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 - Ayrton Senna














                     
   Il Nürburgring è poco più di una striscia di asfalto in un paesaggio affascinante.
     Quello che lo rese speciale furono i piloti che affrontarono e superarono le difficoltà di un circuito disegnato
   per mettere alla prova la loro perizia. Incredibili prove di coraggio, spesso tinte di follia e lutto fanno del Ring
                             un luogo celebrato in modo ineguagliabile per nessun circuito moderno.
               Era un luogo che separò i grandissimi dai grandi, facendo di campioni di tutti i giorni dei veri eroi.




  


Lo chiamano l'inferno verde: è il tracciato Nordschleife del Nurburgring. Jackie Stewart, uno dei più grandi piloti di tutti i tempi, vinse tre volte al Nordschleife. Alcune frasi di Stewart rendono bene l'idea di quanto fosse terribile la corsaal Nurburgring:

"quando esci di casa per andare a correre al Nurburgring ti giri indietro e pensi che quella potrebbe essere l'ultima volta
che vedi la tua casa", "Se ti piace il Nurburgring, vuol dire che non stai andando abbastanza veloce..


""Se qualche pilota ti dice che gli piace il Nurburgring, sta mentendo".

La gara del 1968 vinta da Stewart si svolse in condizioni meteo tremende con pioggia, nebbia e addirittura nevischio: Stewart fu così abile nella guida che vinse con qualcosa come 4 minuti di vantaggio sul secondo. Ebbe così il tempo di sorseggiare una tazza di thè caldo, offertogli dalla moglie, mentre attendeva il passaggio del secondo sulla linea del traguardo.
L'ultima edizione della gara sul vecchio Nurburgring fu nel 1976, anno del tremendo incidente di Lauda.


La "Schwedenkreuz" è dove nel 1638 venne ucciso dai soldati svedesi Hans Friedrich Datenberg,
 sindaco di Kehlberg; tutt'ora c'è una croce di 290cm in suo ricordo.


• INIZIO UFFICIALE DEI LAVORI 27 Settembre 1925 • APERTURA UFFICIALE 18 Giugno1927
• PRIMA MANIFESTAZIONE 19 Giugno 1927 - G.P. di Germania • LUNGHEZZA TOTALE Km. 28,265 Nordschleife + Sudschleife
• CURVE TOTALI IN ORIGINE 172, 88 a sinistra e 84 a destra • LUNGHEZZA INIZIALE NORDSCHLEIFE Km. 22,810
 • LUNGHEZZA SUDSCHLEIFE Km. 7,747 • COSTO 15 Milioni di Reichsmark • IMPIEGATI circa 3.000 operaii per 2 anni di lavori

• LUNGHEZZA ATTUALE MAX circa Km. 25,700 Nordschleife + G.P. Strecke • LUNGHEZZA ATTUALE Nordschleife Km. 20,830
• CURVE Nordschleife totali 73, 33 a sinistra e 40 a destra • PENDENZA MAX in salita Nordschleife 17%
• PENDENZA MAX in discesa Nordschleife 11% • PUNTO PIU' ALTO Nordschleife T13/Alte Ein. m. 620 s.l.m. •
PUNTO PIU' BASSO Nordschleife Breidscheid m. 320 s.l.m.

   



Il primo Nürburgring è probabilmente meglio conosciuto come il luogo dove i titani delle corse d’anteguerra costruirono la loro reputazione e dove diversi contendenti, nel corso degli anni, pagarono il prezzo più alto. In questo posto dove, come un serpente addormentato, la strada si insinua attraverso cime vulcaniche e foreste spettacolari, si costruirono e si infransero carriere. Per più di cinquant’anni una vittoria al ‘Ring fu il metro di valutazione di un pilota. Coloro che dominavano l’interminabile processione di curve che costituiva il tracciato erano i migliori della loro epoca ed una vittoria al ‘Ring era solitamente il segno distintivo di un vero campione.

Questa, dunque, è la loro storia. Una storia ambientata nel racconto di un circuito che solo Dio avrebbe potuto costruire e che solo pochissimi dominarono davvero.


Prima del 1927, la Germania non aveva un circuito permanente, nonostante il fatto che i suoi costruttori fossero all’avanguardia dello sviluppo automobilistico e che, come nazione, la Germania avesse già una consistente tradizione di successi. Questi iniziarono nel 1903 quando Camille Jenatzy vinse il Gordon Bennet Trophy alla guida di una Mercedes da 90 cavalli. Come conseguenza, la Germania fu obbligata ad ospitare il Gordon Bennet Trophy nel 1904 e lo fece con il benestare del Kaiser Guglielmo II. Camille Jenatzy Il successo e la popolarità di quel primo evento condussero all’introduzione nel 1907 del primo campionato tedesco (Kaiserpreis).

