendida pole position con più di un secondo davanti a Jacky Ickx e in gara, sfruttò il vantaggio seguito da Jo Siffert, autore di una splendida partenza, Ickx, Pedro Rodríguez, Ronnie Peterson e Denny Hulme. Chris Amon restò fermo sulla griglia e Graham Hill - alla ricerca di un 6 ° vittoria a Monaco - commise un raro errore, colpendo il muro alla curva del Tabaccaio
 al 2 ° giro. Stewart aumentò il suo vantaggio su Siffert e Ickx, arrivando a vincere per la seconda volta il Gran Premio monegasco dopo quella del 1966. Peterson fu autore di una splendida gara, con i suoi tentativi coraggiosi di prendere il 4 ° posto a Rodríguez. Hulme si unì alla battaglia.
Alla fine il messicano sempre sotto pressione, fu passato sia da Peterson e Hulme. .

  • 1o podio per Ronnie PETERSON
  • 14a vittoria per Jackie STEWART
  • 2a vittoria per Tyrrell


Gran Premio di Monaco  - 1972

domenica 14 maggio 1972
80 giri x 3.145 km - 251.600 km

 Gran Premio di Monaco 1972
 XXX Grand Prix Automobile de Monaco di Formula 1 e quarta gara del campionato di Formula 1 del 1972, si è disputato il 14 maggio
 sul circuito di Montecarlo ed è stato vinto da Jean-Pierre Beltoise su BRM.


 Aspetti sportivi

Rispetto al precedente Gran Premio, la Ferrari e la McLaren dovettero rinunciare ai loro piloti Mario Andretti e Peter Revson, entrambi americani, perché impegnati in occasione della 500 miglia di Indianapolis. La squadra italiana si limitò a lasciare un posto vacante e schierò solo due vetture, mentre la McLaren sostituì Revson con l'inglese Brian Redman. Dal canto suo la BRM operò un cambio tra lo spagnolo Soler-Roig e l'austriaco Helmut Marko.
Si iscrisse nuovamente la Tecno, questa volta con 2 vetture per Nanni Galli e l'inglese Derek Bell. Anche in questo caso purtroppo la squadra bolognese non riuscì a schierare le 2 vetture e venne nuovamente costretta a dare forfait.

Resoconto

Nella prima giornata di prove, partita con mezzora di ritardo a causa dei contrasti tra organizzatori, piloti e costruttori, Jacky Ickx realizzò i migliori parziali, girando in 1'23"3, staccando di due decimi Denny Hulme e di mezzo secondo Jackie Stewart, costretto a girare con la vettura di riserva A testimoniare le buone prestazioni della casa di Maranello vi fu anche il quarto posto di Regazzoni. Lotus e McLaren si nascosero nella prima sessione, ma mostrarono buon equilibrio aerodinamico e venivano indicate tra le possibili pretendenti alla vittoria della gara. Molto più problematica era la situazione della BRM, in difficoltà nella ricerca dell'assetto ideale; in particolare Peter Gethin fu costretto ad interrompere le prove per un incendio sviluppatosi sulla sua vettura. Anche François Cevert ebbe diversi problemi e non andò oltre l'ultimo posto, accusando un distacco di sedici secondi da Ickx. Non parteciparono, invece, alla sessione Graham Hill e Rolf Stommelen, le cui vetture sarebbero giunte sul circuito la giornata seguente.
La giornata di venerdì, al contrario di quella di giovedì, presentava un tempo incerto, ragion per cui gran parte dei piloti scese subito in pista per realizzare un tempo cronometrato. Ad avere la meglio fu Emerson Fittipaldi che inanellò una serie di giri veloci, fino a realizzare il suo miglior parziale in 1'21"4, battendo il precedente record della pista appartenente a Jackie Stewart. Il brasiliano, nonostante la soddisfazione del risultato e pur riconoscendo i progressi della vettura, rimase prudente sulla gara dell'indomani. 
Dietro di lui, staccati di pochi decimi, si piazzarono Ickx e Regazzoni, confermando i buoni risultati ottenuti il giovedì. A chiudere i primi sei Beltoise, Amon e Peter Gethin. Soltanto ottavo Stewart, rallentato da un problema all'alimentazione sulla propria vettura, davanti a Pescarolo, primo tra i piloti della March.La sessione di sabato, invece, si svolse sotto una pioggia battente che di fatto congelò i tempi ottenuti il venerdì. Il più veloce fu Ickx, dato per favorito in vista della gara vista la sua abilità sul bagnato, che fu in grado di girare in 1'45"3, staccando di pochi decimi Regazzoni e di oltre un secondo Fittipaldi.

  • 1a e unica vittoria per Jean-Pierre BELTOISE
  • 17a e ultima vittoria per BRM
  • 110o podio per Ford Cosworth



Gran Premio di Monaco  - 1973

domenica 3 giugno 1973
78 giri x 3.278 km - 255.684 km
Gran Premio di Monaco 1973

 XXXI Grand Prix Automobile de Monaco di Formula 1 e sesta gara del campionato di Formula 1 del 1973, si è disputato il 3 giugno
 sul circuito di Montecarlo ed è stato vinto da Jackie Stewart su Tyrrell-Ford Cosworth.

  • 25a vittoria per Jackie STEWART
  • 40o podio per Jackie STEWART
  • 1o Gran Premio per James HUNT
  • 14a vittoria per Tyrrell
  • 10a pole position per Tyrrell
57a vittoria per Ford Cosworth



Gran Premio di Monaco  - 1974

domenica 26 maggio 1974
78 giri x 3.278 km - 255.684 km

Gran Premio di Monaco 1974,
 XXXII Grand Prix Automobile de Monaco di Formula 1 e sesta gara del campionato di Formula 1 del 1974, si è disputato il 26 maggio
 sul circuito di Montecarlo ed è stato vinto da Ronnie Peterson su Lotus-Ford Cosworth.

 Resoconto

Al via Regazzoni brucia Lauda e si porta al comando della corsa seguito da Lauda, Jarier e Peterson, alla curva del Massenet Beltoise tocca Hulme, "l'Orso" si intraversa, Merzario che gli è dietro frena e succede l'ammucchiata, Sette vetture sono coinvolte: Merzario, Brambilla, Beltoise, Pace, Schenken Redman e Schuppan fortunatamente nessuno riporta danni fisici. Al termine del primo giro Regazzoni mantiene il comando seguito da Lauda, Jarier, Peterson, Reutemann, Scheckter, Hunt e Hailwood. Al 4º giro Stuck dopo aver superato Hailwood prova a superare anche Hunt alla discesa che porta al Mirebeau, ma Hunt chiude la porta e le due vetture si toccano, la March di Stuck si alza da terra urta il muretto e prosegue la sua corsa strisciando sul marciapiede per poi attraversare la pista e andare a sbattere contro le barriere al Mirebeau. La March è distrutta ma Stuck fortunatamente è indenne. All'11º giro anche Hailwood è vittima di un incidente al Casinò andando a sbattere contro il guard rail piegandolo e finendo sopra di essi. Intanto le due Ferrari fanno gara a sé con Regazzoni al comando seguito da Lauda, l'austriaco cerca di innervosirlo e al 21º giro il colpo di scena. Regazzoni alla Rascasse finisce in testa coda e precipita in 8ª posizione. Intanto Peterson (che nei primi giri era finito in 11ª posizione per un testacoda) rimonta furiosamente fino a portarsi in 3ª posizione. al 23º giro supera Jarier e si porta al 2º posto. Al 28º giro un altro colpo di scena Niki Lauda si ferma ai box con problemi all'iniezione, i meccanici gli sistemano le candele e riparte ma si fermerà dopo qualche giro. Ronnie Peterson guida la corsa indisturbato e va a vincere davanti a Scheckter, Jarier, Regazzoni, Fittipaldi e Watson.
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  • 5a vittoria per Ronnie PETERSON
  • 1o podio per Jean-Pierre JARIER
55a vittoria per Lotus 71a vittoria per Ford Cosworth



Gran Premio di Monaco  - 1975

domenica 11 maggio 1975
75 giri x 3.278 km - 245.850 km

GP di Monaco 1975 - Hill sale per l'ultima volta su una vettura di Formula 1
Il Gran Premio di Monaco 1975 è stata la quinta prova della stagione 1975 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 11 maggio 1975 sul Circuito di Montecarlo. La gara è stata vinta dall'austriaco Niki Lauda su Ferrari; per il vincitore si trattò del terzo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo i brasiliani Emerson Fittipaldi su McLaren-Ford Cosworth e Carlos Pace su Brabham-Ford Cosworth.

Il gran premio venne premiato col Race Promoters' Trophy, quale gran premio meglio organizzato della stagione.Fu la prima edizione per tale premio.


 Aspetti tecnici

Le polemiche scatenate dal tragico Gran Premio di Spagna portarono la federazione a immediate contromisure per aumentare la sicurezza del circuito monegasco, vista anche la vicinanza degli spettatori al tracciato. Vennero montati guard-rail più alti, venne modificata una chicane, la griglia di partenza venne limitata a sole 18 vetture, contro le 25 previste.
La chicane dopo la galleria venne portata alla larghezza di 11 metri, mentre alcuni piloti, tra cui Emerson Fittipaldi avevano chiesto fosse ristretta a 9 metri per obbligare le vetture a una maggiore frenata. Di diverso parere Ronnie Peterson che aveva invece suggerito mantenerla ai 14 metri.
La McLaren introdusse un meccanismo di regolazione manuale della durezza della barra antirollio, azionato dallo stesso pilota.

 Aspetti sportivi

Jacques Laffite tornò alla Williams; fece il debutto nel mondiale di Formula 1 lo svedese Torsten Palm su una Hesketh della Polar Caravans. Graham Hill sostituì nella propria scuderia Rolf Stommelen, infortunatosi nel Gran Premio di Spagna. Henri Pescarolo, che mancava dal Gran Premio d'Italia 1974, venne iscritto sulla seconda Surtees, ma non prese parte alle qualifiche. .

 Resoconto

Al giovedì John Watson e Clay Regazzoni si scontrarono durante le prove: la Ferrari del ticinese andò in testacoda alla Piscine, rimanendo col muso nel senso opposto a quello del tracciato; la Surtees del britannico, per evitare l'urto frenò bruscamente, ma la vettura passò sopra l'alettone della vettura di Regazzoni prima di sbattere contro le barriere. Anche Lauda, sempre al giovedì, fu autore di un incidente alle Piscine, a causa di un piede incastrato nella pedaliera. Alla Surtees venne ordinato di togliere dalla vettura delle scritte favorevoli all'integrazione europea.

Per l'ultima volta Graham Hill tentò di qualificarsi ma senza successo: il 5 volte vincitore di Monaco non ce la fece per soli 0,37 secondi. Niki Lauda, su Ferrari, ottenne la seconda pole position di fila (e seconda di fila anche a Monaco, dopo la pole del 1974), ma la vera sorpresa fu la prima fila di Tom Pryce, sulla Shadow; Pryce, solo 12 mesi prima era stato considerato troppo inesperto per poter gareggiare a questi livelli. Jean-Pierre Jarier, sempre sulla Shadow, e Ronnie Peterson, su Lotus, composero la seconda fila.

Mark Donohue fu autore di un incidente alla Santa Devota, con la vettura che andò a sbattere contro il guard-rail a 160 km/h. La vettura subì un principio d'incendio. La gru, sollevandola dal tracciato, colpì un palo dell'illuminazione pubblica, tanto che le prove furono interrotte per mezz'ora.

  • 3a vittoria per Niki LAUDA
  • 30o podio per Emerson FITTIPALDI
53a vittoria per Ferrari
  • 75o migliore giro per Ford Cosworth


Gran Premio di Monaco  - 1976

domenica 30 maggio 1976
78 giri x 3.312 km - 258.336 km

Gran Premio di Monaco 1976
 La gara è stata vinta dall'austriaco Niki Lauda su Ferrari; per il vincitore si trattò dell'undicesimo successo nel mondiale

 Aspetti tecnici

Il circuito venne modificato alla Sainte Devote e all'ultima curva. Nel primo caso venne rallentata la velocità delle vetture con una curva più marcata verso sinistra, come richiesto dalla commissione di sicurezza dei piloti già nell'anno precedente. La Rascasse invece venne ingrandita e ritardata in modo da rendere più sicura l'entrata ai box. Le tribune eliminate da tali modifiche vennero sostituite da una nuova struttura presso la curva del Tabaccaio, e da altre in altri punti del tracciato. Alcuni piloti, tra cui Jacky Ickx e Clay Regazzoni criticarono queste modifiche.

Il ticinese affermò:

«Non serve a niente. Anzi, se prima sbagliavi la curva e toccavi di fianco, adesso ti infili dritto nel guardrail e se uno davanti si gira te lo trovi proprio in mezzo. Tanto si arriva al casinò con la stessa velocità di prima]»

Arturo Merzario invece sottolineò la bontà delle modifiche e di come la nuova Santa Devota rallentasse le vetture prima dell'ascesa verso il Casinò.


 Resoconto

Nella prima giornata di prove fu Niki Lauda a far segnare il tempo migliore in 1'30"38, di 4 secondi più alto di quanto fatto segnare l'anno precedente, ciò a causa delle modifiche apportate al tracciato. Il ferrarista precedette i due piloti della Tyrrell Jody Scheckter e Patrick Depailler. Il francese però non poté partecipare alla seconda ora di prove per un guasto al cambio. La conformazione del tracciato preoccupava i tecnici della casa inglese per le grandi sollecitazioni che provocava al sistema della trasmissione. L'altro ferrarista, Clay Regazzoni, chiuse col quarto tempo e fu involontario protagonista di un incidente, quando venne spinto contro le barriere da Gunnar Nilsson su Lotus. Altro incidente anche per Vittorio Brambilla della March. La Copersucar di Emerson Fittipaldi fu danneggiata da un principio d'incendio ai box.

