La Formula 1 nel Tempo.....

IMOLA  - La voglia di velocità fa parte del patrimonio genetico della gente di Imola fin dall'antichità.
Quando Imola, all'epoca della civiltà dell'antica Roma, si chiamava Forum Cornelii, nell'80 avanti Cristo, disponeva già di un anfiteatro
dove correvano le bighe, in attesa dei... cavalli d'acciaio.
 Le basi della pista attuale vengono tracciate alla fine degli Anni '40. Per dare ossigeno (e lavoro) alla depressa economia del periodo post-bellico,
 viene varata una serie di lavori pubblici tra cui costruzione di una strada che collega la via Emilia, dove oggi c'è la curva della Rivazza,
al paesino di Codrigano, arrivando all'attuale Curva della Tosa. Così a quattro imolesi appassionati di corse motoristiche (Alfredo Campagnoli,
 Graziano Golinelli, Ugo Montevecchi e Gualtiero Vighi) viene in mente di realizzare un autodromo tra quelle colline.
All'entusiasmo dei quattro si aggiunge poi l'intraprendenza di Checco Costa, che sarà in seguito l'organizzatore
di grandi manifestazioni motociclistiche.

Once upon a time in the west
Doris Day - Perhaps Perhaps Perhaps






Imola, 30 aprile 1994. 13H40. Ayrton Senna corre ad unirsi Syd Watkins in auto medica dopo
l'incidente mortale di Roland Ratzenberger

Ayrton Senna Commemorazioni ad Imola 20 anni dopo la tragedia - Fondo Pagina

Partenza

Il XIV Gran Premio di San Marino, terza gara del campionato mondiale di Formula 1 1994, si è svolto il 1º maggio a Imola (Italia),
presso l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari.

Questa competizione è passata alla storia come l'evento di F1 con più incidenti mortali, considerando tutti i tre giorni di competizione. Sin dalle prove del venerdì, infatti, il Gran Premio è stato funestato da vari incidenti che hanno visto il ferimento di Rubens Barrichello al venerdì, la morte
 di Roland Ratzenberger il sabato e di Ayrton Senna.

Gran Premio di San Marino 1994

Pos Pilota Costruttore Giro Gap
1 2 Brasile Ayrton Senna Williams-Renault 1'21"548  
2 5 Germania Michael Schumacher Benetton-Ford 1'21"885 +0"337
3 28 Austria Gerhard Berger Ferrari 1'22"113 +0"565
4 0 Regno Unito Damon Hill Williams-Renault 1'22"168 +0"620
5 6 Finlandia Jyrki Järvilehto Benetton-Ford 1'22"717 +1"169
6 27 Italia Nicola Larini Ferrari 1'22"841 +1"293
Ordine d'arrivo
Pos Pilota Costruttore Giri Tempo/Ritiro
1 Germania Michael Schumacher Benetton-Ford 58 1h 28'28"642
2 Italia Nicola Larini Ferrari 58 +54"942
3 Finlandia Mika Häkkinen McLaren-Peugeot 58 +1'10"679




Lievi modifiche alle  chicanes nel 1981

                     1981
      Il 3 maggio vede la luce
        il Gp di San Marino



Il Gran Premio di San Marino 1981 è stata la quarta prova della stagione 1981 del Campionato mondiale di Formula 1.
Si è corsa domenica 3 maggio 1981 all'Autodromo Dino Ferrari di Imola.

La gara è stata vinta dal brasiliano Nelson Piquet su Brabham-Ford Cosworth;
per il vincitore
si trattò del quinto successo nel mondiale. Ha preceduto sul traguardo l'italiano Riccardo Patrese su Arrows-Ford Cosworth e l'argentino Carlos Reutemann
su Williams-Ford Cosworth.

Discesa verso la Rivazza





Gilles Villeneuve (col 27) e Didier Pironi (numero 28) dettero vita a un lungo duello.

1982

Gilles Villeneuve dopo il giro d'onore, si diresse al motorhome della Ferrari ed apostrofò violentemente, a detta di molti presenti, il direttore sportivo Marco Piccinini (il canadese esclamò "Ed ora cercatevi un altro pilota!") che invece non trovò nulla di insolito o di scandaloso nella vittoria di Didier Pironi.
Villeneuve quindi salì controvoglia sul podio, solo per non fare un torto alle autorità sanmarinesi e ritirare il piatto destinato al secondo classificato, ma mostrando una grande contrarietà. Nel dopogara il canadese ebbe un turbolento colloquio con Pironi, durante il quale lo accusò di avergli rubato la vittoria e di essere un falso amico, giurandogli che non gli avrebbe mai più rivolto la parola.