Nello stesso periodo, si delineò per la prima volta l’idea di un impianto per collaudi permanente ad uso dei costruttori tedeschi. Vi fu una attenta valutazione dell’idea e fu pianificata persino una ricognizione tra le montagne dell’Eifel. Alla fine non ne venne fuori nulla e pochi anni dopo la gente aveva altro a cui pensare, dato che l’Europa sprofondò nella guerra.

Alla fine del conflitto la Germania era in condizioni precarie, quindi l’idea non riemerse prima del 1921. Per prima cosa una sezione della nuova autostrada fuori Berlino fu usata per gare di rilievo nazionale e l’AVUS, come era conosciuto, ospitò il primo Gran Premio di Germania nel 1926. Nel 1925 le strade pubbliche attorno Stoccarda furono utilizzate per creare il circuito temporaneo “Solitude”, anche se le carreggiate strette erano più adatte per le motociclette. Nonostante questi tentativi la Germania non aveva ancora un circuito costruito ad hoc che potesse confrontarsi con Monza, Brooklands o Montlhéry.
Poi fu concepito il Nürburgring.




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L’idea per il circuito provenì da un membro del Consiglio di Distretto dell’Eifel, il Dott. Otto Creutz. Otto Creutz Con il supporto dell’ADAC [affine al nostro ACI ndT] e dell’alltora sindaco di Colonia – e futuro cancelliere della Germania dell’Ovest – Konrad Adenauer, egli persuase il governo ad investire nell’idea. I benefici di un circuito provede dedicato, insieme alla necessità di investire in una regione economicamente depressa, erano ovvi ed fu approvato uno stanziamento governativo di 14,1 milioni di marchi.



Creutz sottopose l’idea nell’aprile del 1925 e dopo meno di sei mesi, il 27 settembre di quell’anno, il Presidente della provincia del Rheinland pose la prima pietra. Il 'Ring in costruzione. Sin dal principio il Nürburgring era un progetto vasto ed ambizioso. Era concepito per essere utilizzato come un unico circuito da 17,6 miglia che poteva essere anche diviso in due sezioni. Il Südschleife era una sezione breve, di circa 4,8 miglia, disegnata per le prove e competizioni di circolo, mentre il Nordschleife – in tutte le sue 14,2 miglia – doveva fungere da vetrina per il talento e la supremazia tecnica tedesche. Entrambe le sezioni condividevano la stessa linea del traguardo che vantava una grande quantità di infrastrutture. Oltre alle tribune da 2500 posti, gli architetti avevano incluso un hotel ed un paddock, comprensivo di settanta garages al coperto. L’eccellente area pit incorporava anche la Torre Continental ad uso dei cronometristi e dei commissari di gara. Dopo soltanto quattro anni dal completamento del tracciato, un pannello elettronico per il pnteggio – il primo al mondo – fu aggiunto alla già notevole lista delle infrastrutture.

In totale il Nordschleife incorporava 172 curve – 84 a destra e 88 a sinistra – e tra loro vi erano curve che includevano ogni possibile combinazione di raggio, camber e gradiente. Per tutta la sua lnghezza il circuito era largo 6,7 metri, a parte la linea del traguardo, che era larga 20 metri e creava un imbuto naturale con cui iniziare ogni gara. Quasi ogni piega del tracciato era disegnata con l’obiettivo di mettere alla prova i migliori tra i migliori ed il vero impatto del circuito può essere percepito soltanto percorrendolo. Le auto si facevano strada lungo una strada tortuosa che comprendeva non meno di quattro villaggi, mentre dall’alto di una collina, le rovine del castello di Nürburg, una fortezza del XII secolo, dominavano l’intero circuito. Nel suo stato originario, il ‘Ring non era soltanto una pista; era la scenografia per un’opera automobilistica che solo Richard Wagner avrebbe potuto comporre.


Nel 1926, mentre oltre 2500 operai stavano sudando per trasformare il circuito in realtà, un giovane pilota tedesco – Rudolf Caracciola – balzò agli onori della cronaca dopo aver vinto il primo, piovosissimo Gran Premio di Germania all’AVUS. Rudolf Caracciola Entro i 18 mesi successivi a quell’evento il Nürburgring era finalmente pronto per ospitare il suo primo evento – l’Eroffnung-Feier.