Anche al sabato Lauda confermò la pole (ventesima nel mondiale di F1), scendendo a 1'29"65, precedendo di 26 centesimi il suo compagno di scuderia, Clay Regazzoni. Il tempo attribuito all'elevetico non venne rilevato dai tecnici della Ferrari, tanto che si prospettò l'ipotesi che in realtà fosse stato fatto segnare dallo stesso Lauda. In seconda fila s'inseri Ronnie Peterson della March, che abbassò di circa tre secondi il tempo fatto al giovedì, e precedette così le due Tyrrell. Emerson Fittipaldi conquistò la quarta fila, mentre James Hunt, che nella prima parte della stagione aveva colto diverse pole, chiuse solo in settima fila. Brambilla scontò altri problemi tecnici al cambio, mentre la Brabham di Carlos Reutemann si fermò sulla pista con una batteria ormai fuori uso. Reutemann fu anche l'ultimo dei qualificati. Tra gli altri non si qualificò, per la seconda volta consecutiva, Jacky Ickx. Merzario fu invece penalizzato da un'uscita di pista alla mattina, che rovinò la vettura e non gli consentì di completare le prove..

  • 11a vittoria per Niki LAUDA
  • 20a pole position per Niki LAUDA
  • 10o podio per Jody SCHECKTER
  • 200o Gran Premio per Lotus
63a vittoria per Ferrari


Gran Premio di Monaco  - 1977

domenica 22 maggio 1977
76 giri x 3.312 km - 251.712 km
Il Gran Premio di Monaco 1977 è stata la sesta prova della stagione 1977 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 22 maggio 1977 sul Circuito di Montecarlo. La gara è stata vinta da Jody Scheckter, su Wolf-Ford Cosworth; per il vincitore si tratta del sesto successo in carriera. Ha preceduto sul traguardo l'austriaco Niki Lauda e l'argentino Carlos Reutemann, entrambi su Ferrari. Fu la centesima vittoria nel mondiale
 di F1 per una vettura motorizzata dalla Ford Cosworth..

 Aspetti tecnici

 Il 30 marzo venne presentato il progetto per la costruzione di un circuito stradale presso il Monte Fontana nel comune di Camporosso, in provincia di Imperia. Il tracciato, lungo 4.068 mt, avrebbe dovuto sostituire il Circuito di Montecarlo quale sede del Gran Premio di Monaco.

La Wolf tornò a impiegare il modello WR1, mentre la McLaren abbandonò per questo gran premio l'M26 e impiegò solo l'M23. La Brabham presentò un alettone posteriore molto più ampio, per garantire maggiore carico aerodinamico.

Resoconto

Nella prima giornata di prove il miglior tempo venne fatto segnare da Hans-Joachim Stuck, su Brabham in 1'30"73; il tedesco precedette il compagno di scuderia John Watson. La prima parte della giornata fu nuvolosa, mentre la pioggia arrivò sul circuito nel pomeriggio, non permettendo ai piloti di migliorare i tempi della sessione della mattina. Niki Lauda chiuse quarto, ma venne rallentato dalla rottura di un giunto della trasmissione che lo costrinse a usare il muletto. Mario Andretti, su Lotus, che aveva vinto gli ultimi due gran premi, si lamentò per il surriscaldamento delle testate in magnesio del motore.Al sabato venne cambiato il motore sullaFerrari di Lauda, mentre i tre nuovi motori Ford Cosworth DFV, che presentavano un ridisegno della meccanica, venne montati sulle vetture di Mario Andretti, James Hunt e Ronnie Peterson. Il tempo fu soleggiato e ciò consentì ai piloti di migliorare i tempi del giovedì. La pole venne fatta, per la prima volta nella carriera, da John Watson. Era dal 1951, con Juan Manuel Fangio a Monza, che una vettura spinta da un motore Alfa Romeo non otteneva la partenza al palo in una gara del mondiale, mentre lo stesso Watson aveva ottenuto la pole anche nella Race of Champions, disputata a marzo, e non valida per il mondiale. In prima fila vi fu Jody Scheckter (il sudafricano danneggiò però la sua Wolf toccando le barriere alle curve della Piscina), mentre la seconda fu appannaggio di Carlos Reutemann e Ronnie Peterson. 
Andretti chiuse decimo e fu protagonista di un incidente al Casinò, senza conseguenza fisiche]Clay Regazzoni, dell'Ensign, non prese
 parte alla seconda giornata di prove, ma preferì volare negli Stati Uniti, per tentare di qualificarsi alla 500 Miglia di Indianapolis..

  • 6a vittoria per Jody SCHECKTER
  • 1a pole position per John WATSON
  • 1o Gran Premio per Riccardo PATRESE
  • 2a vittoria per Wolf
  • 1o migliore giro per Wolf
  • 100a vittoria per Ford Cosworth
  • 90o migliore giro per Ford Cosworth



Gran Premio di Monaco  - 1978

domenica 7 maggio 1978
75 giri x 3.312 km - 248.400 km
 Gran Premio di Monaco 1978
 La gara è stata vinta dal francese Patrick Depailler su Tyrrell-Ford Cosworth; per il vincitore si trattò del primo successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo l'austriaco Niki Lauda su Brabham-Alfa Romeo e il sudafricano Jody Scheckter su Wolf-Ford Cosworth.

 Aspetti tecnici

Dopo le due vittorie ottenute dagli pneumatici Michelin, nei primi quattro gran premi, l'altra fornitrice di gomme del mondiale, la Goodyear, organizzò una sessione di test a Jarama, vicino Madrid, tra il 18 e il 20 aprile, indirizzato a tutte le sue scuderie clienti (tutte quelle partecipanti al campionato tranne Ferrari e Renault). Niki Lauda e Jody Scheckter affermarono, a seguito dei test, di essere però poco ottimisti in merito ai progressi delle gomme. Il più rapido dei test fu Jacques Laffite della Ligier in 1'18"4, seguito a ruota da Mario Andretti della Lotus, staccato di circa un decimo] La casa inglese portò, nelle prove di Jarama, anche il nuovo modello 79.

Il pilota della Shadow Clay Regazzoni propose uno sciopero dei piloti contro il trattamento che la Goodyear, a suo dire, riservava alle scuderie meno importanti.[6] Una protesta simile venne proposta da Laffite dopo che la Goodyear aveva fornito, per il Gran Premio, degli pneumatici evoluti solo a Mario Andretti e Niki Lauda.

Nella gara monegasca fecero l'esordio la Ligier JS9 e la Surtees TS20, anche se, quest'ultima, per il solo Vittorio Brambilla. La Wolf impiegò nuovamente la WR1, mentre la Shadow fornì la DN9 anche a Clay Regazzoni. La scuderia privata Liggett Group/B&S Fabrications impiegò una McLaren M26, per sostituire la vecchia M23.

La Ferrari 312 T3 venne aggiornata nell'aerodinamica, grazie anche al lavoro effettuato nella galleria del vento della Pininfarina. Vennero ritoccati le fiancate, il musetto e anche l'alettone posteriore. Anche le altre vetture affinavano meglio l'aspetto aerodinamico, al fine di creare una depressione nella parte inferiore della monoposto alla ricerca di una migliore aderenza al suolo

 Resoconto

Nelle prove del giovedì il migliore fu il ferrarista Carlos Reutemann, in 1'28"34, che precedette di mezzo secondo Niki Lauda. La Ferrari, favorita dalla Michelin, portò anche Gilles Villeneuve al quarto posto. Nel corso delle prove, l'ex campione del mondo, lo scozzese Jackie Stewart, compì dei giri con una Tyrrell su cui era stata montata una cinepresa, per effettuare delle riprese del tracciato, dall'abitacolo. Per tale ragione la durata della sessione venne così prolungata di dieci minuti. Nella seconda sessione Mario Andretti testò una Lotus 79, anche se il pilota italomericano era indeciso se utilizzarla per la gara, a causa di problemi di affidabilità.

Al sabato nessuno fu capace di abbassare il tempo fatto segnare al giovedì da Reutemann (anche per la maggiore umidità e l'arrivo delle nuvole), che così conquistò la quarta pole nel mondiale, la seconda consecutiva. In prima fila si trovò assieme a John Watson della Brabham, mentre la seconda fila fu ad appannaggio di Niki Lauda e Mario Andretti (che utilizzò la vecchia Lotus 78). Watson beffò il suo compagno di scuderia Lauda per un solo centesimo, con un tempo ottenuto negli ultimi cinque minuti della sessione pomeridiana.

Vi furono diversi incidenti: John Watson e Gilles Villeneuve ruppero delle sospensioni toccando i guard-rail, e anche Riccardo Patrese colpì le barriere distruggendo la sua vettura alla curva del Casinò. Il padovano fu poi costretto a utilizzare la vettura del compagno di scuderia, Rolf Stommelen, a sua volta menomato da due fratture alle costole che misero in dubbio la sua presenza per il gran premio. La Goodyear fornì un nuovo tipo di gomme anche per la Ligier e l'Arrows.
1a vittoria per Patrick DEPAILLER
  • 21a vittoria per Tyrrell
  • 10o podio per Wolf
  • 80o podio per Brabham
  • 150o Gran Premio per McLaren
111a vittoria per Ford Cosworth



Gran Premio di Monaco  - 1979

domenica 27 maggio 1979
76 giri x 3.312 km - 251.712 km

Patrick Depailler / Didier Pironi

Il Gran Premio di Monaco 1979 è stata la settima prova della stagione 1979 del Campionato mondiale di Formula 1. Si è corsa domenica 27 maggio 1979 sul Circuito di Montecarlo . La gara è stata vinta dal sudafricano Jody Scheckter, su Ferrari; per il vincitore si trattò del nono successo nel mondiale.
Ha preceduto sul traguardo lo svizzero Clay Regazzoni su Williams-Ford Cosworth e l'argentino Carlos Reutemann su Lotus-Ford Cosworth.
 Ultima partecipazione di James Hunt (Wolf) ad una gara di F. 1 valida per il campionato mondiale.

 Aspetti tecnici

La Lotus utilizzò nuovamente, per il solo Mario Andretti, il modello 80,
mentre la Renault fornì la RS10 anche a René Arnoux. La Wolf utilizzò la WR7.

Resoconto

La prima giornata di prove vide davanti il duo della Scuderia Ferrari, con Gilles Villeneuve che segnò 1'26"91, davanti a Jody Scheckter, staccato di oltre quattro decimi. Terzo chiuse Niki Lauda, circa un secondo più lento del sudafricano. Il tempo di Villeneuve fu di un secondo e 43 centesimi più basso del tempo ottenuto da Carlos Reutemann l'anno precedente. Scheckter si lamentò per le manovre di Patrick Depailler, che lo ostacolarono nei suoi miglior tentativo. Le vetture gommate dalla Goodyear venne penalizzate da uno sciopero nella fabbrica inglese della casa americana, che non consentì l'arrivo delle coperture da qualifica.

Nelson Piquet accusò della nausea al termine della sessione mentre, durante le prove, Carlos Reutemann semidistrusse la sua vettura sbattendo contro le barriere. Altri incidenti videro protagonisti Alan Jones e Didier Pironi.

L'esperimento della Renault, in merito al doppio turbocompressore, non ebbe successo in quanto la vettura scaricava a terra troppa potenza: sulle vetture, inoltre, si staccarono i perni della ruota posteriore destra.

Al sabato le due vetture di Maranello furono capaci di migliorarsi ancora, pur con Villeneuve che scontò dei problemi tecnici all'iniezione che gli fecero perdere quarantacinque minuti della sessione ufficiale. Jody Scheckter conquistò la pole, la sua terza e ultima nel mondiale di F1, la prima dal Gran Premio di Germania 1977, precedendo il suo compagno di scuderia di 7 centesimi. La seconda fila venne conquistata da Patrick Depailler, staccato di quasi 7 decimi dal poleman, e Niki Lauda.
  • 9a vittoria per Jody SCHECKTER
  • 3a e ultima pole position per Jody SCHECKTER
  • 4o e ultimo migliore giro per Patrick DEPAILLER
  • 92o e ultimo Gran Premio per James HUNT
  • 77a vittoria per Ferrari
  • 250o Gran Premio per Lotus
  • 77a vittoria per Ferrari
  • 110o migliore giro per Ford Cosworth




Gran Premio di Monaco  - 1980

domenica 18 maggio 1980
76 giri x 3.312 km - 251.712 km

 Il Gran Premio di Monaco 1980 è stata la trentottesima edizione del Gran Premio di Monaco, sesta prova della stagione 1980 del Campionato mondiale di Formula 1. La gara, disputata domenica 18 maggio 1980 sul Circuito di Montecarlo, è stata vinta dall'argentino Carlos Reutemann, su Williams-Ford Cosworth che ha preceduto sul traguardo il francese Jacques Laffite su Ligier-Ford Cosworth e il brasiliano Nelson Piquet su Brabham-Ford Cosworth. Per il vincitore si è trattato del decimo successo nel mondiale.


 Gara

Nelle libere del mattino Emerson Fittipaldi uscì di pista, danneggiando pesantemente la sua vettura, che però venne riparata per tempo. Stesso incidente anche per Bruno Giacomelli, poco dopo la curva del Casinò.

La partenza fu caratterizzata da un grosso incidente innescato da Derek Daly. L'irlandese della Tyrrell, alla curva di Sainte Devote, tamponò ad alta velocità Bruno Giacomelli, la sua monoposto s'impennò e ricandendo colpì la McLaren di Alain Prost e l'altra Tyrrell di Jean-Pierre Jarier, che a sua volta, toccò la monoposto di Nelson Piquet. Tranne il brasiliano tutti gli altri piloti coinvolti furono costretti al ritiro anzitempo. L'accaduto venne pesantemente criticato da Jean-Marie Balestre, presidente della FISA.