Gilles Villeneuve, a sinistra, con Didier Pironi, sul podio, al termine della gara. Il canadese criticò pesantemente il suo compagno di scuderia per il comportamento tenuto in gara.



Il Gran Premio di San Marino 1984, IV Gran Premio di San Marino, e quarta gara del campionato di Formula 1 del 1984, 
si è disputato il 6 maggio sul Circuito di Imola ed è stato vinto da Alain Prost.  Ingresso al Tamburello della  McLaren-TAG Porsche di Prost.

È stato l'unico Gran Premio di Formula 1 che ha visto Ayrton Senna fallire la qualificazione.


Gran  Premio di San Marino 1988

La celebre collina della Tosa
Imola '88 - Nannini - Piquet
Il Gran Premio di San Marino 1988 fu una gara di Formula 1, disputatasi il 1º maggio 1988 sull'Autodromo Enzo e Dino Ferrari. Fu la seconda prova del mondiale 1988 e vide la vittoria di Ayrton Senna su McLaren - Honda, seguito da Alain Prost e da Nelson Piquet.


Certo che ci vuole molta forza a stappare queste bottiglie.....

Il Gran Premio di San Marino 1989 fu la seconda gara della stagione 1989, disputata il 23 aprile sul Circuito di Imola.
La manifestazione venne vinta dal pilota dalla McLaren Ayrton Senna, seguito dal compagno di squadra Alain Prost
e dall'italiano Alessandro Nannini su Benetton - Ford Cosworth.



Ayrton Senna  alla curva della Rivazza

Il Gran Premio di San Marino 1990 è stato la terza prova del Campionato mondiale di Formula 1 1990. Disputata il 13 maggio 1990 all'Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, la gara si svolse davanti a una buona presenza di pubblico e fu caratterizzata da diversi duelli tra i piloti, alcuni dei quali al limite del regolamento. Nonostante la McLaren avesse dominato le qualifiche occupando la prima fila dello schieramento, fu Riccardo Patrese, alla guida della sua Williams, a imporsi per la terza volta in carriera, precedendo l'austriaco Gerhard Berger e Alessandro Nannini su Benetton. Completarono la zona punti Alain Prost della Ferrari, Nelson Piquet e Jean Alesi.

Il leader del mondiale Ayrton Senna fu invece costretto al ritiro dopo appena tre giri per la rottura di un cerchione della ruota. Questo fatto permise ai suoi rivali Prost e Berger di avvicinarlo in classifica piloti, portandosi ad una sola lunghezza di distanza.




GP San Marino 1995, Alesi riaccende Imola

Dopo gli orrori e gli scandali del 1994, Imola si dimostra più forte del destino che vuole affossarla per sempre, e con essa forse la Formula 1. Le nuove regole della Formula 1 rappresentano un segno, forse, di speranza che il circuito del Santerno vuole raccogliere e fare sue. Il circuito verrà inevitabilmente modificato, soprattutto alla Curva del Tamburello e alla Variante Villeneuve, ma fortunatamente non viene snaturato.

La voglia di ripartire del popolo emiliano appassionato di Formula 1 è tanta, così come quella della Ferrari, che si presenta al via con la nuova 412T2, monoposto all’apparenza convenzionale ma che già dalle prime gare fa vedere buone cose. E sulla spinta della vittoria di Berger a Hockenheim l’anno prima, inizia l’avventura inaugurando la monoposto con il “battesimo” ricevuto da un altro emiliano DOC, Alberto Tomba, fresco vincitore della Coppa del mondo di sci alpino e che l’anno successivo diventerà Campione del mondo. Montezemolo dirà che, come diceva Enzo Ferrari, l’importante non è che le monoposto siano belle ma vincenti e questa sembra partire con il piede giusto. Infatti, conquista due podi con Berger in Brasile e Alesi in Argentina e sembra pronta all’assalto al Santerno.

La gara vede un cavallo di ritorno: Jean Alesi, che aveva saltato, quasi per un segno del destino, l’edizione del 1994 e nella stagione 1995 si presenta con le carte in regola per ben figurare. Ma questo campionato sembra segnato quasi già in partenza, con Michael Schumacher che sembra avere la meglio su Hill, in un revival del duello che ha caratterizzato e monopolizzato il 1994. L’arrivo del francese, e non solo, richiama a Imola molti tifosi della Ferrari, che assediano le tribune anche per ricordare Ayrton Senna e Roland Ratzenberger, con l’auspicio che la gara del 1995 passi dal dramma alla festa. E infatti così sarà, ma dal punto di vista sportivo le speranze dei ferraristi sembrano presto affossate da Michael Schumacher, determinato a dominare la gara.