La gara veniva guidata da Didier Pironi, davanti ad Alan Jones, Carlos Reutemann, Jacques Laffite, Patrick Depailler e Nelson Piquet. Tutti i piloti che non avevano potuto evitare l'imbuto che si era creato alla partenza, per l'incidente di Daly, subivano un forte ritardo rispetto ai primi. La classifica rimase, di fatto, congelata per 25 giri, quando Alan Jones fu costretto al ritiro per la rottura della trasmissione.

La Ferrari scontava i soliti problemi con gli pneumatici tanto che Scheckter si ritirò al 27º giro e Villeneuve fu costretto a un pit stop per sostituire le coperture al giro 22, cosa che lo aveva fatto retrocedere in quattordicesima posizione. Il canadese fu protagonista di un ottimo recupero, che lo portò in nona posizione al giro 50.

La Ligier di Pironi iniziò a essere pressata dalla Williams di Reutemann, secondo. Causa un testacoda al giro 46, Elio De Angelis, sesto, perse due posizioni. La pioggia fece la sua comparsa sul tracciato monegasco. Depailler ruppe il motore al cinquantunesimo giro e si ritirò mentre era quarto. Entrò in zona punti Jochen Mass, quinto, seguito da Mario Andretti. Al 54º giro un incidente nelle retrovie tra René Arnoux e Riccardo Patrese, portò a forti critiche dal francese, costretto al ritiro, nei confronti del padovano.

Didier Pironi, al 55º giro, mentre affrontava la curva del Casinò non riuscì a mettere una marcia, scivolò contro il guardrail e ruppe una sospensione. Passò così a condurre Reutemann, davanti a Laffite, Piquet, Jochen Mass, Mario Andretti e De Angelis. Negli ultimi giri Mario Andretti fu costretto a una sosta ai box, che gli fece perdere la possibilità di entrare in zona punti. Nel giro 69, causa della pista scivolosa, De Angelis andò a sbattere al Casinò, ritirandosi.

Nelle primissime posizioni non cambiò nulla: Carlos Reutemann festeggiò la prima vittoria dell'anno, davanti a Laffite, Piquet. Seguivano Mass, Villeneuve e Emerson Fittipaldi. Per il brasiliano si trattò dell'ultimo dei 281 punti guadagnati in carriera, ponendolo, all'epoca, al quarto posto nella classifica di tutti i tempi.

  • 10a vittoria per Carlos REUTEMANN
  • 1a pole position per Didier PIRONI
7a vittoria per Williams 129a vittoria per Ford Cosworth


Gran Premio di Monaco  - 1981

domenica 31 maggio 1981
76 giri x 3.312 km - 251.712 km

Gran Premio di Monaco 1981
 La gara è stata vinta dal canadese Gilles Villeneuve su Ferrari; per il vincitore si trattò del quinto successo nel mondiale.

  Resoconto

Il via della gara venne posticipato in quanto un incendio aveva colpito, verso le 14:15 (un'ora e un quarto prima dell'ora fissata per la partenza) le cucine dell'Hotel Loews, struttura attigua al tracciato, tanto da dare il nome al tornatino dopo il Mirabeau alto. L'acqua usata per spegnare l'incendio aveva reso umida la pista all'interno del Tunnel e vi era il pericolo di crolli. Ciò mise in dubbio la stessa tenuta del gran premio. La gara venne inizialmente posticipata di soli cinque minuti, poi ulteriormente fermata. Alle 16:10 il direttore di gara radunò i piloti chiedendo loro di effettuare due giri di ricognizione per valutare lo stato della pista. veniva deciso di porre delle bandiere gialle lungo l'interno Tunnel al fine di vietare i sorpassi in quel tratto. 
Il gran premio partì così con quasi un'ora di ritardo.

Al via Nelson Piquet scattò in testa, mentre Andrea De Cesaris e Mario Andretti, i due dell'Alfa Romeo si eliminarono a vicenda alla salita del Massenet. Dietro al brasiliano vi erano Gilles Villeneuve, Nigel Mansell, Carlos Reutemann, Alan Jones, Riccardo Patrese e Elio De Angelis.

Al giro 14 quando Mansell ebbe un'indecisione proprio al tornante del Loews, Reutemann lo tamponò nel posteriore, piegando l'ala anteriore. L'argentino rientrò ai box e sprofondò in classifica, mentre l'inglese fu costretto al definitivo ritiro.

Alan Jones passò Villeneuve alla S. Devote nel corso del giro numero 20. Cinque tornate dopo fu il turno di Riccardo Patrese a passare il canadese. Il padovano dell'Arrows si ritirò al giro 29 per un problema al cambio. Al 32esimo giro si ritirarono il sesto René Arnoux (sbatté contro il guardrail) e Elio De Angelis quarto (motore) e Reutemann (cambio), ma ormai lontano dalla zona punti.

Ora Nelson Piquet guidava su Alan Jones, Gilles Villeneuve più staccato, poi Jacques Laffite e Watson ancora più staccati dal brasiliano. In testa il duello era vivo e proseguì per diversi giri. Al giro 53 Piquet era vicino al doppiaggio di Eddie Cheever e Patrick Tambay. Il primo passò la Theodore al Tabaccaio: Piquet, nel tentativo di passare anche lui, andò a frenare sulla parte più esterna della pista. La Brabham colpì contro il guardrail e il brasiliano fu costretto al ritiro. Nello stesso giro si ritirò per un guasto del motore Watson, che era quinto. Al giro 56 Marc Surer entrò in zona punti passando Patrick Tambay.

Negli ultimi giri Alan Jones, che scontava problemi di pescaggio del carburante, perse molto tempo; al giro 67 si fermò ai box per un rabbocco di benzina. A quattro giri dal termine Villeneuve, in grande rimonta, lo superò proprio sul traguardo.

Vince così il canadese (alla quinta vittoria in carriera) davanti a Jones, Jacques Laffite, Didier Pironi, Eddie Cheever e Marc Surer ancora a punti con la Ensign. Era dal Gran Premio degli Stati Uniti-Est 1979 che la Ferrari non vinceva un gran premio.

  • 5a vittoria per Gilles VILLENEUVE
  • 10o podio per Gilles VILLENEUVE
  • 10o migliore giro per Alan JONES
  • 25a pole position per Brabham
  • 50o Gran Premio per Arrows
80a vittoria per Ferrari


Gran Premio di Monaco  - 1982

domenica 23 maggio 1982
76 giri x 3.312 km - 251.712 km
Gran Premio di Monaco 1982
 La gara è stata vinta dall'italiano Riccardo Patrese su Brabham-Ford Cosworth; per il vincitore si trattò del primo successo in carriera.

 Aspetti tecnici

Dopo la morte di Gilles Villeneuve i piloti accusarono la scarsa sicurezza delle monoposto. Vennero messe sotto accusa le "minigonne", le bandelle laterali fissate nella parte bassa della vettura, che avevano il compito di creare una depressione che aumentasse la velocità delle vetture stesse. Quando però le minigonne si staccavano dalla vettura, per un impatto, la monoposto diventava ingovernabile e senza aderenza, rischiando di volare in aria. Vennero messi sotto accusa anche i freni, le gomme e in generale l'aumento di potenza e velocità che si erano riscontrati negli ultimi anni. Lo stesso pilota canadese aveva evidenziato questi rischi parlando con dei giornalisti belgi prima della gara di Zolder.Nelson Piquet, campione del mondo in carica, puntò il dito in particolare sulla scarsa sicurezza della Ferrari 126 C2, affermando che, se fosse capitato a lui l'incidente con la sua Brabham, non sarebbe deceduto.

La Brabham tornò ad impiegare la BT49D a motore Ford Cosworth DFV con Riccardo Patrese, mentre Nelson Piquet proseguì a utilizzare la BT50 a motore turbo BMW. La Ligier portò all'esordio il modello JS19. Gli alettoni della vettura francese però vennero trovati non regolamentari, costringendo così la scuderia a modificarne la larghezza.

Da questa gara la March abbandonò l'uso degli pneumatici Pirelli, per utilizzare gli Avon, come già testato nelle settimane precedenti. La Theodore Racing, invece, sostituì gli Avon con i Goodyear. 

 Gara

Al via René Arnoux mantenne il comando seguito da Bruno Giacomelli, Riccardo Patrese e Alain Prost. Al secondo giro Prost, sul rettilineo d'arrivo, riuscì a superare Patrese e si portò al 3º posto; Giacomelli, due giri dopo, fu costretto ai box, a causa della rottura del semiasse: le due Renault si trovarono così a comandare la gara. Seguivano Patrese, Didier Pironi, Andrea De Cesaris, Michele Alboreto e Keke Rosberg.

Al quindicesimo passaggio Arnoux perse il controllo della sua Renault alle Piscine, finendo in testacoda: il motore si spense e fu costretto al ritiro. Alain Prost passò così a condurre. I primi quattro della classifica erano vicini, compresi in sette secondi. Subito dietro, al giro 22, Keke Rosberg passò Alboreto.

Il gruppetto di testa si trovò, al 33º giro, a doppiare Elio De Angelis: Prost e Patrese lo superarono senza problemi, mentre Pironi provò a infilarlo alla Rascasse; nella manovra la monoposto del francese urtò la ruota della Lotus e danneggiò il musetto. Il danno tuttavia non fu importante tanto che il francese proseguì la sua gara. Nelle prime posizioni la classifica non vide mutamenti fino al giro 66, quando Rosberg (5°), si ritirò per un problema alle sospensioni, seguito 4 giri dopo, anche da Alboreto. Quinto era così Derek Daly e sesto Elio De Angelis.

Attorno al 70º giro, sul tracciato, iniziò a cadere una leggera pioggia (tanto che i commissari erano già pronti ad esporre la bandiera rossa per interrompere la gara): a farne le spese per primo fu il battistrada Alain Prost che, al giro 74 (a tre tornate dalla conclusione del gran premio) nel tentativo di doppiare Marc Surer, sbatté contro il guard-rail, dopo essere andato in testacoda alla chicane del porto.

Dopo questo ritiro la gara visse dei momenti concitati. Leader della gara diventò Riccardo Patrese, che però si girò, poco dopo, al tornante Loews, spegnendo il motore; passò perciò al comando Didier Pironi, che venne tradito dalla batteria scarica della sua Ferrari, che si fermò sotto il tunnel, nel corso dell'ultimo giro. Al comando sarebbe passato dunque un altro pilota italiano, Andrea De Cesaris, con l'Alfa Romeo, che rimase senza benzina pochi istanti dopo l'abbandono di Pironi. In testa potrebbe porsi l'irlandese Derek Daly, che era attardato di un giro, ma il pilota della Williams toccò le barriere e si fermò alla Rascasse, prima di iniziare l'ultimo giro.

Patrese, nel frattempo, era riuscito a ripartire, anche grazie l'aiuto dei commissari e al fatto che in quel punto la pista fosse in discesa, cosa che gli consentì di riavviare il motore della sua Brabham e, unico tra tutti i piloti partecipanti, tagliò il traguardo] a pieni giri: era dal 1975 (Vittorio Brambilla nel Gran Premio d'Austria) che un italiano non vinceva una corsa mondiale. Patrese fu anche il primo pilota italiano a vincere un'edizione del Gran Premio di Monaco valida quale prova del Campionato mondiale di Formula 1. Nel caos finale non fu subito chiaro chi avesse vinto, tanto che alla Lotus spinsero anche De Angelis ad andare sul podio e lo stesso Patrese, solo una volta concluso il giro d'onore ed aver arrestato la macchina davanti al podio, venne informato della vittoria. Per le posizioni di rincalzo, il secondo posto venne assegnato a Pironi davanti a De Cesaris.

 I due pur ritirati avevano compiuto 75 giri su 76 in un tempo minore dei doppiati Mansell e De Angelis, che occuparono la quarta e la quinta posizione. Sesto viene classificato Daly, malgrado il ritiro, a due giri.

Poco prima che venisse ufficializzato l'ordine d'arrivo ufficiale James Hunt, che commentava la gara per la BBC, esclamò: "Ebbene noi siamo in questa situazione ridicola in cui siamo tutti seduti sulla linea del traguardo in attesa dell'arrivo di un vincitore e non ci sembra di averne uno!".

Riccardo Patrese fu il sessantanovesimo pilota ad aggiudicarsi un gran premio valido per il mondiale di F1. Patrese ottenne anche il suo primo giro veloce, mentre Andrea De Cesaris conquistò il suo primo podio iridato. Era dal Gran Premio d'Italia 1955 che due italiani non finivano sul podio nella stessa gara del mondiale. Patrese dedicò il suo successo, tra gli altri, anche a Gilles Villeneuve.

  • 5a vittoria per Gilles VILLENEUVE
  • 10o podio per Gilles VILLENEUVE
  • 10o migliore giro per Alan JONES
  • 25a pole position per Brabham
  • 50o Gran Premio per Arrows
80a vittoria per Ferrari


Gran Premio di Monaco  - 1983

domenica 15 maggio 1983
76 giri x 3.312 km - 251.712 km
Gran Premio di Monaco 1983
La gara è stata vinta dal finlandese Keke Rosberg su Williams-Ford Cosworth; per il vincitore si trattò del secondo successo nel mondiale.
Le Theodore furono le due vetture eliminate nel corso delle prequalifiche. Roberto Guerrero subì un problema alla trasmissione,
 mentre Johnny Cecotto andò a muro, uscendo dal Tunnel.


 Aspetti tecnici

Il regolamento del circuito limitava a 50 kg la benzina che poteva essere presente presso i box per la gara di Montecarlo, ciò, di fatto, rendeva impossibile la strategia del rifornimento in gara, ormai adottata da molte scuderie. Bernie Ecclestone, patron della Brabham, aveva chiesto, inutilmente, una modifica del regolamento, minacciando anche il boicottaggio della gara nel caso di risposta negativa. Ecclestone propose anche l'esclusione, per il futuro, della gara dal calendario iridato.

 Gara

Una forte pioggia colpì il tracciato in mattinata, per poi ripresentarsi, anche se in maniera modesta, fino a circa mezz'ora prima del via. Dopo il giro di ricognizione, alcuni piloti (tra cui le due Williams), decisero di montare gomme slick, pur non essendo il tracciato ancora del tutto asciutto.

Al via Alain Prost (che, come la maggioranza dei piloti su delle vetture turbo, montava gomme da bagnato per evitare che l'eccesso di potenza facesse slittare le gomme lisce sull'asfalto umido) mantenne la testa, mentre René Arnoux venne subito passato da Eddie Cheever e da Keke Rosberg. Il finlandese, già nel corso del primo giro, prese il comando del gran premio, davanti alle due Renault, alle due Ferrari, seguite da Andrea De Cesaris, e dell'altro pilota della Williams, Jacques Laffite. Quest'ultimo recuperò subito diverse posizioni, portandosi al quarto posto, dietro ad Arnoux, che aveva comunque sopravanzato Cheever.

Al sesto giro la vettura di Arnoux toccò quella di Laffite: la Ferrari finì contro un marciapiede, tanto che ne risultò danneggiato lo pneumatico posteriore sinistro. Ciò mise in tilt la centralina elettronica, così che René Arnoux fu costretto al ritiro. Laffite proseguì la sua rimonta, installandosi al secondo posto, al giro 8, approfittando anche del cambio gomme effettuato da Prost. Al terzo posto, intanto, si era portato Patrick Tambay, che però, poco dopo, fu anch'egli costretto a montare gomme da asciutto, e scendere al di fuori della zona dei punti. Tra l'altro il francese dovette attende alcuni giri per poter effettuare il cambio-gomme. Scalava così al terzo posto Marc Surer (Arrows), che precedeva Derek Warwick (su Toleman) ed Alain Prost.

Prost, che guidava una vettura in cui la quarta marcia era andata fuori uso, resistette al quinto posto fino al giro 22, quando venne passato da Nelson Piquet. La graduatoria rimase, almeno nelle prime posizioni, invariata fino al giro 49, quando Warwick assaltò la terza posizione di Surer. Il britannico però centrò la vettura dell'elvetico, ed entrambi furono costretti all'abbandono. Davanti le Williams stavano dominando la gara ma al giro 53 Keke Rosberg subì una perdita di potenza del propulsore, tanto che il motore si spense all'altezza della chicane delle Piscine: il finlandese fu capace di far ripartire la vettura, riuscendo anche a far sì che la monoposto non sbandasse, finendo contro i guard-rail; Jacques Laffite, al secondo posto, invece si ritirò al cinquantacinquesimo passaggio, per un guasto al cambio. Ora Piquet era secondo, seguito da Prost, Patrese, Tambay e Danny Sullivan.

Anche la gara di Riccardo Patrese s'interruppe anzitempo (al giro 65), per un problema elettrico della sua Brabham. Entrò in zona punti Mauro Baldi, che chiuse sesto, conquistando così i primi punti in carriera, così come Sullivan (quinto). Keke Rosberg riuscì a vincere, per la seconda volta nel mondiale, davanti a Nelson Piquet e Alain Prost.
2a vittoria per Keke ROSBERG 17a vittoria per Williams 154a vittoria per Ford Cosworth


Gran Premio di Monaco  - 1984

domenica 3 giugno 1984
31 giri x 3.312 km - 102.672 km

 Gran Premio di Monaco 1984,
XLII Grand Prix Automobile de Monaco di Formula 1 e sesta gara del campionato di Formula 1 del 1984,
 si è disputato il 3 giugno sul circuito di Montecarlo ed è stato vinto da Alain Prost su McLaren-TAG Porsche. seguito da Ayrton Senna

 Gara

Sul circuito monegasco, fin dalla mattina, si abbatté un violento temporale. La partenza venne ritardata prima di 20 minuti, poi di 45 minuti, in attesa di un miglioramento del tempo; i piloti, per bocca di Niki Lauda, dopo il giro di ricognizione, chiesero che il tunnel fosse bagnato, per evitare troppa differenza con l'asfalto del resto del tracciato.

Al via Alain Prost mantenne il comando, seguito da Nigel Mansell e René Arnoux; alla Sainte Devote, Derek Warwick, per evitare Arnoux, finì contro le barriere; più dietro, proprio il compagno di scuderia di Warwick, Patrick Tambay, finì contro la Renault del britannico; Riccardo Patrese ed Elio De Angelis rimasero bloccati dalle due Renault e furono costretti a fermarsi, per far manovra.

Entrambi i piloti della Renault ne uscirono malconci. Warwick scese dalla sua vettura zoppicando mentre Tambay venne portato via in barella dai commissari, e, una volta in infermeria, gli venne riscontrata la frattura di un perone, causata da una sospensione che nell'impatto ha bucato la scocca. Prost guidava la corsa seguito da Mansell, Arnoux, Michele Alboreto, Niki Lauda e Keke Rosberg. Il pilota della Tyrrell, Stefan Bellof, si portò, già al termine del primo giro, al decimo posto, dopo essere partito ventesimo.

Al quarto giro Lauda infilò Alboreto al tornante Loews, portandosi in quarta posizione. Due giri dopo, sulla salita del Beaurivage, Lauda riuscì a superare anche l'altra Ferrari, di Arnoux. Al nono giro Alboreto fu autore di un testacoda alla prima curva; rimasto fermo, poté ripartire, ma solo dopo un minuto, grazie all'aiuto dei commissari. Il pilota milanese si trovò ultimo.

All'undicesimo giro Corrado Fabi rimase fermo in pista, all'altezza della curva del Portier; un commissario tentò di spingerlo in pista, ma il sopraggiungente Prost non lo vide e lo colpì ad una gamba: fortunatamente il commissario non riportò danni gravi; tutto questo andò a vantaggio di Nigel Mansell che riuscì a passare il francese. Nello stesso giro Senna montò troppo bruscamente su un cordolo, presso la chicane del porto, danneggiando la sospensione anteriore destra. Il brasiliano riuscì comunque, in pochi giri, prima a passare Rosberg, poi Arnoux.

Al giro 16 Nigel Mansell, al comando della corsa, a metà della salita del Beaurivage perse il controllo della sua Lotus a causa dell'aquaplaning e sbattè contro il guard-rail. Mansell cercò di continuare con l'alettone posteriore piegato, ma al Mirabeau venne passato da Prost; il britannico si girò nuovamente, ripartì e si fermò pochi metri dopo al tornantino. Nel giro Bellof passò Winkelhock, per il sesto posto.

Al giro 19 Senna superò anche Niki Lauda, portandosi in seconda posizione. Proseguì la sua rimonta anche Bellof che, al ventunesimo giro, passò Rosberg, all'uscita del Tunnel. Al giro 23 Manfred Winkelhock fu costretto all'abbandono, dopo un contatto con Rosberg.

Il giro seguente alla curva del Casino Niki Lauda compì un testacoda, toccò il marciapiede e ruppe una sospensione. Ciò portò Arnoux e Bellof a lottare per il terzo posto, col tedesco che provò a superare Arnoux, sulla salita del Beaurivage. Bellof ritentò al Mirabeau, riuscendo a passarlo, montando su un cordolo.

La pioggia si faceva sempre più intesa. Senna riusciva a recuperare terreno su Prost, con Bellof che era il pilota più veloce in pista. Al trentunesimo giro, al passaggio sulla zona dell'arrivo,

Prost chiese, a gesti, di interrompere la gara. Un giro dopo il direttore di gara, Jacky Ickx, interruppe la gara, con bandiera rossa, nel momento in cui Senna passava il battistrada Alain Prost. Ickx espose anche quella nera, che costringeva i piloti a fermarsi ai box.

A fianco del belga era però presente un commissario di gara, con la bandiera a scacchi. La confusione fu grande, con molti team convinti che la gara sarebbe ripresa.
La gara, invece, non riprese, e la classifica venne stilata sulla base dei risultati del giro 31. Prost vinse per la dodicesima volta nel mondiale, mentre sia Senna che Bellof ottennero il primo podio nel mondiale di F1. A seguito dei fatti del Gran Premio di Detroit, il tedesco sarà escluso dalla graduatoria, portando così René Arnoux al terzo posto. Solo la metà dei punti venne assegnata, per la prima volta dal Gran Premio d'Austria 1975, non essendo stato coperto il 75% della distanza prevista.


 Polemiche dopo la gara

Ayrton Senna, che dopo la conclusione della gara, aveva salutato i tifosi convinto della vittoria, protestò coi commissari di gara, reclamando contro la decisione di interrompere la gara. Anche René Arnoux criticò la decisione, affermando che, una volta partiti, il gran premio avrebbe dovuto essere condotto fino al raggiungimento delle due ore; invece Jacques Laffite, un altro pilota francese, salutò favorevolmente la decisione a causa delle impossibili condizioni del tracciato.

La Federazione Automobilistica Brasiliana imputò al direttore di gara Jacky Ickx un legame commerciale con la Porsche, motorista della McLaren. Inoltre si imputò alla direzione di gara la volontà di concludere il gran premio prima della fine del collegamento col satellite televisivo.

  Ickx si difese affermando:

«Fra il ventinovesimo e il trentesimo giro ho deciso di far terminare la corsa in quanto la pioggia era aumentata d'intensità in maniera paurosa. Mi ricordo perfettamente, quando correvo in Formula 1, che arrivai secondo nel 1972 alle spalle di Beltoise. Bisogna provare quali fatiche e quali rischi debbono affrontare i corridori in queste occasioni. Io non dovevo tener conto di nulla, né della situazione in classifica nè della bellissima rimonta di Senna. M'interessava solo il lato tecnico e credo che la decisione sia ineccepibile perché era troppo pericoloso andare avanti in quella maniera. Se poi fosse successo qualcosa di più grave, tutti mi avrebbero chiesto perché non avevo interrotto la gara.» 


  • 12a vittoria per Alain PROST
  • 1o podio per Ayrton SENNA
  • 1o migliore giro per Ayrton SENNA
  • 35a vittoria per McLaren
  • 1o podio per Toleman
  • 2o e ultimo migliore giro per Toleman
  • 5a vittoria per TAG Porsche
  • 1a pole position per TAG Porsche
  • 1o podio per Hart
  • 2o e ultimo migliore giro per Hart


Gran Premio di Monaco  - 1985

domenica 19 maggio 1985
78 giri x 3.312 km - 258.336 km
Gran Premio di Monaco 1985
 Ha visto la vittoria di Alain Prost su McLaren. Sul podio sono inoltre giunti Michele Alboreto, su Ferrari, autore anche del giro più veloce,
 e il leader del mondiale Elio De Angelis su Team Lotus.

Patrese e Piquet,  duello ravvicinato, alla prima staccata della St. Devote.
 Sul rettilineo d’arrivo, il brasiliano, allora su Brabham BMW, prese la scia del padovano su Alfa Romeo sponsorizzata Benetton, inserendosi all’interno. Patrese certo non agevolò la manovra e i due si toccarono con il pericoloso risultato di sbattere con violennza contro le barriere, tra varie piroette, scintille e principi di incendio.
Quello che rimase delle due vetture finì nella via di fuga e fortunatamente i piloti non patirono conseguenze fisiche.

  • 18a vittoria per Alain PROST
  • 9o e ultimo podio per Elio De ANGELIS
  • 10o podio per Michele ALBORETO
44a vittoria per McLaren
  • 14a vittoria per TAG Porsche
  • 20o podio per TAG Porsche


Gran Premio di Monaco  - 1986

domenica 11 maggio 1986
78 giri x 3.328 km - 259.584 km

Il Gran Premio di Monaco 1986, è la quarta gara del mondiale di Formula 1 del 1986, si è disputato il 11 maggio sul circuito di Montecarlo ed è stato vinto da Alain Prost su McLaren-TAG Porsche. È l'ultimo Gran Premio disputato da Elio De Angelis, il pilota romano, infatti, perderà la vita nei test privati della Lotus, successivi al Gran Premio, al Paul Ricard.

Alain Prost
  • 23a vittoria per Alain PROST
  • 17o e ultimo podio per Keke ROSBERG
  • 40o podio per Alain PROST
  • 100o Gran Premio per René ARNOUX
  • 108o e ultimo Gran Premio per Elio De ANGELIS
50a vittoria per McLaren 20a vittoria per TAG Porsche


Gran Premio di Monaco  - 1987

domenica 31 maggio 1987
78 giri x 3.328 km - 259.584 km
 Gran Premio di Monaco 1987
E' stato il  440º Gran Premio di Formula 1 della storia, corso il 31 maggio sul tracciato cittadino di Monaco vinto da Ayrton Senna.

 
 Organizzazione della gara

La gara venne organizzata dall'Automobile Club di Montecarlo. Per l'occasione furono impiegate 1500 persone, per la maggior parte volontari, di cui 550 commissari di percorso.