Il tedesco della Benetton, in testa alla classifica, a Imola non sembra fare eccezione a questa regola e il venerdì si mette già al sicuro la sua pole position, staccando un tempo inavvicinabile per tutti gli altri. Tutti tranne uno: Gerhard Berger.

L’austriaco, poco prima che scendesse la bandiera a scacchi per la chiusura della seconda sessione di qualifica, giunge sul traguardo e ha il tempo di effettuare un ultimo giro. I primi due intermedi sembrano “normali”, ma nell’ultimo il pilota della Ferrari supera se stesso e Schumacher, riducendo il distacco a soli 8 millesimi di secondo, tra la sorpresa generale e l’entusiasmo delle tribune.

Le buone notizie per la Ferrari non sembrano finite: il warm-up bagnato regala ad Alesi la soddisfazione di mettersi tutti dietro e avere come primo inseguitore proprio il compagno Berger. L’attesa del pubblico rosso per la gara è tanta e il circuito del Santerno la domenica è gremito in ogni ordine di posti. Il modo migliore per ricordare i due campioni che hanno perso la vita in quel maledetto weekend di un anno prima, e infatti prima del via tutti i piloti si raccolgono in cerchio davanti al traguardo e osservano un minuto di silenzio.

Ma subito dopo è il momento delle ostilità, con l’incognita meteo, che rende incerti assetti e strategie, fino all’ultimo quando sembra chiaro che la situazione volge verso l’asciutto. Ma le prime 6 posizioni in griglia, oltre a Barrichello (decimo), optano per le gomme rain e avranno ragione. La gara infatti si incanala verso dei binari abbastanza precisi, con Schumacher a fare da lepre e Berger a inseguire, tenendo dietro tutti gli altri. Incredibile il divario tra le gomme rain e le slick: 5 secondi al giro. Cosa che permetterà alle prime posizioni di accumulare un vantaggio tale da permettere loro, visto che la pista si stava asciugando, di andare al pit-stop senza preoccuparsi degli inseguitori, cambiare le gomme e gli assetti e rifornire. Ma proprio qui ci sarà un clamoroso colpo di scena: Schumacher, accreditato di grandi doti di guida sul bagnato, incappa in un clamoroso errore alla Piratella e urta violentemente la vettura contro le gomme. Il tedesco libera così la strada a Berger nell’esultanza generale del popolo imolese, che sente aria di doppietta.

Infatti, c’è un altro pilota che sta mettendo in mostra tutte le sue qualità: il compagno di squadra Jean Alesi, che con la seconda 412T2 sfrutta alla perfezione l’asfalto viscido per inanellare una serie di giri veloci che lo porteranno a insidiare le Williams di Hill e Coulthard. La lotta tra il francese e le Williams arriva fino allo scontro fisico tra la Ferrari numero 27 e la Williams numero 6, dove a rimetterci (con un leggero danno all’alettone anteriore, non riparato) sarà la vettura inglese. Nel corso del pit-stop l’alettone non verrà sostituito, ma proprio la sosta ai box giocherà un  brutto scherzo allo scozzese, entrato insieme ad Alesi, visto che la fretta di uscire prima del transalpino lo porterà a superare il limite di velocità di 80 km/h imposto per il transito in pit-lane e verrà penalizzato.

Non ci sarà, però, bisogno di alcuna penalità per fermare Berger, che nel corso del pit-stop spegne inspiegabilmente il suo V12. Se ne accorge subito, alza l’indice per chiedere la messa in moto e sollecitare i meccanici a usare l’avviatore; sono attimi di concitazione, con i meccanici che hanno finito di cambiare le gomme e arrivano a tutta velocità, ma ormai quando la Ferrari numero 28 riparte Hill è andato, e con lui Coulthard che si porta dietro Alesi.L’austriaco è quarto, ma ecco che a restituire il sorriso ai ferraristi arriva la notizia della penalizzazione di Coulthard, proprio colui che ha preso il posto di Senna nel 1994. Ad Alesi, così, viene regalato un meritatissimo secondo posto, lo stesso che l’anno prima era toccato a un’altra Ferrari 27, quella di Larini.

. Ma quella era un’altra atmosfera, di tristezza e dolore per la scomparsa di Senna, mentre stavolta, quando Jean taglia il traguardo, la gioia è incontenibile, come se avesse vinto, come se lui e Berger avessero portato a casa una doppietta. C’è gloria anche per Hill, vincitore un anno dopo sulla pista che l’anno prima fu maledetta per la sua squadra e per il suo ex-compagno Senna, che in quel terribile momento era primo. Damon sembra quindi avere, in piccolo, completato l’opera interrotta da Ayrton, andando anche in testa alla classifica grazie al ritiro di Schumacher.