La principale novità riguardò il numero dei piloti ammessi alla gara, solitamente inferiore rispetto a quello di tutti gli altri circuiti, a causa della natura stretta e tortuosa del tracciato. Nel 1987 fu concessa per la prima volta una griglia completa di 26 auto, secondo alcuni, in accordo con la FISA, per rendere lineari le griglie di tutti i Gran Premi, anche se un'altra interpretazione differente affermava che ciò accadde per diminuire al minimo i non-qualificati e tranquillizzare gli sponsor. In questo modo si diffusero però preoccupazioni sul sovraffollamento della pista e le differenze di velocità fra le vetture in gara.
Come gara di contorno venne inoltre previsto il tradizionale appuntamento della gara di Formula 3. 


 Resoconto

Dopo la partenza la top 3 restò immutata; al terzo giro Philippe Streiff, ancora non del tutto ripresosi dal brutto incidente di Spa, andò nuovamente a sbattere in maniera violenta contro le barriere. La leadership di Mansell durò fino al 30º giro, quando l'inglese dovette ritirarsi a causa di un calo di potenza del turbo. Questo consegnò il primo posto a Senna, che dominò il resto della gara, fermandosi per un cambio gomme senza però perdere la leadership e facendo segnare il giro più veloce della gara.

I piloti della Arrows, Derek Warwick ed Eddie Cheever, si ritirarono quasi contemporaneamente, rispettivamente per un problema al cambio ed al motore. Alain Prost si ritirò mentre era terzo a soli due giri dall'arrivo, a causa di un guasto al motore, regalando ad Alboreto il terzo posto. Quarto fu Berger, davanti a Jonathan Palmer ed Ivan Capelli (entrambi partecipanti al Jim Clark Trophy).


  • 5a vittoria per Ayrton SENNA
  • 50o Gran Premio per Ayrton SENNA
  • 78a vittoria per Lotus
  • 20a pole position per Williams
18a vittoria per Honda


Gran Premio di Monaco  - 1988

domenica 31 maggio 1987
78 giri x 3.328 km - 259.584 km

 Gran Premio di Monaco 1988
 Fu la terza prova del mondiale 1988 e vide la vittoria di Alain Prost su McLaren - Honda, seguito da Gerhard Berger e da Michele Alboreto.

 Qualifiche

Sullo stretto circuito del Principato Senna si dimostrò nettamente superiore agli avversari, conquistando la pole position con un vantaggio di un secondo e mezzo sul compagno Prost (Senna in seguito ammise di aver raggiunto in quel giro un totale "stato di grazia" mai più verificatosi in maniera così intensa in futuro). Ancora più distanti gli altri, con Berger unico capace di contenere il divario sotto i tre secondi; dietro all'austriaco si qualificarono poi Alboreto, Mansell e Nannini. In difficoltà le Lotus, con Piquet solo undicesimo e Nakajima addirittura non qualificato per la gara. .

 Gara

Al via Senna mantenne la prima posizione, mentre Prost fu sopravanzato da Berger. L'austriaco oppose una strenua resistenza agli attacchi del pilota della McLaren, permettendo così a Senna di prendere il largo; quando Prost riuscì ad avere la meglio sul pilota della Ferrari, al 54º giro, il suo compagno di squadra aveva un vantaggio vicino al minuto. Nel corso del 67º giro, però, Senna ebbe un calo di concentrazione e andò a sbattere contro le barriere del Portier, ritirandosi e regalando la vittoria a Prost. Il francese conquistò quindi la seconda vittoria stagionale, davanti alle due Ferrari di Berger e Alboreto; quarto chiuse Warwick, seguito da Palmer e Patrese.

  • 30a vittoria per Alain PROST
  • 20o podio per Michele ALBORETO
  • 58a vittoria per McLaren
  • 150o podio per McLaren
  • 40o migliore giro per McLaren
30a vittoria per Honda


Gran Premio di Monaco  - 1989

domenica 7 maggio 1989
77 giri x 3.328 km - 256.256 km

 Gran Premio di Monaco 1989
 La manifestazione venne vinta dal pilota dalla McLaren Ayrton Senna, seguito dal compagno di squadra Alain Prost
 e dall'italiano Stefano Modena su Brabham - Judd

 Qualifiche

Senna dominò le qualifiche, infliggendo pesanti distacchi a tutti gli avversari: il compagno-rivale Prost fu un secondo più lento del brasiliano, il terzo, Boutsen, addirittura due. Quarto si piazzò il sorprendente Brundle, alla guida di una Brabham particolarmente competitiva; seguivano Mansell, Warwick, Patrese e Modena, sulla seconda Brabham. Per la prima e unica volta nella storia delle Formula 1, due Coloni si qualificano per un Gran Premio.

 Gara
Al via Senna mantenne il comando della corsa davanti al compagno di squadra Prost: i due rimasero in quest'ordine fino per tutta della gara e Senna, dopo aver perso la vittoria a poche tornate dal traguardo per un calo di concentrazione nell'edizione precedente, vinse comodamente davanti al rivale, raggiungendolo in campionato. Il terzo posto, inizialmente occupato da Boutsen, andò a Modena, il quale risalì la classifica approfittando del ritiro di Mansell e dei contrattempi che colpirono De Cesaris (coinvolto in un contatto con il doppiato Piquet) ed il suo compagno di team Brundle, attardato da problemi tecnici. Il pilota britannico riuscì comunque a giungere sesto, preceduto sul traguardo anche da Caffi (che portò alla Scuderia Italia i primi punti della sua storia) e da Alboreto.

  • 16a vittoria per Ayrton SENNA
  • 1o podio per Stefano MODENA
  • 72a vittoria per McLaren
  • 124o e ultimo podio per Brabham
  • 50o migliore giro per McLaren
44a vittoria per Honda




Gran Premio di Monaco  - 1990

domenica 27 maggio 1990
78 giri x 3.328 km - 259.584 km
Gran Premio di Monaco 1990
 La gara è stata vinta da Ayrton Senna alla guida di una McLaren



 Qualifiche
In questa gara non ci sono avvicendamenti in nessuna scuderia; le qualifiche vedono il dominio di Ayrton Senna, che conquista la pole position davanti all'arci-rivale Prost. Continua ad impressionare Alesi, che si qualifica in terza posizione sulla sua Tyrrell; dietro al francese si piazzano Patrese, Berger, Boutsen, Mansell, Martini, Pirro e Piquet. In casa Ferrari, Prost e Mansell scelgono soluzioni differenti per il cambio, con il francese che decide di utilizzare per il weekend sei marce anziché le abituali (per il semiautomatico Ferrari) sette.

 Gara
Poco dopo la partenza, alla curva Mirabeau Haute Jean Alesi, con una manovra audace, supera Prost che d'istinto allarga; Berger non se ne avvede e tampona la Ferrari. Anche la Brabham di Modena subisce dei danni nella mischia e rimane ferma. Fuori combattimento anche Ivan Capelli, fermatosi per un guasto alla sua Leyton House poche centinaia di metri dopo il via. Il tracciato è bloccato e la gara deve essere sospesa

L'austriaco e il campione del mondo devono partire con il muletto; la vettura di riserva Ferrari è preparata per Mansell, e ha quindi il cambio a sette rapporti. Al secondo via tutto si svolge regolarmente e Senna mantiene la testa della corsa davanti a Prost, Alesi, Berger, Patrese e Boutsen; Pirro è il primo a ritirarsi, quando il motore della sua Scuderia Italia cede già nel corso del primo giro. Mansell, scivolato in ottava posizione dopo la partenza, cerca di recuperare, superando Martini e portandosi alle spalle di Boutsen; tuttavia, il tentativo di sorpasso del ferrarista al pilota belga non ha successo e Mansell è costretto ad una sosta ai box per sostituire l'alettone anteriore.

In testa alla corsa, Senna conduce tranquillamente, soprattutto dopo il ritiro, dopo trenta giri, di Prost, la cui batteria esplode. Al 35º passaggio, Piquet esce di pista poco prima del tornante del Loews; per ripartire deve essere spinto dai commissari e questo gli costa la squalifica. Con Senna ancora stabilmente in testa e Alesi e Berger in lotta per la seconda posizione, si mette ancora in luce Mansell, che si porta al quarto posto dopo aver sopravanzato Warwick e Boutsen; tuttavia l'inglese si deve ritirare a quindici tornate dal termine, anch'egli per un problema alla batteria. Gli inconvenienti delle batterie Ferrari, inusuali in Formula 1, furono probabilmente causati dall'eccessiva richiesta di corrente del cambio elettroidraulico, continuamente sollecitato a Montecarlo, specialmente nella versione a sette rapporti che anche Prost alla fine fu costretto a usare. Nelle ultime fasi di gara Senna rallenta, permettendo ad Alesi e Berger di avvicinarglisi; il brasiliano ottiene la sua terza vittoria in carriera a Monaco, precedendo Alesi, Berger, Boutsen, Caffi e Éric Bernard, ultimo dei piloti al traguardo, che si era portato in sesta posizione negli ultimi giri di gara dopo aver mandato a muro Foitek per superarlo, ottenendo i suoi primi punti in carriera. 

22a vittoria per Ayrton SENNA
  • 82a vittoria per McLaren
  • 75o podio per Tyrrell
54a vittoria per Honda


Gran Premio di Monaco  - 1991

domenica 12 maggio 1991
78 giri x 3.328 km - 259.584 km


Il Gran Premio di Monaco 1991 è stata la quarta prova del Campionato mondiale di Formula 1 1991. Organizzato dall'Automobile Club de Monaco, la gara si svolse il 12 maggio sul circuito cittadino di Montecarlo.

 

Fin dal venerdì Ayrton Senna si impose come il pilota più veloce del circus, riuscendo anche a marcare il nuovo record del tracciato durante le qualifiche. In gara ottenne, poi, un facile successo, precedendo Nigel Mansell su Williams e Jean Alesi su Ferrari. A punti giunsero anche il pilota della Benetton Roberto Moreno, Alain Prost ed Emanuele Pirro, quest'ultimo alla guida di una delle vetture della Scuderia Italia.

L'evento, pur con una cospicua presenza di pubblico sulle tribune, in Italia rappresentò uno dei punti più bassi in termini di audience della stagione televisiva di Formula 1, con ascolti inferiori ai 5 milioni di telespettatori (oltre due milioni in meno rispetto al Gran Premio precedente), dovuti agli scarsi risultati ottenuti dalla Ferrari.

Aspetti tecnici

Per l'appuntamento in terra monegasca la Ferrari decise di portare un nuovo motore, costruito apposta per l'occasione L'intenzione dei tecnici della casa italiana era di avere un'accelerazione migliore nei rettilinei.

 Gara

Alla partenza Senna mantenne la testa della corsa nonostante l'ottimo scatto di Stefano Modena. Dietro di loro seguivano. Riccardo Patrese, Nigel Mansell e Alain Prost. Alla prima curva Berger tamponò violentemente Piquet, causandone il ritiro per la rottura di una sospensione, mentre l'austriaco riuscì a continuare. Nei primi giri Modena fu in grado di tenere il ritmo imposto da Senna, ma non appena iniziarono i doppiaggi il brasiliano si allontanò rapidamente.

Al nono giro Berger, nel tentativo di pulirsi la visiera, sporcatasi a causa dell'olio lasciato da una Minardi, perse il controllo della propria vettura, incidentandosi contro le barriere. Poco dopo, a Pierluigi Martini venne inflitto uno stop&go di dieci secondi (per la prima volta nella storia della Formula 1) per aver ostacolato Stefano Modena in fase di doppiaggio nella zona delle Piscine.

Al trentesimo giro Prost riuscì a superare Mansell installandosi in quarta posizione. Patrese, intanto, aveva sensibilmente ridotto il suo ritardo da Stefano Modena, portandosi alle sue spalle, ma al quarantaduesimo giro il motore del pilota della Tyrrell, che fino a quel momento non aveva dato alcun problema, esplose e l'olio rilasciato da quest'ultimo fece sì che Patrese perdesse il controllo della propria vettura, finendo contro i guard-rail. A questo punto la classifica vedeva Senna, che disponeva di un rassicurante vantaggio su Prost, Mansell, Alesi, Moreno e JJ Lehto. Prost, però, aveva problemi con un dado della ruota anteriore destra, allentatosi, e che gli fece perdere una posizione nei confronti di Mansell A cinque giri dalla fine il pilota francese, temendo di perdere lo pneumatico, decise di rientrare ai box, ma colse impreparati i meccanici della Ferrari. A detta di Cesare Fiorio, direttore tecnico della scuderia, ciò era dovuto al fatto che Prost aveva comunicato troppo tardi la sua intenzione di fermarsi per una sosta, mentre quest'ultimo, in silenzio stampa nei confronti dei giornalisti italiani, si rifiutò di dare la propria versione dei fatti. Guadagnarono quindi una posizione sia Alesi che Moreno, autori entrambi di una corsa regolare, ma solitaria. Lehto, intanto, in difficoltà col cambio,dovette lasciare strada al proprio compagno di squadra Emanuele Pirro, perdendo la possibilità di segnare punti.

Senna si impose quindi per la quarta volta consecutiva durante la stagione, davanti a Mansell ed Alesi. Presero punti anche Moreno, Prost ed Emanuele Pirro. Il brasiliano aveva ormai ventinove punti di vantaggio nei confronti di Prost, suo rivale più vicino nella lotta al titolo.

30a vittoria per Ayrton SENNA
  • 90a vittoria per McLaren
  • 50o Gran Premio per Dallara
  • 350o Gran Premio per McLaren
  • 62a vittoria per Honda
  • 130o podio per Honda



Gran Premio di Monaco  - 1992

domenica 31 maggio 1992
78 giri x 3.328 km - 259.584 km



Il Gran Premio di Monaco 1992 è stata la sesta prova del Campionato mondiale di Formula 1 1992, disputata domenica 31 maggio sul Circuito di Montecarlo. Organizzato dall'Automobile Club de Monaco, la gara si svolse davanti a oltre centomila spettatori[1] e vide la prima vittoria stagionale di Ayrton Senna e della McLaren, davanti alle Williams di Nigel Mansell, autore della pole position e Riccardo Patrese. A punti giunsero anche Michael Schumacher, Martin Brundle e Bertrand Gachot.

 Aspetti sportivi

Nella settimana antecedente il Gran Premio erano circolate voci sull'assenza di Ivan Capelli, che sarebbe stato sostituito per l'occasione del collaudatore della Ferrari Gianni Morbidelli, per problemi di salute. Il pilota italiano smentì seccamente la notizia, riservando un duro attacco alla stampa, accusata di pubblicare informazioni non veritiere.



Gara

Alla partenza mancava la vettura di Gianni Morbidelli, il quale venne costretto a prendere il via dalla pit lane, visto che non era riuscito a schierarsi per il giro di formazione per problemi al cambio. Al via Mansell mantenne la testa della corsa, mentre Senna riuscì a scavalcare immediatamente Patrese, così come fece Schumacher con Berger. Martini, intanto, incappò nel suo secondo incidente del fine settimana e fu costretto al ritiro. Alla fine del primo giro, dunque, Mansell guidava la corsa davanti a Senna, Patrese, Alesi, Schumacher e Berger. Con alcuni di giri di ritardo, poi, entrò in pista Morbidelli, quasi subito costretto al ritiro, sempre per problemi al cambio. Mansell cominciò a staccare gli avversari, mentre Patrese tentò più volte di attaccare Senna, ma senza alcun successo. Successivamente, però, il pilota italiano fu costretto a rallentare il suo ritmo per problemi al cambio della sua vettura. All'undicesimo giro Roberto Moreno, alla guida della sua Andrea Moda Formula, risalito fino alla diciannovesima piazza, fu costretto al ritiro per problemi al motore. Al passaggio seguente, Alesi e Schumacher, che erano in lotta per la quarta posizione, ebbero una collisione: il tedesco tentò infatti un attacco a Loews Hairpin, ma il francese tentò di tenere la posizione e i due si toccarono. Nonostante entrambi fossero riusciti a proseguire, con Schumacher che aveva preso la quarta piazza, la vettura di Alesi aveva ricevuto una botta che aveva danneggiato la centralina elettronica e che lo avrebbe poi costretto al ritiro alcuni passaggi più tardi. 

Intanto Brundle stava cercando di raggiungere Berger, che lo precedeva, ma, a causa di un errore, danneggiò la sua vettura, costringendolo a tornare ai box per effettuare le riparazioni.

La gara procede senza ulteriori cambiamenti, ad eccezione del ritiro di Berger per problemi al cambio, avvenuto al trentaduesimo passaggio. La situazione, che vedeva Mansell in testa, seguito da Senna, Patrese, Schumacher, Capelli e Alboreto non vide accadimenti fino al cinquantottesimo giro, quando Brundle, in rimonta, tamponò Alboreto facendogli perdere un paio di posizioni. Due giri più tardi l'italiano commise, poi, un errore mentre stava per essere doppiato da Senna rischiando di coinvolgerlo in una collisione. Il brasiliano, nel tentativo di evitarlo, perse quasi dieci secondi da Mansell. Il giro seguente, Capelli, intanto, andò in testacoda e danneggiò il braccio dello sterzo della sua vettura. Pochi metri dopo, alle Piscine, il danno subito dalla vettura gli impedì di proseguire oltre facendolo uscire di pista.

Al 71º giro, poi, Mansell, pensando di aver subito una foratura, rientrò ai box. Si era infatti allentato un dado in una ruota,ì che aveva a sua volta danneggiato il cerchione.Senna passò così in testa, ma il pilota della Williams rimontò in modo forsennato il distacco di cinque secondi dal brasiliano; durante gli ultimi quattro giri, Mansell tentò in tutti i modi di sopravanzare il rivale, che però resistette. Senna ottenne così la prima vittoria stagionale, e la quinta sul tracciato monegasco (eguagliando Graham Hill), davanti a Mansell, Patrese, Schumacher, Brundle e Gacho.

34a vittoria per Ayrton SENNA
  • 95a vittoria per McLaren
  • 60o migliore giro per Williams
67a vittoria per Honda


Gran Premio di Monaco  - 1993

domenica 23 maggio 1993
78 giri x 3.328 km - 259.584 km

Gran Premio di Monaco 1993
La gara è stata vinta da Ayrton Senna su McLaren.

Gara
Al via le posizioni di testa rimangono invariate ma Prost si muove con leggero anticipo rispetto al semaforo verde e riceve di conseguenza uno stop-and-go di 10 secondi per partenza anticipata; al momento però di ripartire dai box dopo aver scontato la penalità il motore gli si spegne e quando i meccanici della Williams Renault riescono finalmente a farlo ripartire, il francese rientra al 22º posto doppiato di un giro dal primo; riuscirà tuttavia a chiudere quarto, nonostante il circuito di Monaco notoriamente non favorisca i sorpassi. Il comando della corsa lo prende quindi Schumacher, che guadagna terreno su Senna fino al 32º giro, quando di colpo perde tre secondi, prima di ritirarsi il giro successivo per un problema idraulico. In testa va allora la McLaren Ford di Ayrton Senna, seguito da Hill e dal duo Ferrari, con Berger che dà vita ad un duello rusticano con il compagno di squadra Alesi, riuscendo, dopo un contatto al 62º giro, a passarlo al 64º giro.
L'austriaco non si accontenta e si mette alla caccia della Williams Renault di Damon Hill, che raggiunge al 71º giro, andandolo però a speronare al Loews. Chi ci rimette però è solo Berger, ritirandosi. Ayrton Senna con la McLaren Ford invece conduce la gara fino alla vittoria (nonostante il brivido di un cambio gomme "difettoso" che aveva portato Hill nelle sue vicinanze), la sua sesta a Monaco (quinta consecutiva). Il brasiliano batte così il record di vittorie nel Principato di Graham Hill e si riporta in testa al mondiale. Alesi porta alla Ferrari il primo podio stagionale. Quinto è Fittipaldi, ancora a punti con la Minardi Ford, quarta e ultima volta stagionale per la scuderia di Faenza.

39a vittoria per Ayrton SENNA 102a vittoria per McLaren 163a vittoria per Ford Cosworth



Gran Premio di Monaco  - 1994

domenica 15 maggio 1994
78 giri x 3.328 km - 259.584 km

Il Gran Premio di Monaco 1994, quarta prova del campionato mondiale di Formula 1 1994, si svolse il 15 maggio a Montecarlo, sull'omonimo tracciato cittadino. Le prove videro la prima pole position in carriera per Michael Schumacher, che dominò poi la gara, grazie anche alla prematura uscita di scena dei rivali più pericolosi. Sul podio insieme al tedesco salirono Martin Brundle e Gerhard Berger.

Dopo i gravissimi incidenti che avevano funestato il precedente Gran Premio di San Marino, cominciarono ad essere introdotti provvedimenti atti ad aumentare la sicurezza in gara. L'evento fu tuttavia segnato da un nuovo grave incidente, avvenuto durante le prove libere, che provocò gravissime ferite al pilota austriaco Karl Wendlinger.


 Aspetti sportivi

La Formula 1 arrivò a Montecarlo sull'onda delle pubbliche discussioni riguardanti i fatti luttuosi del Gran Premio di San Marino. La FIA decise di appellarsi a considerazioni di sicurezza, per imporre una serie di modifiche regolamentari, tese a diminuire le prestazioni delle vetture, già a partire dalla gara monegasca. Venne infatti imposto un limite di velocità alle vetture in corsia box, anche durante la gara, di 80 km/h. Venne anche annunciato il calendario per l'introduzione delle successive modifiche, ai Gran Premi di Spagna, Canada e Germania, per dare modo alle squadre di modificare le proprie vetture

Sempre sul fronte della sicurezza, la rinata GPDA, l'associazione portavoce delle richieste dei piloti, cominciò a riunirsi, eleggendo come rappresentanti Gerhard Berger, Michael Schumacher e Christian Fittipaldi, mentre la direzione fu affidata a Niki Lauda. Vennero anche definiti i piloti che sarebbero stati responsabili dell'ispezione dei circuiti teatro dei Gran Premi successivi, per verificarne la sicurezza e proporre eventuali correzioni.

Riguardo ai piloti, la Williams decise di schierare una sola vettura, per Damon Hill, e lo stesso fece la Simtek, che corse con il solo David Brabham. In casa Ferrari, Jean Alesi tornò al volante della vettura numero 27; e sulla Jordan, Andrea De Cesaris sostituiva per la seconda volta Eddie Irvine, mentre tornava al volante Rubens Barrichello, anche se ancora non si era completamente ripreso dopo l'incidente di Imola.

La gara venne preceduta da un minuto di silenzio, e sulle due posizioni della prima fila, rimaste vuote, vennero dipinti i nomi e le bandiere nazionali dei due piloti scomparsi ad Imola.

 Gara

Al semaforo verde Schumacher si avviò al comando, mentre alle sue spalle Hill cercò di sopravanzare Häkkinen nel tratto che arriva alla curva di St.Devote. Le vetture si toccarono: il finlandese fu subito costretto al ritiro dopo aver rovinato il musetto della sua macchina, rimbalzata sul guardrail; l'inglese percorse alcune centinaia di metri ma venne costretto a ritirarsi per la rottura dello sterzo, danneggiato irrimediabilmente nel contatto con la ruota posteriore di Häkkinen. L'eliminazione dei principali concorrenti rese la corsa poco interessante e molto facile per Schumacher, che corse un grosso rischio solo quando scivolò sull'olio lasciato dalla vettura di Blundell e rischiò andare a tamponare il muro alla St.Devote. Lo stesso olio fu invece un problema per Berger, che finì in testacoda e perse del tempo. Ciò favorì il sorpasso ai suoi danni di Martin Brundle che conquistò così la seconda piazza. In evidenza anche De Cesaris, a punti nell'ultima gara con la Jordan, e Alboreto, che portò a punti la Minardi per la prima volta in questa stagione.

  • 6a vittoria per Michael SCHUMACHER
  • 1a pole position per Michael SCHUMACHER
  • 10o migliore giro per Michael SCHUMACHER
11a vittoria per Benetton 170a vittoria per Ford Cosworth



Gran Premio di Monaco  - 1995

domenica 28 maggio 1995
78 giri x 3.328 km - 259.584 km
 Gran Premio di Monaco 1995

 Fu la quinta prova del mondiale 1995 e vide la vittoria di Michael Schumacher su Benetton-Renault,
seguito da Damon Hill e da Gerhard Berger

13a vittoria per Michael SCHUMACHER 18a vittoria per Benetton 63a vittoria per Renault



Gran Premio di Monaco  - 1996

domenica 19 maggio 1996
75 giri x 3.328 km - 249.600 km
 Gran Premio di Monaco 1996
. Svoltosi domenica 19 maggio sul Circuito di Montecarlo, in condizioni di asfalto estremamente bagnato,
la gara è stata vinta da Olivier Panis su Ligier, alla sua unica vittoria in Formula 1.

 Aspetti tecnici

La Ferrari portò per la gara monegasca un'evoluzione del propulsore tipo 046 già utilizzato in prova a Imola, leggermente più potente del precedente.

  Gara

Prima del via sulla pista cadde un violento acquazzone; siccome il warm up si era svolto con il tracciato ancora asciutto, ai piloti venne concessa una sessione di prove supplementare di un quarto d'ora per girare sulla pista bagnata. Diversi piloti ebbero degli incidenti; tra questi Montermini, che distrusse la sua Forti e non poté prendere parte alla gara. La pioggia smise di cadere prima della partenza, ma la pista restò bagnata e tutti i piloti tranne Verstappen montarono pneumatici da bagnato.Al via Schumacher scattò male a causa di un suo errore nella gestione della frizione elettronica, perdendo la prima posizione a favore di Hill; alla prima curva ci furono diversi contatti, che causarono il ritiro di Verstappen e dei due piloti della Minardi.

Dopo poche curve anche Schumacher, in scia alla Williams del rivale, scivolò con la vettura su un cordolo, andando a sbattere contro le barriere; pure Barrichello non completò neppure un giro, ritirandosi alla Rascasse. Hill approfittò della confusione alle sue spalle per guadagnare un grande vantaggio sugli inseguitori, guidati da Alesi e Berger; dietro ai due piloti della Benetton si trovava Irvine, in difficoltà a causa di una Ferrari decisamente difficile da guidare; alle spalle del pilota nordirlandese si formò una lunga coda di inseguitori, nettamente più veloci di lui ma incapaci di sopravanzarlo. Hill continuò a tenere un ritmo inavvicinabile per tutti, mentre al decimo passaggio Berger si ritirò per un problema alcambio; al 18º giro Frentzen provò a superare Irvine alla prima curva, ma finì per tamponarlo, rompendo l'alettone anteriore della sua Sauber e compromettendo la sua gara.

Nel frattempo la pista si asciugò e al 28º passaggio Hill effettuò il cambio gomme, montando pneumatici da asciutto; i piloti che ritardarono il cambio gomme (su tutti Alesi e Coulthard) persero molto tempo, anche se il francese della Benetton mantenne la sua seconda posizione, grazie all'enorme vantaggio acquisito su Irvine. Il pilota della Ferrari conservava la terza piazza grazie ad un pit stop effettuato al momento giusto, ma al 35º passaggio venne sopravanzato da Panis, che con una manovra decisa lo affiancò al tornante del Loews, mandandolo a sbattere contro le barriere. Il francese proseguì al terzo posto, mentre Irvine venne aiutato a ripartire dai commissari di percorso, riuscendo a rientrare ai box ma perdendo moltissimo tempo. Al 40º passaggio sulla vettura di Hill si ruppe il motore e l'inglese venne costretto al ritiro; passò così al comando Alesi, con un vantaggio di circa trenta secondi su Panis. Il pilota della Benetton abbandonò però nel corso della 60a tornata, quando una sospensione della sua vettura si ruppe.