La festa, però, è tutta per Alesi e Berger, salutati da un’invasione di pista che non si vedeva da tempo e li accompagna sino sotto il podio e Jean si toglie persino il casco. A gioire, alla fine, saranno tutti, con i due ferraristi che, forse, riescono a mitigare un pizzico di delusione per quella che poteva essere una vittoria certamente alla loro portata. E, forse, questa festa era il tributo migliore che Imola potesse offrire ad Ayrton e Roland.


FOTOGALLERY


Autodromo Enzo e Dino Ferrari
Ferrari Challenge Europa Imola 2013


28 /29 settembre 2013
Bianchi ad un soffio dal podio nel diluvio di Imola

La terza ed ultima giornata del sesto appuntamento stagionale con il Ferrari Challenge Europa andato in scena ad Imola, ha avuto quale cornice una giornata decisamente autunnale, con pioggia anche intensa che ha condizionato lo svolgimento delle gare.
La seconda frazione di Coppa Shell disputata su pista bagnata lungo tutti i 4909 metri del circuito intitolato ad "Enzo e Dino Ferrari", ha visto il successo di Rizzuto (Motor/Malucelli) che ha preceduto Gostner D. (Ineco/MP) e Lebed (Ferrari Ukraina). In quarta posizione, quindi ad un passo dal podio, si è classificata la prima delle vetture di Kessel Racing, quella condotta da Max Bianchi, che ha preceduto Prinoth (Ineco/MP) vincitore nella categoria Gentlemen, mentre Fons Scheltema ha chiuso in sesta posizione. Entrambi nelle prime battute di gara si sono distinti per una dura lotta nel gruppetto alle spalle dei leader con Bianchi autore di un grande sorpasso su Prinoth alla Curva Tosa, mentre Scheltema ha duellato a lungo con il venezuelano Baiz. Poco fortunata la prova di Alexis De Bernardi che ha dovuto abbandonare la gara dopo poche tornate a causa di un problema tecnico, mentre Lovat e Schenk hanno in pratica ripetuto la gara del sabato pomeriggio scambiandosi le posizioni, con Lovat in quattordicesima posizione davanti a Schenk. L'ultimo appuntamento stagionale del Ferrari Challenge Europa è in programma per il secondo fine settimana del mese di novembre al Mugello, dove oltre al settimo round del campionato continentale, sono in programma le Finali Internazionali in gara unica, oltre alle consueta kermesse per la conclusione dell'attività sportiva di Ferrari Corse Clienti. Kessel Racing invece sarà in pista già dalla settimana prossima a Monza dove saranno in pista le vetture partecipanti al settimo round dell'International GT Open Championship.


3 ore di Imola: Pierre Thiriet e Mathias Beche trionfano al Santerno


Vincitore assoluto e primo della categoria LMP2 è stato l’equipaggio campione uscente della ELMS composto da Pierre Thiriet e Mathias Beche (Oreca 03 Nissan), che hanno concluso con oltre 46” di vantaggio sulla Alpine Nissan guidata
da Pierre Ragues e Nelson Panciatici.

Colori italiani protagonisti con Fabio Babini, pilota di casa, al volante di una Ferrari F458 Italia, che ha portato
 i suoi due compagni russi, Shaytar e Ladygin, alla vittoria nella categoria GTC.

Ferrari Challenge Trofeo Pirelli 





Nei turni di prove ufficiali, Alessandro Balzan si è aggiudicato la prima pole della giornata nella categoria del Trofeo Pirelli: in Gara 1 il pilota del team Ferrari Moscow scatterà davanti a Niki Cadei (Motor/Piacenza) e al leader della classifica Bjorn Grossmann (Ferrari Moscow). Lo schieramento di partenza della seconda prova vedrà… primo al via nuovamente Balzan (Ferrari Moscow), seguito da Niki Cadei (Motor/Piacenza) e da Andrii Kruglyk (Ferrari Ukraina). Tra i gentleman driver della Coppa Shell nel primo turno, Daniele Di Amato (CDP) si è imposto su Alexey Basov (Ferrari Moscow) e Giacomo Stratta (Forza Service), mentre nella seconda frazione l'’autore del miglior crono è stato Alexey Basov, seguito nell' ’ordine da Raffaele Giannoni (Motor/Piacenza) e da Stratta.

GT Sprint – Imola, Gara 2: Doppietta per Andrea Palma

Lorenzo Bontempelli (ITA), Ferrari 430, Kessel Racing
Ennio Ricci, (ITA), Poesche 997

Roberto Silva (ITA) Porsche 997, Ebimotors

Andrea Bacci (ITA), BMW M3 E92-B24H4 0