Nel frattempo si ritirò anche Villeneuve, venuto a contatto con Badoer mentre tentava di doppiarlo; rimasero quindi solo sette vetture in pista, con Panis al comando davanti a Coulthard. A pochi giri dal termine Irvine andò in testacoda proprio nella curva nella quale il suo compagno di squadra si era ritirato a inizio gara: il pilota della Ferrari tentò di ripartire, ma venne centrato da Salo e Häkkinen, che stavano sopraggiungendo proprio in quel momento. Panis controllò Coulthard fino alla fine della gara, che venne interrotta con tre tornate di anticipo per il superamento delle due ore massime consentite; il francese conquistò così la sua prima ed unica vittoria in carriera davanti a Coulthard, Herbert e Frentzen, mentre Salo e Häkkinen vennero classificati quinto e sesto.

  • 1a e unica vittoria per Olivier PANIS
  • 4o e ultimo migliore giro per Jean ALESI
  • 9a e ultima vittoria per Ligier
  • 50o e ultimo podio per Ligier
  • 1a vittoria per Mugen Honda
  • 50o Gran Premio per Mercedes



Gran Premio di Monaco  - 1997

domenica 11 maggio 1997
62 giri x 3.366 km - 208.692 km

 Gran Premio di Monaco 1997
 . In questa gara segna l'ultima apparizione di Nicola Larini in F1.Sul circuito del Principato
pole ancora per la Williams, ma questa volta ad ottenerla è Frentzen, ringalluzzito dal recente successo ad Imola.

 La Gara

Sul circuito del Principato pole ancora per la Williams, ma questa volta ad ottenerla è Frentzen, ringalluzzito dal recente successo ad Imola. Il tedesco precede la Ferrari di Schumacher, il compagno di squadra Villeneuve e uno strepitoso Fisichella sulla Jordan. Il giorno della gara una fine pioggierellina bagna la pista, di conseguenza quasi tutti optano per le gomme da pioggia: solo le Williams e Häkkinen partono con le slick.

Al via le Williams pattinano e si fanno scavalcare. Schumacher passa primo davanti a Fisichella, Frentzen, Ralf Schumacher, Villeneuve, Herbert e Barrichello. L'aderenza è minima, le vetture sbandano ovunque e il primo a farne le spese è il brasiliano Diniz alla curva del Mirabeau Bas. Le Williams perdono terreno e Frentzen è scavalcato da Ralf Schumacher; Villeneuve alla fine del primo giro è già nono.

Al 2º giro si ritirano le McLaren: Coulthard va in testacoda all'ingresso della Chicane del Porto, Alesi frena per evitarlo ma Häkkinen tampona il francese ed esce; anche Irvine che sopraggiunge frena con Hill che a sua volta lo tampona e si ritrova senza una gomma: Irvine e Alesi riescono a continuare la corsa. Il giro dopo Villeneuve, in netta difficoltà con le slick, arriva lungo al Mirabeau Haute e decide di fermarsi a mettere gomme da pioggia. Barrichello continua la sua rimonta e al 5º giro è terzo dopo aver superato Ralf Schumacher. Mentre anche Frentzen si ferma ai box a cambiare le gomme Schumacher allunga davanti a Fisichella, Barrichello, Ralf Schumacher, Herbert e Panis.

Al 6º giro Fisichella, in difficoltà con le gomme intermedie che gli creano problemi di aderenza, viene superato da Barrichello e Ralf Schumacher. Nel frattempo Trulli arriva lungo alla curva del Mirabeau Haute e si ritira. Herbert al 10º giro arriva alla staccata di St. Devote, salta su una cunetta e perde il controllo della vettura che va dritta sulle barriere: l'urto è violento ma l'inglese ne esce incolume. Lungo anche per Berger sempre alla staccata del Mirabeau Haute che urta le barriere esterne, perde il musetto e si deve fermare ai Box. Al giro dopo è il turno di Ralf Schumacher che va in testacoda al Casino, sbatte ed è eliminato.

Al 12º giro Schumacher, che già sta per doppiare Villeneuve, conduce davanti a Barrichello che è l'unico che tiene un passo vicino a quello del ferrarista. Dietro terzo è Fisichella poi Panis, Irvine, Salo, Alesi e Magnussen; sono solo 15 vetture ancora in gara, ma si assottigliano ulteriormente e diventano tredici al 17º giro: Alesi, cercando di passare Salo si gira al Mirabeau Bas e, cercando di ripartire, spegne il motore, poi è out anche Villeneuve che era solo 13°.

Al 27º giro Larini mette fine alla sua agonia fatta di continui testacoda a causa di problemi al limitatore impazzito che da e toglie alimentazione a casaccio. Dietro i primi due si forma un terzetto in lotta fra loro composto da Fisichella, Panis e Irvine: nel corso del 35º giro sia Panis che Irvine passano il romano in crisi di gomme che rientra ai box. Si susseguono i testacoda: Verstappen alla chicane e Frentzen al Mirabeau Haute se ne rendono protagonisti, ma entrambi ripartono.

Al 37º giro anche Nakano saluta la compagnia e si ferma in un punto pericoloso sulla salita del Beauvirage. Cinque giri dopo è Frenzten che urta le barriere alla Chicane del Porto e si ferma. Panis si ferma a rifornire così che Irvine ha strada libera: l'irlandese allunga quel tanto che basta per rientrare dopo il suo pit stop davanti al francese della Prost.

La situazione con solo 10 vetture in gara sembra stabilizzata. L'ultima emozione la fornisce il leader Schumacher che al 52º giro va dritto alla St. Devote ma per sua fortuna non urta niente e rientra. Il ferrarista vince così davanti a Barrichello (primo podio per la Stewart dopo solo cinque gare), Irvine, Panis, Salo e Fisichella. Da notare un caso più unico che raro nella storia della Formula 1: Mika Salo non effettua nessuna fermata ai box e fa tutta la gara senza rifornire o cambiare gomme.

Schumacher balza in testa alla classifica con 24 punti davanti a Villeneuve con 20 ed Irvine con 14: l'ultimo pilota Ferrari in testa al campionato piloti era stato Alain Prost dopo il Gran Premio di Gran Bretagna del 1990. Grazie anche al podio di Irvine la Ferrari è anche in testa a quello costruttori con 38 punti davanti alla Williams ferma a 30 e alla McLaren a 20 lunghezze.


  • 23a vittoria per Michael SCHUMACHER
  • 1a pole position per Heinz-Harald FRENTZEN
  • 1o podio per Stewart
  • 125o migliore giro per Ferrari
  • 109a vittoria per Ferrari
  • 125o migliore giro per Ferrari



Gran Premio di Monaco  - 1998

domenica 24 maggio 1998
78 giri x 3.367 km - 262.626 km

Il Gran Premio di Monaco 1998 è stato il sesto appuntamento mondiale della stagione di Formula 1 1998. Disputatosi il 24 maggio sul Circuito di Monaco, ha visto la vittoria di Mika Häkkinen su McLaren, seguito da Giancarlo Fisichella e da Eddie Irvine. Giunsero a punti pure Mika Salo, Jacques Villeneuve e Pedro Diniz.

 Aspetti sportivi

In occasione della gara monegasca venne trovato l'accordo per il rinnovo del Patto della Concordia per la spartizione dei premi e dei diritti tv, dopo
che McLaren, Williams e Tyrrell si erano a lungo dichiarate in disaccordo con la linea tenuta dalla Federazione.

 Resoconto

Il via procede regolarmente, con Häkkinen che mantiene la testa della corsa davanti a Coulthard, Fisichella, Michael Schumacher, Wurz, Frentzen, Alesi, Trulli ed Herbert; già nel corso del primo giro si ritira Tuero, che va a sbattere alla curva Massenet. Le posizioni si consolidano subito, con le Mclaren più veloci di circa un secondo al giro rispetto a Fisichella. Nel corso del decimo passaggio, Frentzen allarga la traiettoria al lentissimo tornante del Loews; prova ad approfittarne Irvine, che si infila all'interno. Il tedesco chiude però la traiettoria e i due finiscono per venire a contatto; ne fa le spese il pilota della Williams, che urta le barriere e si ritira. Un giro più tardi si ritira anche Barrichello, con una sospensione rotta. Nel corso della 16ª tornata, sulla vettura di Coulthard cede improvvisamente il motore, all'uscita del tunnel. Häkkinen comincia i doppiaggi e il vantaggio su Fisichella cala a circa 10".

Schumacher, che si trova dietro Fisichella, anticipa la propria sosta e grazie alle difficoltà incontrate dal pilota italiano nei doppiaggi riuscirà a sopravanzarlo dopo il pit stop del rivale. Al 35º giro Häkkinen conduce davanti a Wurz, Schumacher, Fisichella, Irvine, Salo, Alesi, Trulli ed Herbert. Due passaggi dopo Wurz viene rallentato da dei doppiaggi e si fa infilare da Schumacher al Loews; l'austriaco resiste a ruotate e ripassa al Portier. Il ferrarista non demorde e tenta nuovamente il sorpasso; anche questa volta, però, le vetture si toccano e la sospensione del tedesco ne esce danneggiata. Schumacher rientra ai box, scendendo dalla sua monoposto, ma il DT Ross Brawn lo invita a tornare in macchina mentre i meccanici provvedono alla riparazione, che gli costa però due giri di ritardo. Al 42º giro anche Wurz, appena rientrato dai box, sbatte violentemente all'uscita del tunnel, scivolando fino alle barriere di protezione della chicane del Tabaccaio.

Dopo le soste Häkkinen mantiene la testa della corsa davanti a Fisichella, Irvine, Salo, Alesi, Villeneuve, Diniz e Herbert. Nel finale si ritirano le due Prost, prima Panis al 49º giro, poi Trulli al 56°; nello stesso giro Fisichella compie un errore alla Rascasse e finisce in testacoda, riuscendo tuttavia a ripartire. Intanto comincia a levarsi del fumo dalla Sauber di Alesi,che deve abbandonare per guai al cambio. Infine Schumacher, pur doppiato dal pilota della Arrows, tenta un inutile sorpasso a Diniz, finendo in testacoda, ma riuscendo ad evitare l'incolpevole brasiliano. Häkkinen ottiene così la sua quarta vittoria stagionale davanti a Fisichella, che negli ultimi giri recupera molti secondi al finlandese; terzo gradino del podio per la Ferrari di Irvine. Chiudono la zona punti Salo, per la prima volta a punti, Villeneuve e Diniz, che porta altri punti alla Arrows.

  • 5a vittoria per Mika HAKKINEN
  • 10o podio per Eddie IRVINE
  • 112a vittoria per McLaren
  • 75o migliore giro per McLaren
  • 200o Gran Premio per Benetton
  • 17a vittoria per Mercedes
  • 1o podio per Playlife



Gran Premio di Monaco  - 1999

domenica 16 maggio 1999
78 giri x 3.367 km - 262.626 km

 Il Gran Premio di Monaco 1999 è stato un Gran Premio di Formula 1 disputato il 16 maggio 1999 sul Circuito di Monaco
. La gara è stata vinta da Michael Schumacher, su Ferrari; secondo e terzo sono giunti rispettivamente Irvine e Häkkinen.

  Gara

Al via Michael Schumacher scatta meglio di Häkkinen, portandosi in testa alla prima curva; alle spalle dei primi due, Irvine fa lo stesso con Coulthard. Schumacher comincia subito ad allungare sugli avversari; la situazione nelle prime posizioni rimane invariata fino al 36º giro, quando Coulthard è costretto al ritiro per un problema al cambio. Poche tornate più tardi iniziano le fermate ai box; Schumacher rimane tranquillamente in testa, mentre il suo compagno di squadra ha la meglio su Häkkinen, conquistando il secondo posto. Non ci sono altri colpi di scena e la Ferrari coglie la prima doppietta stagionale, con Michael Schumacher ed Irvine primo e secondo davanti ad Häkkinen; quarto è Frentzen, mentre Fisichella e Wurz chiudono rispettivamente quinto e sesto, approfittando del ritiro, ad otto giri dalla fine, di Barrichello, fino a quel momento in quinta posizione.
Sul podio viene erroneamente esposta la bandiera irlandese anziché quella britannica per Irvine.

35a vittoria per Michael SCHUMACHER 122a vittoria per Ferrari
  • 25a pole position per Mercedes





Gran Premio di Monaco  - 2000

domenica 4 giugno 2000
78 giri x 3.370 km - 262.860 km

 Il Gran Premio di Monaco 2000 è stato un Gran Premio di Formula 1 disputato il 4 giugno 2000 sul Circuito di Monaco.
 La gara fu vinta da David Coulthard su McLaren - Mercedes, davanti a Rubens Barrichello su Ferrari e Giancarlo Fisichella su Benetton - Playlife.

  Aspetti tecnici

Come di consueto a Monaco, le scuderie lavorarono per adattare le monoposto alle caratteristiche del tortuoso tracciato cittadino, adottando configurazioni aerodinamiche da alto carico e assetti più morbidi del consueto. Dovettero, inoltre, aumentare l'angolo di sterzata delle vetture, in alcuni casi (come la Benetton) modificando leggermente le sospensioni anteriori. La necessità di cercare il massimo carico aerodinamico possibile aveva già in passato portato delle squadre a montare sulle proprie vetture delle appendici aerodinamiche particolari, sfruttando "buchi" nel regolamento: in questo caso la Williams aggiunse un alettoncino supplementare sul cofano motore e due piccole alette sulle fiancate, che si aggiunsero a un nuovo alettone anteriore e a un alettone posteriore rivisto.

Tra le novità di maggiore rilievo, la Jordan portò in gara una versione evoluta del V10 Mugen-Honda, mentre la Jaguar dotò le monoposto di Irvine e Herbert di un cofano motore rivisto e di un nuovo alettone anteriore. Infine, la Minardi montò il nuovo cambio in fusione di titanio anche sulla monoposto di Marc Gené, dopo averlo introdotto a partire dal Gran Premio di Spagna sulla vettura di Gastón Mazzacane. 


  Resoconto

La partenza del Gran Premio fu piuttosto movimentata: Pedro Diniz rimase fermo sullo schieramento prima del giro di ricognizione, dovendo quindi partire dall'ultima posizione e poco prima del via sulla Benetton di Alexander Wurz si ruppe il motore. Questo portò a dover compiere una seconda procedura di partenza, alla quale il pilota austriaco non prese parte perché il muletto della Benetton era regolato per il compagno di squadra Fisichella, decisamente meno alto. Partita la gara, nel corso del primo giro Button speronò De la Rosa, provocando un enorme ingorgo alle sue spalle; a causa di un problema ai computer della direzione gara era comunque già stata esposta la bandiera rossa e la gara fu quindi interrotta per la seconda volta, ricominciando praticamente come se nulla fosse successo.

La corsa fu riportata sulla distanza originaria di 78 giri e fu organizzata una terza procedura di partenza. I meccanici della Benetton ebbero il tempo di adattare il muletto alla statura di Wurz, permettendo al pilota austriaco di prendere parte alla gara. Lo stesso fecero i piloti coinvolti nell'incidente del primo giro, ad eccezione di de la Rosa, che era già alla guida del muletto dopo aver pesantemente danneggiato la sua vettura durante il warm-up e che non poté quindi prendere parte alla gara.

Il Gran Premio partì alle 14:30 circa: Michael Schumacher mantenne il comando dalla pole position, mentre alle sue spalle Coulthard e Mika Häkkinen rimasero bloccati dietro alle due Jordan di Jarno Trulli e Heinz-Harald Frentzen. Barrichello partì male, venendo superato da Jean Alesi e Ralf Schumacher. In testa alla corsa, Michael Schumacher girò su tempi ottimi, distanziando progressivamente gli inseguitori; al ventinovesimo giro si ritirò Alesi, tradito dal semiasse della sua Prost.

Poco più tardi, nel corso del 36º passaggio, anche Trulli fu costretto al ritiro a causa di un problema al differenziale; Coulthard, libero di spingere, rimontò qualche secondo su Schumacher, che aveva però un grande vantaggio sullo scozzese. Nello stesso giro, rientrò ai box Häkkinen: sulla sua McLaren un cavo si era infilato sotto il pedale del freno, impedendogli di guidare correttamente. La riparazione durò a lungo ed il pilota finlandese tornò in pista molto attardato nei confronti dei primi.

Al giro successivo si verificò un ulteriore colpo di scena: Ralf Schumacher, risalito al quarto posto, andò a sbattere contro le barriere della prima curva, la Sainte Dévote, ritirandosi. Dietro a Michael Schumacher, sempre saldamente in testa, si trovavano Coulthard, Frentzen, Barrichello, Fisichella, Irvine e Salo. Il pilota tedesco della Ferrari si fermò per il proprio pit stop al 49º giro, rientrando in pista addirittura davanti a Coulthard: tuttavia, sei giri dopo, Schumacher rallentò improvvisamente, tornando ai box per ritirarsi; sulla Ferrari numero tre aveva ceduto la sospensione posteriore sinistra, surriscaldata dai gas di scarico a causa di un problema proprio con lo scarico sinistro.

In testa passò quindi Coulthard, seguito da Frentzen e Barrichello, in lotta per il secondo posto. Al 70º giro il pilota della Jordan andò a sbattere alla Sainte Dévote, consegnando il secondo gradino del podio al brasiliano. Terzo concluse Fisichella, seguito da Irvine, che fece segnare i primi punti alla Jaguar, e Salo. Häkkinen, pur avendo marcato il giro più veloce in gara, giunse solo sesto, addirittura doppiato dal compagno di squadra.

8a vittoria per David COULTHARD
  • 126a vittoria per McLaren
  • 100o podio per Benetton
  • 31a vittoria per Mercedes
  • 130a pole position per Ferrari

   


Date chiave della storia di Monaco

10 Giugno 1215

Presa di possesso di Monaco da parte dei genovesi. I genovesi del partito dei Guelfi posano la prima pietra
 della roccaforte che diventerà l'attuale Palazzo del Principe. I loro capo, Fulco del Castello,
 ottiene dall'Imperatore Enrico IV la sovranità dell'insieme delle terre che circondano la Rocca di Monaco.
Per attirare degli abitanti, accorda ai nuovi arrivati dei vantaggi quali la concessione di terre e l'esenzione dalle tasse.
A partire da questa data, la Rocca diventa l'oggetto di un violenta lotta tra le due parti che si disputano il potere
 nella Repubblica di Genova, i Ghibellini, partigiani dell'Imperatore, e i Guelfi, fedeli al Papa.


1269 I Guelfi e i loro alleati, i Grimaldi, sono espulsi da Genova. Trovano rifugio con tutte
 le loro forze armate in Provenza.
8 Gennaio 1297 Travestito da monaco francescano, Francesco Grimaldi penetra nella roccaforte di Monaco.
 Da questo giorno gli stemmi dei Grimaldi si ornano di due monaco armati.
 Questa data, di cui il Principato ha celebrato il 700esimo anniversario nel 1997, é quella della prima presa
 di possesso di Monaco da parte della famiglia Grimaldi.
1301 I Grimaldi perdono il controllo di Monaco.
12 Settembre 1331 Carlo 1° riconquista la Rocca. Molti lo considerano il vero fondatore del Principato. Riconquista i beni dei Spinola, alleati dei Ghibellini, poi le proprietà di Mentone e Roquebrune e fu il primo Signore di Monaco.
1489 Il Re di Francia, Carlo VIII e il Duca di Savoia riconoscono la sovranità di Monaco.
1507 Dopo un assedio di piu' di 100 giorni, i Genovesi sono respinti dalla guamigione guidata da Luciano I

Ritratto di Luciano I di Monaco sulla moneta commemorativa
 da 2 euro del Principato emessa
 nel 2012 per celebrare i 500 anni della sovranità

1512 Luigi XII, Re di Francia riconosce l'indipendenza di Monaco.
1525 Agostino I, in disaccordo con la Francia, mette Monaco sotto il protettorato spagnolo di Carlo Quinto.
1525 Agostino I, in disaccordo con la Francia, mette Monaco sotto il protettorato spagnolo di Carlo Quinto.
14 Settembre 1641 Dopo 10 anni di negoziazioni e grazie all'appoggio di Richelieu, Onorato II e Luigi XIII firmano il trattato di Peronne. Quest'ultimo riconosce il diritto sovrano di Monaco e accorda al principe e ai suoi discendenti un' uguaglianza di rango con la piu' alta nobiltà francese. Il Regno di Francia assicura un' amicizia protettrice
al Principato di Monaco.
17 Novembre 1641 La guarnigione spagnola é espulsa e rimpiazzata da una guarnigione francese.
1662 Decesso del Principe Honoré II che durante il suo regno rese piu' bello il Palazzo del Principe: -costruzione
 dell'ala sud che comprende i Grandi Appartamenti (oggi aperti alla visita)- costituzione di 'una prodigiosa
 collezione d'oggetti d'arte (piu' di 700 quadri, mobili, tappeti, pezzi d'argenteria).
Regno di Luigi I, figlioccio di Luigi XIV. Fu scelto come Ambasciatore di Francia presso la Santa Sede.
1662 Decesso del Principe Honoré II che durante il suo regno rese piu' bello il Palazzo del Principe: -costruzione
 dell'ala sud che comprende i Grandi Appartamenti (oggi aperti alla visita)- costituzione di 'una prodigiosa
 collezione d'oggetti d'arte (piu' di 700 quadri, mobili, tappeti, pezzi d'argenteria).
Regno di Luigi I, figlioccio di Luigi XIV. Fu scelto come Ambasciatore di Francia presso la Santa Sede.
1731 Luisa Ippolita regna 10 mesi con il suo consorte. Giacomo di Goyon, Signore di Matignon,
prende la reggenza di suo figlio, futuro Onorato III. Consorte della Principessa Luisa Ippolita, dovette rinunciare
al suo nome e alle sue armi per accedere al trono con il nome di Giacomo I.
7 Novembre 1733 Giacomo I abdica in favore di suo figlio tredicenne, Onorato III.
15 Febbraio 1793 Monaco é riunito alla Francia con il nome di Fort Hercule. Le ricchezze del Palazzo sono
 disperse. Durante tutta la Rivoluzione francese la famiglia principesca conobbe momenti terribili.
 La moglie di Giuseppe Grimaldi (seconda figlia di Onorato III) fu ghigliottinata nel 1794.
30 Maggio 1814 Il  primo trattato di Parigi rende il Principato al Principe.
30 Maggio 1814 Il  primo trattato di Parigi rende il Principato al Principe.
20 Marzo 1848 Mentone e Roquebrune si proclamano città libere e si mettono sotto la protezione dei Sardi.
1856 Carlo III accede al trono.
2 Febbraio 1861 Il Principe rinuncia a profitto della Francia alle città di Mentone e Roquebrune. Il Principato
perde piu' dell'80% del suo territorio, ma la sua indipendenza é infine riconosciuta. La Francia si impegna
a collegare Nizza a Monaco tramite la strada litorale cosi come a far fermare nel Principato
 la linea ferroviaria che é stata creata per unire Genova a Nizza. Un' unione doganale
 tra la Francia e Monaco (non c'é frontiera tra i due Paesi).
1863 La Société des Bains de Mer e du Cercle des etrangers é concessa a François Blanc per 50 anni
con monopolio sui giochi.  - 1865 Emissione dei primi francobolli monegaschi.
1 Giugno 1866 Il Plateau des Spelugues é chiamato Monte-Carlo in onore del Principe Carlo III.
1869 Viene soppressa ogni forma di imposizione diretta. - 1879 Inaugurazione dell'Opera di Monte-Carlo
1881 Creazione della bandiera monegasca rossa e bianca.  - 15 Mars 1887 Viene creata la diocesi di Monaco.
1889 Morte di Carlo III. Alberto I, suo figlio, accede al trono. Appassionato di scienze si interessa in particolar modo
 a l'oceanografia e alle ricerche sulla preistoria. Crea l'istituto della pace.



1891 Creazione dell'Automobile Club di Monaco.
1902 Creazione del Museo d'Antropologia Preistorica.  - 1906 Fondazione dell' Istituto Oceanografico.
29 Mars 1910 Inaugurazione del Muse Oceanografico che fa parte dell'Istituto Oceanografico.
5 Janvier 1911 Inaugurazione del Muse Oceanografico che fa parte dell'Istituto Oceanografico.
5 Janvier 1911 Inaugurazione del Muse Oceanografico che fa parte dell'Istituto Oceanografico.
5 Janvier 1911 Inaugurazione del Muse Oceanografico che fa parte dell'Istituto Oceanografico.
1933 Inaugurazione del Giardino Esotico. - 1936 Monaco emette i suoi primi francobolli
grazie all'Office des Timbres-Poste.
1939 Inaugurazione del primo Stadio Luigi II.  - 1942 Prima emissione di Radio Monte-Carlo.
9 Maggio 1949 S.A.S Il Principe Ranieri III succede a suo nonno, il Principe Luigi II.

La principessa di Monaco Grace Kelly Grimaldi, celebre attrice consorte di S.A.S. Ranieri III e madre dell'attuale principe regnante, Alberto II.

18 Aprile 1956 Il Principe Ranieri III sposa la signorina Grace Patricia Kelly.
23 Gennaio 1957 Nascita della Principessa Carolina.  - 14 Maggio 1958 Nascita del Principe ereditario Alberto.
1961 1° Festival Internazionale della Televisione. -  17 Dicembre 1962 Nuova costituzione.
18 Maggio 1963 Firma di una convenzione fiscale e doganale tra Monaco e la Francia.
1 Febbraio 1965 Nascita della Principessa Stefania.  - 1971 Fine dei Lavori di Fontvieille (2 ettari vinti al mare).
1972 Apertura del Museo Nazionale. - 1974 Creazione del Festival Internazionale del Circo.



14 Septembre 1982 Morte della Principessa Grace durante un grave incidente stradale.
28 Mai 1993 Il Principato di Monaco é ammesso all'ONU.
Juin 1996 Monaco ha il suo proprio prefisso telefonico il "377".
1997 Celebrazione del 700° anniversario del regno dei Grimaldi.
1999 Giubileo dei 50 anni di regno del Principe Ranieri III.
2004 S.A.S. il Principe ereditario Alberto di Monaco ha rappresentato, il 5 ottobre 2004, il Principato alla cerimonia
 di adesione di Monaco al Consiglio d'Europa. Ha pronunciato un discorso nell'emiciclo.

6 aprile 2005 Morte del Principe Ranieri III.  - 2005 Il suo figlio diventa il Principe Alberto II.


12 gennaio 2013

Il papa Benedetto XVI ha ricevuto in udienza il principe
Alberto II di Monaco e la moglie Charlene


Il Vaticano accoglie i leader mondiali

Alberto di Monaco: "Sarà un gran pontificato"

19 marzo 2013
Il principe di Monaco Alberto ha assistito insieme alla moglie Charlene Wittstock alla messa di inaugurazione
del pontificato di Papa Francesco.
Una cerimonia che lo ha colpito, così come la personalità del nuovo pontefice.




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